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Martedì 31 Marzo 2026 20:03

Sanita’: siglato accordo quadro tra Cnr e Asl Roma 1 su salute e ricerca

Il Cnr e la ASL Roma 1 firmano un Accordo Quadro per potenziare la ricerca e l'assistenza sanitaria sul territorio.

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Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Andrea Lenzi e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale Roma 1, Giuseppe Quintavalle, hanno sottoscritto oggi, presso la Sala Vito Volterra del Cnr, un Accordo Quadro finalizzato a promuovere collaborazioni scientifiche, programmi di ricerca, formazione avanzata e iniziative progettuali nei settori delle scienze umane e sociali applicate alla salute.

L’intesa, che rappresenta un passo fondamentale per il rafforzamento delle attività congiunte tra le due istituzioni, si pone l’obiettivo di integrare le competenze della ricerca con l’esperienza clinica e gestionale del sistema sanitario territoriale, rispondendo in modo più efficace ai bisogni di salute della comunità.

Per tradurre gli indirizzi strategici dell’Accordo in azioni concrete, è stato previsto l’istituzione di un Comitato di Indirizzo con funzioni tecnico-scientifiche e di coordinamento esecutivo. L’organismo, composto dal Direttore Salvatore Capasso e da due rappresentanti del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Cnr (Cnr-Dsu), e dal Direttore Generale Giuseppe Quintavalle e da due rappresentanti della ASL Roma 1, avrà il compito di supportare la definizione, l’attuazione e il monitoraggio delle attività operative, curando la progettazione di bandi, percorsi formativi e iniziative congiunte. Il Comitato potrà avvalersi, ove necessario, del contributo di esperti esterni individuati di volta in volta per specifiche attività.

L’Accordo Quadro individua aree tematiche prioritarie, che orienteranno l’attività del Comitato e le iniziative congiunte: disuguaglianze sociali e flussi migratori per analisi dei determinanti di salute, accesso ai servizi, vulnerabilità e inclusione; prevenzione della fragilità e disagio sociale, in coerenza con la Legge delega 33/2023 e le Missioni 5 e 6 del Pnrr, con particolare attenzione alla sanità preventiva, domiciliare e alla valutazione multidimensionale; dipendenze e fragilità giovanili/adulti, anche alla luce dei risultati emersi dall’indagine Espad Italia 2025; patologie degenerative per lo sviluppo di modelli territoriali, integrazione socio-sanitaria, tecnologie assistive e telemedicina. Tra le prime azioni previste dall’Accordo vi sarà la redazione di un piano esecutivo che definirà obiettivi a breve, medio e lungo termine. Le attività comprenderanno la promozione di candidature a bandi di finanziamento (Horizon Europe, etc.), la progettazione di percorsi formativi congiunti rivolti a personale sanitario, ricercatori e operatori sociali, nonché l’attivazione di laboratori di ricerca-intervento e osservatori permanenti. È prevista, infine, la pubblicazione di una relazione annuale per la rendicontazione scientifica e amministrativa delle attività realizzate.

“Questo Accordo Quadro rappresenta un traguardo operativo e concreto nel solco della collaborazione tra Consiglio nazionale delle ricerche e ASL Roma 1”, dichiara il Presidente del Cnr Andrea Lenzi. “L’integrazione tra le scienze umane e sociali e il sistema sociosanitario e assistenziale a livello territoriale ci consentirà di analizzare e affrontare, secondo un approccio multidimensionale, i fattori di rischio di disuguaglianze, vulnerabilità e nuovi bisogni di salute, mettendo al centro la persona e il suo contesto di vita in chiave di prossimità”. “La firma di questo Accordo Quadro segna un cambio di passo fondamentale nell’integrazione tra ricerca scientifica e assistenza territoriale”, dichiara il Direttore Generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle.

“Non stiamo solo siglando una collaborazione tecnica, ma stiamo costruendo un ponte solido tra l’eccellenza della ricerca nelle scienze umane e la pratica clinica quotidiana. Il nostro obiettivo – mettendo a sistema le competenze del Cnr – è trasformare i dati e gli studi in soluzioni concrete per i cittadini, affrontando con strumenti nuovi le fragilità sociali, le dipendenze e le disuguaglianze nell’accesso alle cure”. Tale accordo si configura come un modello di collaborazione strutturata tra ricerca e sistema sanitario, con l’obiettivo di consolidarsi come riferimento a livello nazionale per l’integrazione tra competenze scientifiche e interventi sul territorio.

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