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Giovedì 2 Aprile 2026 13:04

Testaccio in lutto: morto Remo, il fondatore della storica pizzeria

Ieri, 1 Aprile 2026, si è spento all’età di 90 anni Remo Stecconi, fondatore della storica pizzeria Remo a Testaccio. E purtroppo non era un pesce d’aprile. La storia di questa pizzeria, un’istituzione a Testaccio e non solo, inizia nel 1976, quando Remo rileva insieme agli amici Libero Usai e Giuseppe De Persio, l’antica trattoria […]

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Ieri, 1 Aprile 2026, si è spento all’età di 90 anni Remo Stecconi, fondatore della storica pizzeria Remo a Testaccio. E purtroppo non era un pesce d’aprile. La storia di questa pizzeria, un’istituzione a Testaccio e non solo, inizia nel 1976, quando Remo rileva insieme agli amici Libero Usai e Giuseppe De Persio, l’antica trattoria Da Corrado, in piazza Santa Maria Liberatrice, nel cuore del quartiere.

Da allora ad oggi, in esattamente mezzo secolo di storia, Remo ha conquistato un posto sicuro sul podio delle pizzerie romane storiche per una cosa sopra tutte: la veracità. Dai camerieri solo testaccini alla semplicità della sala, dagli ingredienti solo di stagione ai foglietti di carta dove devi segnare una X di fianco alla pizza che hai scelto. Insomma, in quest’angolo storico di Testaccio dimenticate Glovo, Just Eat, datterini gialli e granelle di pistacchio. E scordatevi anche di organizzare i vostri orari al minuto, perchè Remo ti ricorda che stamo a Roma no a Milano, qui non puoi prenotare: l’unico modo per mangiarti la famosa pizza bassa e scrocchiarella è andare sul posto e aspettare il tuo turno. Insomma, qui regna ancora l’antico adagio del “chi prima arriva meglio alloggia”

Il servizio in sala, poi, è il fiore all’occhiello. I camerieri sono veloci, simpatici, romanissimi in modo autentico, e di sicuro un ‘tacci tua bonario nel corso della cena, se gli stai simpatico, te lo becchi pure. Anche perché, dopo due tre volte che ci vai, alcuni si ricordano già i tuoi piatti preferiti e allora sì che capisci che Remo è diventata la tua seconda casa. Nota bene: a fine pasto è un’eresia non assaggiare un pezzo di crostata ricotta e visciole, per cui tenete d’occhio la vetrina dei dolci e se sta finendo fatevela mettere da parte. 

Remo era ed è ancora oggi un refugium peccatorum per chi non sopporta, o solo ha bisogno di una pausa, dai posti chic, radical, minimal, con un concept, un design, o qualsiasi inglesismo che a Testaccio ancora non è arrivato e non deve arrivare. Remo è una pausa dallo smash burger, dalle catene di pizza gourmet, dall’all you can eat, dall’impasto ai multimortacci tua e dalle birre 0,50 non filtrate dai 7€ in su.

Remo non cambia, se ti sta bene è così. Come ‘na vorta. E a noi, in tutta onestà, sta benissimo. E come ‘na vorta , o quasi, è anche il conto a fine cena. 

PS: Questo articolo non è sponsorizzato, ci andava proprio di salutare Remo Stecconi con un elogio sincero e spontaneo alla sua grande, storica (e speriamo eterna) pizzeria.

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