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Sabato 11 Aprile 2026 14:04

Guerra in Medio Oriente, l’UE non sospende il Patto di Stabilità: i motivi

In Europa una delle principali preoccupazioni in questa fase storica resta il funzionamento del Patto di Stabilità e Crescita. Il meccanismo prevede due limiti fondamentali: i Paesi dell’UE non devono superare un deficit pubblico pari al 3% del PIL e devono mantenere il debito pubblico sotto il 60% del PIL. Ciò che preoccupa perciò è […]

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In Europa una delle principali preoccupazioni in questa fase storica resta il funzionamento del Patto di Stabilità e Crescita. Il meccanismo prevede due limiti fondamentali: i Paesi dell’UE non devono superare un deficit pubblico pari al 3% del PIL e devono mantenere il debito pubblico sotto il 60% del PIL. Ciò che preoccupa perciò è la rigidità con cui queste regole sono applicate in un contesto segnato da prezzi energetici elevati e incertezza geopolitica.
Diversi Stati membri hanno chiesto una sospensione temporanea del Patto di Stabilità, proposta che però non ha ricevuto il via libera da parte della Commissione europea. Tra i primi a portare all’attenzione il tema è stato il ministro dell’Economia in Italia Giancarlo Giorgetti, che nell’ultimo Consiglio dei Ministri ha ribadito:
“È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile. Ho espresso la mia posizione dall’inizio del conflitto. Il quadro è preoccupante: la durata della guerra incide sulle politiche monetarie.”

Una delle novità delle regole fiscali è la “clausola di salvaguardia generale”, attivabile solo in caso di grave recessione nell’area dell’euro o nell’intera Unione Europea. Secondo Bruxelles, questo scenario non si sta verificando. I dati ufficiali pubblicati da
Eurostat
testimoniano infatti che l’economia europea, pur rallentata, ha registrato una crescita dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2025 e una variazione positiva rispetto al 2024. Anche guardando in maniera specifica all’Italia, il PIL è aumentato dello 0,5%. Il rapporto deficit/PIL italiano invece è al 3,1%, poco oltre la soglia prevista dal Patto. Secondo la Commissione, comunque, non rappresenta una condizione sufficiente per attivare le deroghe straordinarie.

Sul fronte geopolitico segnali rassicuranti arrivano dagli Stati Uniti. Il Governo USA ha accettato uno stop di due settimane agli scontri, una mossa che potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati energetici e conseguentemente il clima economico europeo.
Per ora, la linea dell’UE resta chiara. Finché la situazione macroeconomica rimarrà positiva e i segnali di de-escalation internazionale saranno confermati, non verrà attivata la clausola di salvaguardia e il Patto di Stabilità rimarrà pienamente in vigore. Le condizioni economiche, secondo Bruxelles, non sono abbastanza critiche da giustificare la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita.

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