Domenica 22 Marzo 2026 19:03
Favola della domenica – La candela
C’era una volta una candela a forma di rosa di colore rosso. L’aveva ricevuta in...
#favola
leggi la notizia su RomaDailyNews
C’era una volta una candela a forma di rosa di colore rosso.
L’aveva ricevuta in regalo una bambina di nome Tessa. Sapeva che il bel fiore una volta era nato e cresciuto su un cespuglio, ma poi una fata dispettosa l’aveva trasmutato.
“Perché pensi questo?” le chiese il fratellino Piero.
“Perché l’ho sognato”.
Tessa dava molta importanza ai suoi sogni perché a volte si avveravano.
“Indovina che cosa mi è apparso stanotte?” domandò.
“Non voglio saperlo” rispose il ragazzino, turandosi le orecchie.
“Te lo dico lo stesso: il cespuglio dove è nata la rosa”.
Tessa, da qualche tempo, viveva a puntate la storia della rosa: dove era nata, come era cresciuta acquistando il meraviglioso colore rosso e come una fata invidiosa l’avesse tramutata un giorno in una candela.
“Per fortuna, però, non ho perduto il mio profumo” le confidava il fiore nel sogno.
La ragazzina prese una decisione: “Voglio cercare questa maga perché annulli l’incantesimo”.
Si recò nel luogo dove si trovava il famoso cespuglio e invocò a gran voce il nome della strega dispettosa: “Miranda! Miranda! Miranda!”
“Chi sei?” disse una voce melodiosa.
“Mi chiamo Tessa e sono venuta a cercarti perché conosco la storia della candela che all’origine era una vera rosa”.
“Se mi chiedi di farla tornare indietro, ti dirò che è impossibile”.
“E’ stata una cattiveria da parte tua trasformarla in questo modo”.
“Io ho voluto solo farti un regalo”.
“A me? In che senso?”
“Conosci il significato di candela? E’ ciò che illumina nell’oscurità. Dal canto suo, anche se di cera, la rosa regala calma e serenità a chi la possiede. Non trovi che siano delle qualità straordinarie?”
“Sì, certo. Ti ringrazio per la tua bontà. Credevo che fossi una fata maligna”.
“E’ meglio non giudicare le fate. Ce ne sono di dispettose, ma altre anche molto generose”.
“Spero di rivederti presto. Ciao Miranda”.
Quando la sorella tornò a casa, trovò Piero davanti alla porta: “Sei riuscita nel tuo scopo? La candela diventerà di nuovo una rosa?”
“No ma, come candela, ha acquisito dei poteri magici. Quando l’accenderemo, risplenderà donando luce, calore e ottimismo. Sei contento?”
“Sì, molto. Spero solo che non sarai più ossessionata dai tuoi sogni…”.
Maria Rosaria Fortini
