Martedì 14 Aprile 2026 16:04
Ceccano 2030: “Profonda preoccupazione per le immagini del fiume Sacco”
Continuano a preoccupare le condizioni del fiume Sacco la cui situazione, negli ultimi giorni, è tornata alla ribalta delle cronache. […]
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Continuano a preoccupare le condizioni del fiume Sacco la cui situazione, negli ultimi giorni, è tornata alla ribalta delle
cronache.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del collettivo Ceccano 2030.Le immagini delle ultime ore che ritraggono il fiume Sacco invaso da chiazze di schiuma bianca e carcasse di pesci sono l’ennesimo schiaffo a un territorio che non può e non deve più rassegnarsi al disastro ambientale. Come collettivo Ceccano2030, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione, ma anche la nostra stanchezza nel vedere la politica attivarsi solo di fronte all’evidenza visiva dell’emergenza. Quello che sta accadendo tra Sgurgola, Ceccano, Castro e Falvaterra non è un evento isolato, ma un tragico déjà-vu, un film già visto. Ricordiamo tutti il 2018, quando il Sacco si trasformò in una distesa di schiuma bianca: allora come oggi, ci furono promesse di verità e interventi risolutivi. Segui’ nel 2021 un’altra massiccia moria di pesci che accese i riflettori mediatici, seguiti però da un silenzio istituzionale durato anni. Oggi, nel 2026, la storia si ripete. Le responsabilità politiche sono tutte in capo a chi non ha mosso un dito dal 2018 ad oggi per contrastare davvero questo scempio. I politici e la politica del territorio non possono continuare a rincorrere le emergenze solo quando il danno è macroscopico. Il paradosso è tutto qui: non abbiamo bisogno che il fiume diventi bianco o che i pesci galleggino privi di vita per sapere che la Valle del Sacco è oggetto di sversamenti illeciti e inquinamento sistemico.
L’inquinamento “invisibile” – quello dei metalli pesanti, dei solventi e dei residui industriali che non fanno schiuma – è altrettanto letale per la nostra salute e per l’ecosistema. La tutela dell’ambiente non può essere fatta di soli comunicati di indignazione a disastro avvenuto. Chiediamo risposte concrete nel merito e un cambio di paradigma che preveda un monitoraggio costante e preventivo del territorio, con una trasparenza totale, per la quale chiediamo che gli esiti dei campionamenti effettuati in queste ore devono essere resi pubblici immediatamente, senza zone d’ombra sulle responsabilità.
Chiediamo, soprattutto, che il problema dell’inquinamento venga affrontato ogni giorno, anche quando il fiume sembra calmo e limpido. La bonifica della Valle del Sacco non può essere uno slogan elettorale o una reazione emotiva da sfoggiare a disastro avvenuto. Combattere l’inquinamento significa cominciare a censire gli scarichi a fiume risalendo all’inquinatore, e non urlare alla luna se c’è schiuma nel fiume, attuando misure basilari per mantenere l’area pulita come una vera deforestazione delle sponde del fiume Sacco per individuare gli scarichi illeciti.
La comunità di Ceccano merita di vivere in un ambiente sano per questo siamo convinti che siano fondamentali degli interventi strutturali perché la situazione ambientale è drammatica e le colpe sono anche del lassismo istituzionale degli ultimi anni di provincia, comuni, regione. È necessario contrastare questo lassismo della politica, per far ascoltare il grido di dolore di un territorio intero; per questo pensiamo che l’epoca della rassegnazione sia finita anche per i cittadini di Ceccano: è arrivato il momento di riprendere in mano il nostro destino, tutti insieme, pretendendo un cambiamento repentino, in nome della nostra terra, in nome della nostra vita.
