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Mercoledì 1 Aprile 2026 12:04

Resilienza digitale Centro Italia: via al piano da 21 milioni di Infratel Italia per la ricostruzione tecnologica

Un investimento da 21 milioni di euro per ridisegnare il futuro digitale del Centro Italia. È questo il cuore del nuovo piano annunciato da Infratel Italia, che punta a rafforzare la resilienza tecnologica delle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. Un’infrastruttura strategica per la ricostruzione post-sisma Presentato a Roma il 31 marzo [...]

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È questo il cuore del nuovo piano annunciato da Infratel Italia, che punta a rafforzare la resilienza tecnologica delle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016.

Presentato a Roma il 31 marzo 2026, il progetto “Potenziamento infrastrutturale per la resilienza della comunicazione” si inserisce nella Sub Misura A.1.1 del Piano Complementare al PNRR.

L’obiettivo è chiaro:
trasformare la ricostruzione in un’occasione di rilancio attraverso innovazione, sicurezza e competitività digitale.

Il piano prevede la realizzazione di una rete in fibra ottica di oltre 1.216 chilometri, capace di collegare in modo strategico i Data Center regionali di:

  • L’Aquila
  • Tortoreto
  • Ancona
  • Acquasanta Terme
  • Foligno
  • Terni
Il tutto attraverso un anello interregionale ad altissima capacità da 100 Gbit/s.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’impatto diretto sui territori.
Il progetto garantirà infatti connessioni a banda ultra-larga fino a 1 Gbit/s per 183 sedi municipali distribuite tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Un servizio che sarà gratuito per almeno cinque anni, con l’obiettivo di ridurre concretamente il divario digitale nelle aree interne.

Il piano va oltre la semplice infrastruttura.
Si configura come un vero e proprio ecosistema tecnologico pensato per territori fragili ma strategici.

Tra gli interventi previsti:

  • una rete radio dedicata alla Protezione Civile, fondamentale per le comunicazioni in emergenza
  • punti Wi-Fi intelligenti alimentati da energia fotovoltaica, installati lungo ciclovie e cammini montani
Un modello che punta a coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza.

Il progetto si basa su un’integrazione tra infrastrutture pubbliche già esistenti — che coprono oltre il 50% della rete — e asset acquisiti da operatori privati.

Un approccio che consente di ottimizzare le risorse del Piano Nazionale Complementare Sisma e trasformare aree storicamente segnate dal digital divide in nuovi hub di innovazione.

“Con questo intervento vogliamo confermare il nostro ruolo operativo nella riduzione del divario digitale, portando l’eccellenza tecnologica nel cuore pulsante del Paese. Non stiamo solo posando fibra ottica; stiamo costruendo l’ossatura digitale su cui poggerà la rinascita economica e sociale dei territori colpiti dal sisma.”

E ancora:
“Portare una banda ultra-larga da 1 Gbit/s e sistemi di comunicazione radio d’emergenza in comuni spesso isolati significa garantire il diritto alla cittadinanza digitale e la sicurezza della popolazione.”

Il progetto punta a generare un impatto immediato e concreto:

  • per i cittadini, con servizi digitali più accessibili
  • per le imprese, con nuove opportunità di sviluppo
  • per il turismo lento, grazie a territori più connessi e fruibili
L’Appennino viene così ripensato come una piattaforma connessa, resiliente e pronta alle sfide del futuro.

Il piano di Infratel Italia rappresenta molto più di un intervento infrastrutturale.
È un passo deciso verso un modello di sviluppo che mette al centro innovazione, sicurezza e coesione territoriale.

E soprattutto, rilancia una sfida chiave:
colmare definitivamente il divario digitale nelle aree più fragili del Paese.

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