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Lunedì 13 Aprile 2026 09:04

Roma, scuole nel mirino dei vandali: danni per mezzo milione l’anno tra incendi e devastazioni

Finestre distrutte a martellate, estintori svuotati nelle aule, incendi che rendono gli ambienti inagibili. Nelle...

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Finestre distrutte a martellate, estintori svuotati nelle aule, incendi che rendono gli ambienti inagibili. Nelle scuole di Roma il vandalismo non è più un episodio isolato, ma un fenomeno sempre più diffuso, che pesa sia sulla didattica sia sui conti pubblici.

Secondo i dati della Città metropolitana, solo per gli istituti superiori si spendono ogni anno almeno 500mila euro per riparare i danni. Una cifra che fotografa l’entità del problema, ma che racconta solo una parte della realtà.

Gli episodi si susseguono in diversi quartieri della Capitale. L’ultimo caso riguarda l’istituto Ruiz all’Eur, dove ignoti hanno svuotato estintori e distrutto i vetri di 27 finestre a colpi di martello. Il risultato: lezioni sospese e un conto da circa 30mila euro.

Situazioni simili anche al Righi, nel centro città. Prima le scritte sui muri con simboli politici, poi le aule messe a soqquadro e gli estintori svuotati. Due incursioni ravvicinate, tra febbraio e marzo, che hanno causato danni per oltre 20mila euro.

A incidere pesantemente sono anche le occupazioni studentesche, spesso seguite da atti vandalici. Il caso più eclatante è quello del Gullace, con una succursale bruciata e danni stimati in circa 2 milioni di euro.

Non molto distante, anche il Virgilio ha pagato il prezzo di un’occupazione con 60mila euro di danni, mentre al Pacinotti-Archimede il conto ha raggiunto i 50mila euro.

Interventi che, come sottolinea il delegato all’Edilizia scolastica Daniele Parrucci, sottraggono risorse a lavori ben più urgenti.

“Ogni volta che si verificano questi episodi dobbiamo intervenire utilizzando risorse che vengono tolte ad altri istituti”, spiega Parrucci.

Un problema strutturale, considerando che servirebbero circa 200 milioni di euro per mettere in sicurezza le scuole superiori tra Roma e provincia.

In questo scenario, ogni atto vandalico diventa un doppio danno: economico e funzionale.

Non sono solo i licei e gli istituti tecnici a finire nel mirino. Anche le scuole dell’infanzia e gli istituti comprensivi registrano episodi sempre più frequenti.

Nel plesso di via Ildebrando della Giovanna (IC Nando Martellini) un incendio ha distrutto un’aula e danneggiato un’altra, rendendo l’aria irrespirabile e costringendo alla chiusura temporanea della scuola.

Nel municipio VI, all’IC Nicola Calipari, sono stati segnalati lanci di sassi all’interno delle classi. Mentre all’IC Dino Buzzati, nel municipio IX, si contano quasi 20 furti in pochi mesi.

Infine, al plesso Vincenzo Cuoco dell’IC Bagnera, nuovi atti vandalici hanno portato a estintori svuotati, locali devastati e lezioni sospese.

Quella del vandalismo nelle scuole è una crisi silenziosa, che emerge solo quando i danni diventano evidenti. Ma nel frattempo produce effetti concreti: interruzioni delle lezioni, disagi per studenti e docenti, risorse pubbliche dirottate.

E mentre gli interventi si moltiplicano, resta aperta la questione principale: come fermare un fenomeno che, ormai, non può più essere considerato sporadico.

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