Martedì 31 Marzo 2026 12:03
In Medio Oriente uccisi 340 bambini. Migliaia i feriti


Unicef aggiorna la conta delle vittime, a più di un mese dall'escalation militare. Il numero più alto di morti il 1° giorno, nell'attacco contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran
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A più di un mese dall’escalation militare in Medio Oriente, Unicef aggiorna la conta delle vittime in tutta la regione. Stando ai dati, sono più di 340 i bambini uccisi e migliaia quelli feriti. Nel dettaglio, il bilancio comprende 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran; 124 uccisi e 413 feriti in Libano; 4 uccisi e 862 feriti in Israele; 1 bambino ucciso in Kuwait; 4 bambini feriti in Bahrein; 1 bambino ferito in Giordania. L’evento con il maggior numero di vittime tra i più piccoli risale al primo giorno di guerra: l’attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. A peggiorare la situazione, gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi Paesi che distruggono e danneggiano le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari. Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50.
Nelle parole della direttrice generale Unicef Catherine Russell, «i bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco. È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini». Basti pensare che in tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione che hanno svuotato intere comunità. Uno sconvolgimento delle loro vite, spesso accompagnato dall’esposizione a eventi traumatici e dalla perdita di tutto ciò che un tempo faceva sentire i bambini al sicuro. E l’esposizione prolungata alla violenza e all’instabilità, evidenziano dall’Unicef, ha effetti duraturi sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione emotiva e sulla salute mentale a lungo termine.
Intanto aumenta sempre di più l’impatto delle ostilità in corso sui bambini del Medio Oriente. La stima dell’Unicef è che le interruzioni nell’approvvigionamento, nella produzione e nei trasporti causate dai conflitti potrebbero comportare ritardi fino a sei mesi nella consegna di aiuti essenziali ai Paesi di tutto il mondo. L’aumento dei prezzi globali del petrolio, che secondo le previsioni potrebbe arrivare fino al 20%, potrebbe portare a un ulteriore aumento dei costi di produzione di beni essenziali, tra cui vaccini e prodotti alimentari, nonché dei costi di trasporto.
Vista l’interruzione delle catene di approvvigionamento a livello globale, l’Unicef sta garantendo un flusso costante di aiuti essenziali per i bambini di tutto il mondo attivando rotte alternative per via aerea, terrestre e marittima, diversificando le fonti di aiuti strategici salvavita e anticipando gli acquisti per far fronte a tempi di consegna più lunghi. In Iran, a seguito delle richieste del ministero della Salute, sta fornendo aiuti sanitari preposizionati, tra cui unità sanitarie mobili, tende per l’assistenza sanitaria di base e kit sanitari di emergenza, per ripristinare l’accesso ai servizi essenziali per circa 226mila persone nelle aree colpite. Analogamente, in Libano, di fronte alle crescenti difficoltà, ha potenziato la propria risposta di emergenza per fornire assistenza umanitaria urgente a bambini e famiglie. Compreso il raggiungimento delle persone sfollate più vulnerabili in alloggi collettivi, nelle comunità ospitanti e in zone di difficile accesso.
31 marzo 2026
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