Servizi > Feed-O-Matic > 712561 🔗

Domenica 29 Marzo 2026 12:03

Le pillole di Polly: recensione di “Avvocato di difesa” di Micheal Connelly

Mickey Haller ama il suo lavoro. Anche se gli ha tolto tutto. Ogni giorno trascorre...

#altre notizie
leggi la notizia su RomaDailyNews



Mickey Haller ama il suo lavoro. Anche se gli ha tolto tutto.

Ogni giorno trascorre ore e ore a sgobbare sui sedili posteriori della sua Lincoln, mentre un autista lo scarrozza in giro per Los Angeles. Per Haller, praticamente, non esiste altro.

Non esiste tempo libero; ma questo, può sopportarlo. Crede in quello che fa, e dedicarcisi con tutto se stesso fa parte del gioco.

Il problema, casomai, è che Haller per colpa del suo lavoro ha dovuto rinunciare a qualcosa che gli stava ben di più a cuore: il matrimonio con la moglie Maggie, che è naufragato miseramente, lasciandolo solo e senza il conforto della donna che ama ancora. Per quanto riguarda il rapporto con la figlia Hayley, inutile dire che Haller la vede solo le rare volte in cui riesce a ritagliarsi uno spazio libero tra i suoi molteplici impegni.

Eppure, se gli chiedessero se, potendo ritornare indietro, modificherebbe qualcosa, direbbe di no. Perché per lui, essere un avvocato difensore è tutto. Non è una professione, è un’identità, che gli scorre nelle vene esattamente come il sangue.

Un aspetto del suo lavoro che lo terrorizza, però, c’è. Quando si accorge che un suo cliente è innocente, Haller va completamente nel pallone. Perché può sopportare di perdere un processo in cui difende un colpevole, ma non potrà mai accettare di non essere riuscito ad evitare la prigione ad un innocente.

E al momento, Mickey Haller di clienti potenzialmente innocenti ne ha ben due. Il primo è Jesus Menendez, alla cui innocenza non aveva creduto al momento del processo, accettando per lui un patteggiamento che lo aveva fatto finire nelle patrie galere con un biglietto di sola andata; ora, Haller è venuto a sapere che Menendez non è colpevole del delitto di cui era stato accusato.

L’altro probabile innocente è Louis Roulet, un uomo accusato di aver barbaramente picchiato una prostituta, che però non si stanca di professare la sua innocenza e gli ha chiesto di tirarlo fuori dall’abisso.

L’avvocato vorrebbe aiutarli entrambi. Ma non sa che, se non sta attento, nell’abisso potrebbe sprofondarci lui.
“Avvocato di difesa” è il primo del ciclo degli otto romanzi che Micheal Connelly ha dedicato al personaggio dell’avvocato di difesa Mickey Haller.

Il personaggio ha ispirato liberamente una serie televisiva attualmente in onda su Netflix, molto gradevole ma – come quasi sempre accade – non all’altezza dei romanzi dello scrittore statunitense.

Con Haller, infatti, Connelly ha decisamente fatto centro; in effetti, l’avvocato vale da solo il prezzo del biglietto. È un uomo a suo modo integro, che ha dei valori, ma allo stesso tempo i soldi per lui rappresentano una priorità, perché ama circondarsi di cose belle. Per colpa di questo conflitto interiore, Haller è costantemente pieno di sensi di colpa e spesso è indeciso sul da farsi; ed è proprio la lotta tra bene e male che si verifica quotidianamente in lui che ne fa un personaggio credibile.

L’altro grande pregio del romanzo è l’accuratezza con cui l’autore ha saputo ricostruire i meccanismi della giustizia statunitense, con gli scontri senza fine tra i rappresentanti di accusa e difesa, che pensano solo a vincere il processo e se ne infischiano delle persone che ne sono coinvolte, vittime o colpevoli che siano.

Dulcis in fundo, la trama, che è semplicemente geniale.

“L’avvocato di difesa”, dunque, è un thriller da leggere certi di non rimanere delusi. L’unica avvertenza è che può creare dipendenza.

Federica Focà

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI