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Mercoledì 25 Marzo 2026 20:03

Roma: indagine su costo terreno termovalorizzatore, Ama si difende “procedure regolari”

Indagine sulla vendita di un terreno a Santa Palomba per il termovalorizzatore: le polemiche infuriano.

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Sono 14 le persone invitate a dedurre dai magistrati della Corte dei Conti nell’ambito dell’indagine riguardante il costo di un terreno situato a Santa Palomba, nel territorio del Comune di Roma, dove sorgerà il termovalorizzatore. Questa inchiesta è scaturita da un esposto presentato dalla ex sindaca e attualmente consigliera capitolina del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi. Secondo quanto emerso, il danno erariale presunto contestato all’azienda comunale per i rifiuti, Ama, a seguito delle verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza, ammonta a oltre 3,4 milioni di euro. Questo perché il terreno, inizialmente valutato sul mercato a 4 milioni, è stato venduto per poco più di 7,4 milioni. L’area ricade nel territorio del Municipio IX della Capitale, al confine con i Castelli Romani e con il Comune di Albano Laziale, zona che per anni ha ospitato una discarica.

Ama, esprimendo fiducia nel lavoro della magistratura, ha tenuto a precisare la regolarità sia delle procedure che del costo sostenuto nell’operazione di compravendita, finalizzata nel 2022. “La procedura di evidenza pubblica per l’acquisto del terreno di Santa Palomba – hanno chiarito da Ama – è stata avviata nel giugno del 2021, nella precedente consiliatura, dall’allora amministrazione di Ama in attuazione del piano industriale approvato dalla medesima società in data 7 novembre 2020, che prevedeva la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti. Sin dall’iniziale proposta di vendita, presentata il 18 giugno 2021, il terreno presentava un prezzo di acquisto pari a 75 euro al metro quadro e, da allora, non ha mai subito alcuna variazione”.

Dopo la decisione della nuova amministrazione comunale di dotare Roma di un termovalorizzatore, “nel 2022 il management di Ama – hanno continuato dall’azienda comunale – ha deciso di avvalersi della procedura già avviata, sia perché il terreno di Santa Palomba corrispondeva alle caratteristiche necessarie alla realizzazione dell’opera (compatibilità con la tipologia di impianto, collocazione dell’area all’interno di una zona industriale come previsto dal piano nazionale rifiuti, strategico posizionamento dello stesso nelle vicinanze di una importante infrastruttura ferroviaria), sia perché assicurava una maggiore rapidità dei tempi. La procedura è stata quindi portata a compimento sulla base del prezzo originario di vendita, dopo una verifica di congruità del prezzo eseguita dalla società Intellera, a sua volta individuata attraverso regolare procedura Consip. Siamo quindi pienamente fiduciosi di poter dimostrare la bontà della scelta del sito e la piena regolarità della procedura seguita”.

La replica di Ama non ha placato le polemiche, in particolare da parte del Movimento 5 Stelle. “Sul valore del terreno di Santa Palomba abbiamo subito acceso un faro con un primo esposto presentato alla Corte dei Conti il 14 novembre 2022: il costo era troppo elevato – ha affermato l’ex sindaca Raggi -. Sono tante le cose che non tornano e tra queste anche l’improvvisa modifica delle mappe catastali che riportano i vincoli: infatti, sebbene nella scorsa consiliatura l’azienda pubblicò un avviso per reperire terreni dove realizzare un TMB che avrebbe sostituito quello di Rocca Cencia, l’unica proposta pervenuta, ossia quella di Santa Palomba, non poté proseguire. Infatti, nel luglio 2021 la Città metropolitana aveva dichiarato l’area non idonea sia per le caratteristiche del bando che in relazione a fattori esterni, quali il PTPR approvato e il Piano Rifiuti della Regione Lazio”. Per il capogruppo della Lega in Campidoglio, Fabrizio Santori: “Già con interrogazioni formali urgenti del novembre 2022, depositate negli stessi giorni, avevamo denunciato in Assemblea capitolina gravi criticità sull’acquisto dei terreni di Santa Palomba per il termovalorizzatore. Non abbiamo mai ricevuto risposta. Oggi la Corte dei Conti indaga per possibile danno erariale e di fatto conferma la fondatezza delle nostre denunce. Abbiamo sollevato dubbi precisi e documentati su tre aspetti fondamentali: la congruità del prezzo, l’idoneità urbanistica dell’area e la presenza di vincoli e criticità strutturali”.

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