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Mercoledì 25 Marzo 2026 09:03

Oxfam: in Libano «Israele usa la sete come arma di guerra»



L'organizzazione denuncia un crescente rischio di collasso umanitario nel sud del Paese. Pezzati: «In 4 giorni bombardati 8 impianti idrici, da cui dipendevano oltre 7mila persone»

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Un’altra denuncia del crescente rischio di collasso umanitario nel sud del Libano arriva da Oxfam, secondo cui nelle ultime settimane le forze israeliane avrebbero intensificato gli attacchi contro infrastrutture idriche e igienico-sanitarie essenziali per la popolazione, replicando lo schema già visto a Gaza. Lo riferisce Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia: «In appena quattro giorni sono stati bombardati almeno otto impianti idrici da cui dipendevano oltre 7mila persone nella valle della Bekaa». Tutto questo nonostante, ricorda, la privazione di beni primari come l’acqua sia vietata dalle Convenzioni di Ginevra.

Secondo Oxfam, gli attacchi aerei nel sud del Paese hanno già costretto più di un milione di persone – circa il 19% della popolazione – a lasciare le proprie case, mentre molte comunità rimangono senza acqua potabile e servizi essenziali. L’organizzazione sta lavorando al ripristino di 19 impianti idrici destinati a 60mila persone, sei dei quali già danneggiati durante l’escalation del 2024.  Ma l’accesso degli operatori umanitari alle aree colpite è sempre più difficile a causa dell’intensità dei bombardamenti, che interessano anche reti elettriche e ponti, riferiscono da Oxfam, isolando intere città e villaggi.

Non solo. Il conflitto – è ancora la denuncia dell’organizzazione – sta colpendo anche personale sanitario, con 12 medici uccisi in un singolo attacco. Di qui l’appello alla comunità internazionale affinché lavori per un cessate il fuoco immediato e «non resti complice dell’escalation in corso». Anche perché, avverte Pezzati, le violazioni riportate rischiano di essere «ancora più gravi ed estese» rispetto al 2024, quando oltre 45 reti idriche in Libano erano state danneggiate, con conseguenze per centinaia di migliaia di persone.

Fino al 31 marzo è possibile sostenere gli interventi in dell’organizzazione in corso inviando un sms al numero 45593 o tramite il sito
oxfam.it
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25 marzo 2026

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