Martedì 14 Aprile 2026 11:04
???? Maurizio Savini a Roma per LamArte Hilton La Lama
Arte contemporanea e design si incontrano nel cuore dell’EUR dal 14 aprile al 2 giugno 2026, in un percorso immersivo tra materia, memoria e architettura. Nel panorama artistico della primavera 2026, Roma si conferma ancora una volta crocevia internazionale di linguaggi contemporanei, accogliendo un progetto che ridefinisce il rapporto tra arte, spazio e ospitalità. All’interno…
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Arte contemporanea e design si incontrano nel cuore dell’EUR dal 14 aprile al 2 giugno 2026, in un percorso immersivo tra materia, memoria e architettura.
Nel panorama artistico della primavera 2026, Roma si conferma ancora una volta crocevia internazionale di linguaggi contemporanei, accogliendo un progetto che ridefinisce il rapporto tra arte, spazio e ospitalità. All’interno della spettacolare architettura dell’Hilton Rome Eur La Lama prende vita una nuova edizione di LamArte, il format curatoriale che trasforma l’hotel in un laboratorio creativo aperto al pubblico.
Protagonista di questo nuovo capitolo è Maurizio Savini con la mostra “Interno domestico”, curata da Valentina Ciarallo, un progetto espositivo che va ben oltre la semplice fruizione artistica, configurandosi come un’esperienza immersiva capace di interrogare il presente attraverso la materia.
È un viaggio dentro lo spazio dell’abitare, ma soprattutto dentro la memoria contemporanea, dove ogni opera diventa frammento di un racconto più ampio, stratificato e profondamente umano.
Negli ultimi anni, il concetto di spazio espositivo ha subito una trasformazione radicale. Musei e gallerie non sono più gli unici luoghi deputati all’arte. Sempre più spesso, hotel, spazi urbani e architetture contemporanee diventano scenari ideali per ospitare progetti artistici innovativi.
LamArte nasce proprio da questa visione: creare un dialogo tra arte e design all’interno di uno spazio non convenzionale.
L’Hilton Rome Eur La Lama non è solo una struttura ricettiva, ma un organismo architettonico che si presta naturalmente alla sperimentazione artistica. Progettato da Massimiliano Fuksas con interni firmati da Lorenzo Bellini, l’edificio si impone come una presenza iconica nel quartiere EUR.
Linee futuristiche, volumi sospesi e trasparenze diventano parte integrante della narrazione artistica, offrendo un contesto ideale per opere che riflettono sul rapporto tra spazio e identità.

La mostra “Interno domestico” si sviluppa come una riflessione profonda sul concetto di abitare. Ma non si tratta di una semplice indagine architettonica.
L’abitare, in questo caso, è inteso come dimensione mentale, emotiva e simbolica. Uno spazio che non coincide necessariamente con le mura fisiche, ma che si costruisce attraverso ricordi, esperienze e relazioni.
Le opere di Maurizio Savini, realizzate tra il 2021 e il 2026, si inseriscono negli ambienti della Library e della hall, creando un percorso espositivo che invita il visitatore a muoversi tra visioni e suggestioni.
Ogni scultura appare come un frammento di un mondo possibile, un residuo di qualcosa che è stato o che potrebbe essere.
Uno degli elementi più distintivi della ricerca di Savini è l’utilizzo del chewing gum come materiale scultoreo.
Un materiale quotidiano, apparentemente banale, che viene trasformato in un potente strumento espressivo. Attraverso un processo complesso e meticoloso, l’artista riesce a dare forma a opere che sfidano le convenzioni estetiche e concettuali.
Il chewing gum diventa simbolo di consumo, trasformazione e mutazione. È un materiale che porta con sé una memoria collettiva, legata a gesti quotidiani e a dinamiche sociali.
Nel contesto di “Interno domestico”, questa scelta assume un significato ancora più profondo, contribuendo a costruire un linguaggio visivo unico e riconoscibile.
Le opere della serie “Interno domestico” si presentano come ruderi contemporanei.
Blocchi di cemento abbandonati, recuperati e trasformati, diventano il punto di partenza di un processo creativo che conserva e riscrive la memoria.
Questi frammenti, carichi di una storia precedente, vengono rielaborati dall’artista, dando vita a nuove forme che evocano una domesticità sospesa.
Gli ambienti si contraggono in volumi essenziali, quasi reliquie silenziose, capaci di suggerire più che mostrare.
È un’arte che non offre risposte, ma pone domande, invitando lo spettatore a confrontarsi con il proprio vissuto.

All’interno della Library, il ciclo “Architettura distopica” introduce una dimensione ancora più complessa.
Si tratta di sculture verticali polimateriche, caratterizzate da tonalità rosa, che si impongono come presenze totemiche.
Le forme evocano edifici possibili ma irrealizzabili, sospesi tra costruzione e rovina.
In dialogo con lo spazio architettonico dell’hotel, queste opere creano una tensione costante tra interno ed esterno, tra città e rifugio.
È una riflessione sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea: limite e protezione, apertura e chiusura.
Tra le opere più significative spicca “Esodo”, un lavoro che affronta il tema della migrazione forzata.
La grata, ricavata da un ex portabagagli, diventa simbolo di un movimento negato, di un viaggio interrotto.
In un mondo segnato da confini e barriere, l’opera di Savini si pone come una denuncia silenziosa ma potente.
Il tema dell’appartenenza e del rifiuto emerge con forza, mettendo in luce le contraddizioni della società contemporanea.
Accanto al chewing gum, Savini introduce l’utilizzo della gomma arabica pura.
Una scelta che segna un’evoluzione nella sua ricerca, rendendo la materia più austera e il processo creativo più complesso.
La gomma arabica, meno malleabile, richiede tempi più lunghi e un controllo maggiore, trasformando il gesto artistico in un atto di precisione e disciplina.
Il ciclo “Disegni per una pandemia” rappresenta una delle sezioni più intime della mostra.
Realizzate su carta con tecniche miste, queste opere restituiscono visioni sospese, in cui il segno diventa traccia di una condizione condivisa.
La pandemia diventa qui non solo un evento storico, ma un’esperienza emotiva collettiva, tradotta in immagini delicate e profonde.

Le miniature rappresentano un’altra dimensione della ricerca di Savini.
Il formato ridotto diventa un atto di prossimità, un invito a entrare in relazione diretta con l’opera.
Tenere un lavoro tra le mani, avvicinarsi quasi a sfiorarlo, crea un’esperienza emotiva intensa e personale.
Con “Due ali due mani”, l’artista esplora il rapporto tra natura e controllo.
Utilizzando strutture alveolari naturali, Savini crea superfici organiche su cui interviene con sistemi di punti ispirati alla sequenza di Sequenza di Fibonacci.
Il risultato è una mappa complessa, in cui ordine e caos convivono, mettendo in discussione il confine tra naturale e artificiale.
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il dialogo tra le opere e l’architettura dell’hotel.
L’arte non è inserita nello spazio, ma lo trasforma, creando un’esperienza immersiva e dinamica.
La mostra di Maurizio Savini all’Hilton Rome Eur La Lama rappresenta un esempio perfetto di come l’arte contemporanea possa dialogare con lo spazio e con il pubblico.
Non è solo una mostra, ma un’esperienza totale, che coinvolge mente, sensi e memoria.
In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, “Interno domestico” invita a rallentare, osservare e riflettere.
E proprio in questo tempo sospeso, l’arte ritrova la sua funzione più autentica: interrogare il presente.
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