Lunedì 30 Marzo 2026 18:03
Sociale: a Roma 250 mila anziani soli, parte festival co-housing per nuovo modello d’abitare
A Roma si promuove il co-housing per contrastare la solitudine degli anziani, con iniziative che coinvolgono i Municipi.
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In Italia, attualmente, ci sono quasi 10 milioni di persone che vivono da sole. Tra queste, si stima che oltre 3 milioni siano anziani con più di 65 anni. È interessante notare come stia crescendo, in modo significativo, il numero di individui che vivono soli nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni. A Roma, si registrano circa 250 mila anziani soli e il Comune sta lavorando, in collaborazione con i Municipi, per realizzare diverse strutture di co-housing, con una capienza massima di 300 posti. “È un po’ una goccia nel mare”, ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, durante l’inaugurazione del Festival del co-housing, un evento organizzato dall’assessorato alle Politiche sociali capitolino presso l’Auditorium Parco della Musica. “Tuttavia – ha continuato il sindaco Gualtieri – il co-housing rappresenta un modello per tutti coloro che desiderano sperimentare la possibilità di farsi forza a vicenda e di contribuire alla società con le tante esperienze e insegnamenti che possono offrire. È fondamentale, quindi, esplorare insieme quali soluzioni possiamo sviluppare per rendere questo modello un’opportunità disponibile per i cittadini, non solo per gli anziani, ma per tutti.”
Per l’assessora alle Politiche sociali, Barbara Funari, “A Roma abbiamo già avviato nuovi co-housing e case-alloggio dove le persone possono vivere in un contesto familiare, condiviso e protetto. Il co-housing non è semplicemente un tetto sopra la testa, ma una scelta di innovazione sociale e culturale. Ogni innovazione, per crescere e strutturarsi, richiede un cambiamento che deve essere promosso tra i cittadini, le istituzioni, il terzo settore, le associazioni di volontariato, i comitati di quartiere e tutte le forme di cittadinanza attiva sul territorio. Il nostro impegno come amministrazione sarà quello di passare dall’analisi alla pratica, rendendo la rete di prossimità reale e visibile. Tuttavia, le istituzioni da sole non bastano, se non sono animate da una rinnovata responsabilità condivisa. Ognuno di noi deve sentirsi un po’ custode del benessere dell’altro. Perché una città non è fatta solo di strade e palazzi, ma delle relazioni tra le persone e dobbiamo lavorare insieme affinché la solitudine smetta di essere un’emergenza invisibile.” La giornata odierna è stata quindi un’importante occasione per un confronto con le realtà e gli enti del terzo settore, per un progetto che proseguirà fino al prossimo 13 giugno in tutti i Municipi.
