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Lunedì 23 Marzo 2026 11:03

Lazio, il prezzo del vino verso un aumento del 15%: energia e guerra mettono a rischio il settore

Il prezzo del vino nel Lazio potrebbe aumentare fino al 15% nei prossimi mesi. È...

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Il prezzo del vino nel Lazio potrebbe aumentare fino al 15% nei prossimi mesi. È quanto è emerso dalle preoccupazioni degli operatori del settore, alle prese con il caro energia e con le ripercussioni economiche legate ai conflitti internazionali, in particolare alla guerra in Medio Oriente.

Secondo le stime, se i costi energetici non dovessero ridursi entro l’estate, le conseguenze si rifletterebbero direttamente sui prezzi al consumo. Un rischio concreto per un comparto che rappresenta una componente significativa dell’economia agricola regionale e che potrebbe mettere in difficoltà centinaia di piccole e microimprese.

Il comparto vitivinicolo del Lazio si estende su circa 18 mila ettari di vigneti, distribuiti prevalentemente in collina ma presenti anche in pianura e in aree montane. Le produzioni sono diffuse in tutte le province, con una concentrazione maggiore nell’area metropolitana di Roma e nella provincia di Latina.

Tra i vitigni più rappresentativi figurano Malvasia, Bellone e Cesanese nell’area romana, il Nero Buono e il Moscato di Terracina nell’Agro pontino, oltre al Cesanese d’Affile e alla Passerina in Ciociaria. Nella Tuscia si distinguono invece varietà come Aleatico e Grechetto.

Negli ultimi anni, tra il 2023 e il 2025, il settore ha generato un valore medio annuo di circa 230 milioni di euro, con una quota significativa – circa 70 milioni – legata all’export, sebbene in lieve calo rispetto all’anno precedente.

L’intera filiera del vino, dalla coltivazione alla distribuzione, è particolarmente esposta all’aumento dei costi energetici. Si stima che per produrre un ettolitro di vino siano necessari circa 11 kilowatt, rendendo il settore vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.

Come sottolineato da Antonio Parenti, le bottiglie attualmente in commercio non hanno ancora risentito degli aumenti, essendo state prodotte prima dell’aggravarsi della crisi internazionale. Tuttavia, qualora il conflitto dovesse protrarsi fino alla prossima vendemmia, il comparto rischierebbe di perdere competitività, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.

Le imprese stanno cercando di reagire investendo in soluzioni come l’agrivoltaico, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore autonomia energetica. Ma senza un calo dei costi nel breve periodo, gli aumenti potrebbero superare anche il 10%.

Oltre all’aumento dei costi, il settore deve fare i conti con un cambiamento nelle abitudini dei consumatori. Negli ultimi anni si è registrato un calo dei consumi di vino, soprattutto tra i più giovani.

Come evidenziato da Salvatore Stingo, le nuove generazioni tendono a preferire cocktail o bevande a più bassa gradazione alcolica, mentre anche tra gli adulti si osserva una maggiore attenzione alla moderazione.

In questo contesto, il futuro del vino laziale potrebbe passare attraverso nuove strategie di valorizzazione, come lo sviluppo dell’enoturismo e la promozione del territorio, elementi ritenuti fondamentali per rilanciare il settore.

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