Domenica 22 Marzo 2026 19:03
Le pillole di Polly: recensione di “Mezzanotte a Parigi” di Felicia Kingsley
Fortunato chi ama il suo lavoro, dicono i saggi. E Nick Montecristo, questa fortuna ce...
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Fortunato chi ama il suo lavoro, dicono i saggi. E Nick Montecristo, questa fortuna ce l’ha. A lui, il suo lavoro piace, anzi; lo fa addirittura sentire vivo.
Del resto, è un’attività che lo fa stare a strettissimo contatto con la storia dell’arte, materia che studiava duramente in un’altra epoca della sua vita, quando era uno dei più brillanti studenti di Oxford e si era accaparrato la stima del prof. Leeland, docente famosissimo che avrebbe potuto far decollare la sua carriera.
Il problema, però, è che il proverbio non dice esplicitamente che il lavoro che si ama debba essere legale, e Montecristo ha preso questo concetto alla lettera. E infatti per vivere, peraltro più che agiatamente, fa il ladro di opere d’arte; per di più, è molto bravo.
Certo, ha trascorso tre anni in galera, ma sono rischi del mestiere. Quello che conta è che sia riuscito ad evadere; da allora, tutto è girato per il verso giusto. Si è creato una sorta di rete di protezione, grazie alla quale riesce a rimanere latitante e a ricevere numerosi “ingaggi”, che “porta a termine” brillantemente e che gli vengono pagati profondamente.
Certo, ha trascorso tre anni in galera, ma sono rischi del mestiere. Quello che conta è che sia riuscito ad evadere; da allora, tutto è girato per il verso giusto. Si è creato una sorta di rete di protezione, grazie alla quale riesce a rimanere latitante e a ricevere numerosi “ingaggi”, che “porta a termine” brillantemente e che gli vengono pagati profondamente.
Stavolta, la sua “missione” si svolgerà a Parigi, dove due committenti, l’uno all’insaputa dell’altro, gli hanno affidato il compito di recuperare una coppia di zaffiri che erano appartenuti alla loro famiglia, ma di cui si sono perse le tracce da decenni. Sfida ai limiti dell’impossibile; il ladro gentiluomo Montecristo, però, potrà almeno avvalersi dell’aiuto di Camille, algida ed incantevole ballerina che sogna l’Opéra Garnier.
“Mezzanotte a Parigi” è l’ultimo, attesissimo romanzo di Felicia Kingsley, al secolo Serena Artioli. La scrittrice emiliana è autrice di numerosi romanzi campioni di incassi, che vanno letti con un’avvertenza.
“Mezzanotte a Parigi” è l’ultimo, attesissimo romanzo di Felicia Kingsley, al secolo Serena Artioli. La scrittrice emiliana è autrice di numerosi romanzi campioni di incassi, che vanno letti con un’avvertenza.
Kingsley non desidera scrivere opere di alta letteratura, ma semplicemente delle letture piacevoli, che possano divertire il più vasto pubblico possibile; questo è dimostrato anche dal basso costo del suo nuovo romanzo.
In questo senso, Kingsley è riuscita alla grande nel suo intento; ha messo in scena una storia che intriga e che è perfetta purché non ci si aspetti di leggere Grazia Deledda.
E allora, pazienza se il protagonista è un misto tra James Bond e Indiana Jones e se Camille, la sua conquista di turno, in pochi giorni fa una trasformazione degna del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. E pazienza pure se scorrendo le pagine del libro l’atmosfera di Parigi è resa davvero pochino pochino.
Kingsley voleva semplicemente far sognare il lettore e distrarlo dalle sue preoccupazioni quotidiane portandolo in un mondo di pura fantasia.
Ci è riuscita.
E allora, viva Felicia Kingsley.
Federica Focà
