Mercoledì 25 Marzo 2026 11:03
Il 28 marzo la Terra Santa in preghiera per la pace


La Custodia aderisce all'iniziativa del Rosario voluto dal patriarca latino di Gerusalemme Pizzaballa. Il testo preparato da padre Patton, «segno di comunione con quanti nel mondo intero soffrono a causa delle guerre in corso»
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Un monito urgente e al tempo stesso un invito alla preghiera era arrivato già domenica scorsa, 22 marzo, da Papa Leone al termine dell’Angelus. «Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza – le parole del pontefice -. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità».
In questo clima, la Custodia di Terra Santa ha deciso di aderire all’invito del Patriarca latino di Gerusalemme il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che ha chiesto ai fedeli di pregare il Rosario per la pace sabato 28 marzo. «Vi invito a recitare in ogni nostra fraternità e a diffondere nelle parrocchie, nelle scuole e nelle famiglie cristiane il Rosario per la pace proposto dal nostro patriarca», scrivono il segretario di Terra Santa padre Alberto Joan Pari e il Custode padre Francesco Ielpo. A orientare la preghiera, un testo preparato da padre Francesco Patton, si legge in una nota della Custodia, che vuole essere «un segno di comunione con la Chiesa locale, con i cristiani di tutto il Medio Oriente e con quanti nel mondo intero soffrono a causa delle troppe guerre in corso».
In un momento storico segnato da conflitti che incidono profondamente sulla vita quotidiana delle popolazioni, la Custodia riconosce alla preghiera un ruolo decisivo, invocando la protezione di Maria. «Che la Vergine Maria ottenga oggi ciò che lei ha già cantato nel Magnificat – si legge nel messaggio di Pari e Ielpo – e che il Suo divin Figlio ha proclamato nelle beatitudini: che i superbi siano dispersi nei pensieri del loro cuore; che i potenti siano rovesciati dai troni e finalmente innalzati gli umili; che gli affamati siano ricolmati di beni e i pacifici riconosciuti come figli di Dio». La via della pace passa attraverso il dialogo, la giustizia e la preghiera comune. «I miti possano ricevere in dono la terra», è l’auspicio dei frati, che affidano alla benedizione del Signore l’intera comunità.
All’iniziativa di preghiera voluta dal patriarca hanno aderito anche i Benedettini dell’abbazia della Dormizione, al Monte Sion a Gerusalemme.
25 marzo 2026
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