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Martedì 31 Marzo 2026 20:03

Sanita’: Rocca, nessun attacco a ordine medici, non cado in provocazioni

Francesco Rocca risponde alle critiche di Antonio Magi sulla professione infermieristica, sottolineando l'importanza del dialogo e della crescita professionale.

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Nessun “attacco all’ordine dei medici, di certo non cado in provocazioni”. Queste le parole del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, interpellato a margine di un evento in giunta regionale a Roma riguardo alle affermazioni del presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma (Omceo), Antonio Magi. Quest’ultimo ha descritto la visione di Rocca sul futuro della professione infermieristica e sul passaggio di competenze come “distorta e divisiva”. Sullo sfondo di questa polemica c’è la vicenda del Monaldi di Napoli, dove la morte di un bambino durante un trapianto ha riacceso il dibattito sulle competenze infermieristiche.

“Credo che il presidente dell’ordine dei medici Magi non abbia ascoltato con attenzione il mio ragionamento che era molto più complesso – ha dichiarato Rocca -. Le mie parole facevano riferimento alle dichiarazioni pesantissime del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, riguardo al ruolo degli infermieri, in relazione alla tragica vicenda del bambino deceduto a Napoli a seguito di un trapianto di un cuore danneggiato. In quell’occasione, Anelli affermava che la responsabilità fosse legata al passaggio di competenze tra medici e infermieri. Tuttavia, chiunque abbia letto quella vicenda sa che tutto ciò non c’entra nulla – ha sottolineato Rocca -. Pertanto, ho voluto ribadire la mia solidarietà al personale infermieristico, che oggi è portatore di conseguenze. Non rimangio nulla di quanto ho detto, ma buttare la palla in tribuna da parte del presidente Magi, che conosco come persona seria, non ha senso”.

“Non c’entrava nulla la questione delle liste d’attesa, poiché si parlava di medicina del territorio e dell’importante ruolo che gli infermieri avranno sul Dm 77, il quale non ho scritto io, ma è il risultato di un dialogo costante con tutte le categorie – ha aggiunto il presidente Rocca -. Mi auguro che, in buona fede, ci sia stata una cattiva interpretazione del mio ragionamento da parte di Magi. Lo invito a riascoltare quanto ho detto e lo inviterò anche qui in Regione a confrontarci, ma di certo non cado in provocazioni – ha puntualizzato Rocca -. Questa questione degli infermieri è una partita epocale, non toglie nulla alla responsabilità unica dei medici nel percorso di diagnosi e terapia, ma sulla rilevazione dei bisogni dei pazienti fragili, possono avere un ruolo fondamentale di competenza. Oggi dobbiamo guardare alla sanità con occhi nuovi, perché un tempo si diventava infermieri con il diploma, oggi invece servono corsi di laurea specialistica – ha spiegato Rocca – Si tratta di crescita professionale e di cambiamento culturale che sta avvenendo. Le parole del presidente dell’ordine dei medici in riferimento alla vicenda del Monaldi, come ho già detto in passato, sono inaccettabili, ma non c’era da parte mia un attacco alla categoria dei medici, con cui gli infermieri tra l’altro vanno d’accordo nella parte ospedaliera”, ha concluso Rocca.

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