Mercoledì 15 Aprile 2026 10:04
In Sud Sudan «nuove violenze e tensioni»


La denuncia del vescovo di Bentiu Christian Carlassare: «Conflitti e divisioni interne impediscono alla popolazione di beneficiare delle proprie risorse». Intanto cresce la crisi alimentare
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Raggiunto dall’
Agenzia Sir
, il vescovo di Bentiu Christian Carlassare – missionario comboniano di origine vicentina che da anni ormai vive tra le comunità colpite da violenza e povertà – denuncia la situazione del Sud Sudan, «ostaggio di conflitti e divisioni interne» che di fatto impediscono alla popolazione di «beneficiare delle proprie risorse». Il Sud Sudan infatti «non è un Paese povero ma impoverito – spiega -, ricco di petrolio, oro e terre, ma con persone che vivono nella miseria e nell’insicurezza».Il missionario italiano, 49 anni, ha operato in diverse diocesi sudsudanesi, affrontando anche episodi di violenza personale, come il ferimento alle gambe nel 2021. Forte di questa esperienza, analizza con preoccupazione il riemergere di tensioni e massacri, con decine di migliaia di sfollati e una crisi alimentare crescente. Basti pensare che secondo Medici senza frontiere solo nelle ultime settimane almeno 58 persone sono morte a Nyatim, Stato di Jonglei, mentre le autorità limitano l’accesso degli aiuti.
Il vescovo denuncia le conseguenze dell’azione militare governativa, che mira a debellare le opposizioni ma colpisce i civili, e il fallimento del dialogo politico, tra arresti di leader e militari frammentati. Ed è scettico sulle elezioni in programma per il prossimo dicembre: «Mancano partiti strutturati, circoscrizioni, censimenti; senza condizioni minime, il rischio è che le elezioni aumentino la violenza. La cosa triste è che a perdere è la popolazione», evidenzia. Le crisi locali, le tensioni etniche e la gestione delle risorse continuano a generare violenza, mentre la Chiesa rimane «una voce che grida nel deserto», pur sperando nei giovani e nella scuola. Il presule richiama quindi l’attenzione della comunità internazionale. «È importante mantenere al centro dell’agenda globale la situazione di Sudan e Sud Sudan, come ha fatto Papa Francesco», afferma.
15 aprile 2026
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