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Lunedì 13 Aprile 2026 09:04

Metro C Colosseo, la BBC celebra la “stazione museo”: viaggio nella Roma che vive sotto terra

Non diventerà mai iconica come il Colosseo, ma ormai è qualcosa di più di una...

#attualità #bbc #metro c #metro roma
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Non diventerà mai iconica come il Colosseo, ma ormai è qualcosa di più di una semplice fermata della metropolitana. La stazione Colosseo-Fori Imperiali Metro C è entrata ufficialmente tra le nuove attrazioni della Capitale, conquistando anche l’attenzione internazionale della BBC.

Nel reportage firmato dal giornalista Eric J. Lyman, la fermata viene raccontata come “la più recente attrazione dell’Antica Roma”, un luogo dove il passato non è esposto in un museo, ma convive con la quotidianità dei pendolari.

Inaugurata nel dicembre 2025, la stazione rappresenta uno snodo fondamentale per la mobilità cittadina, collegando finalmente la linea C con la metro B. Ma è sotto terra che si rivela la sua vera natura.

Scendendo tra scale mobili e strutture ultramoderne, il visitatore si trova davanti a reperti archeologici autentici: ceramiche, pozzi antichi, frammenti di statue e soprattutto i resti di un bagno romano, oggi visibili direttamente all’interno della stazione.

Non serve un biglietto speciale: basta quello della metro, circa 1,50 euro, per trovarsi immersi in un museo pubblico e gratuito.

È proprio questo contrasto a colpire la BBC. In nessun’altra città costruire una metropolitana significa attraversare quasi 3.000 anni di storia.

A Roma ogni cantiere è un’incognita. Gli scavi possono fermarsi, deviare, rallentare. E spesso portano alla luce tesori nascosti.

È quello che è accaduto con la linea C, i cui lavori – iniziati quasi vent’anni fa – hanno restituito una quantità impressionante di reperti: pozzi per l’acqua, fattorie, caserme militari, abitazioni e oltre mezzo milione di oggetti tra monete, gioielli e ceramiche, datati tra il VII secolo a.C. e il V secolo d.C.

Non a caso, a Roma si scherza dicendo che “la Metro C non è una metropolitana, ma uno scavo archeologico con i treni”.

Da questa complessità è nata un’idea unica: le archeostazioni. Fermate pensate come spazi ibridi, dove trasporto e cultura si incontrano.

La prima è stata San Giovanni Metro C, inaugurata nel 2018. Poi è arrivata Colosseo–Fori Imperiali e, più recentemente, Porta Metronia.

Qui il viaggio diventa anche temporale: scendendo nei livelli sotterranei si attraversano le epoche, dal Medioevo fino all’età romana più antica, seguendo un percorso che racconta la stratificazione della città.

Il successo è immediato. I turisti, spesso ignari, scendono per pochi minuti e finiscono per restare molto più a lungo. I romani stessi riscoprono la propria città in modo diverso.

Come racconta la BBC, vedere dal vivo ciò che normalmente si studia sui libri cambia completamente la percezione: la storia non è più distante, ma tangibile.

Studenti, visitatori e pendolari si muovono tra reperti e installazioni multimediali, in un equilibrio continuo tra passato e presente.

La linea C non è ancora completa, ma ha già cambiato il modo di vivere – e raccontare – Roma. Le prossime archeostazioni, come quella di Porta Metronia, promettono nuove scoperte e nuovi spazi espositivi.

Perché nella Capitale, più che altrove, ogni scavo è una sorpresa.

E oggi, per la prima volta, quella sorpresa fa parte della routine quotidiana: basta prendere la metro per trovarsi faccia a faccia con l’Antica Roma.

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