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Lunedì 30 Marzo 2026 12:03

Gerusalemme: risolta la questione dei riti di Pasqua



Patriarcato latino e Custodia confermano che «è stato garantito l'accesso al Santo Sepolcro ai rappresentanti delle Chiese per celebrare le liturgie». Gratitudine al presidente Herzog. «Salvaguardare la libertà di culto, dovere fondamentale e condiviso»

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«Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa confermano che le questioni relative alle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua al Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti. In accordo con la Polizia israeliana, è stato garantito l’accesso ai rappresentanti delle Chiese al fine di celebrare le liturgie e le cerimonie e preservare le antiche tradizioni». È quanto si legge in una nota congiunta diffusa questa mattina, 30 marzo, dopo l’episodio di ieri mattina quando le autorità israeliane hanno impedito l’accesso al patriarca Pierbattista Pizzaballa e al Custode Francesco Ielpo alla basilica per la celebrazione della Domenica delle Palme.

«Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Isaac Herzog, Presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione. Salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso – prosegue la nota -. Naturalmente, e alla luce dell’attuale situazione di guerra, le restrizioni vigenti sugli assembramenti pubblici rimangono in vigore per il momento. Di conseguenza, le Chiese garantiranno la trasmissione in diretta delle liturgie e delle preghiere ai fedeli in Terra Santa e in tutto il mondo».

Ancora, da Patriarcato e Custodia estendono l’apprezzamento «ai Capi di Stato e ai funzionari che hanno agito tempestivamente per comunicare la loro ferma posizione, molti dei quali ci hanno contattato personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno. Desideriamo sottolineare che la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da tutte le religioni: ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri – affermano -. Soprattutto in tempi di difficoltà e conflitto, come quelli che stiamo vivendo, salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso».

L’auspicio espresso è che «si continuino a trovare soluzioni adeguate che consentano la preghiera nei luoghi di culto, in particolare nei Luoghi Santi di tutte le religioni, nel rispetto sia delle legittime esigenze di sicurezza sia delle pratiche religiose e delle preghiere di profonda importanza per centinaia di milioni di fedeli. La Chiesa rimane in costante dialogo con le autorità, inclusa la Polizia israeliana – si assicura nel comunicato -. Preghiamo e speriamo nella fine della tragica guerra che affligge la regione, consapevoli delle gravi conseguenze che essa ha su tutti. Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa ribadiscono il loro impegno per il dialogo, il rispetto reciproco e la preservazione dello Status Quo».

30 marzo 2026

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