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Mercoledì 15 Aprile 2026 19:04

Salaris: Trasporti marittimi, rischio beffa per la Sardegna

La tassa sulle emissioni di CO2 è legittima, ma in Sardegna i trasporti marittimi non hanno alternative - Chiesto l'intervento di Salvini -

#politica
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Il consigliere regionale della Sardegna Aldo Salaris (nella foto), segretario del gruppo Riformatori Sardi, liberaldemocratici, interviene con un comunicato stampa in merito al rischio che l’ETS pagata dagli autotrasportatori sardi finisca per finanziare sistemi su cui non si avranno benefici. Se non arriveranno segnali concreti, dichiara Salaris, questa battaglia sarà prossimamente portata a Roma all’attenzione dell’intero Paese.

Con l’approvazione del nuovo DL Energia, osserva Salaris, le imprese sarde pagheranno costi sempre più alti, producendo risorse che verranno utilizzate per finanziare misure che non riguardano minimamente la nostra realtà di isola. Rischiamo di trovarci di fronte a un paradosso inaccettabile. I proventi dell’ETS, la tassa sulle emissioni di CO₂ che viene pagata dalle compagnie di navigazione e che viene poi scaricata sui trasportatori, saranno destinati alla decarbonizzazione dei trasporti, con incentivi al trasporto ferroviario e al cosiddetto sea modal shift. Strumenti legittimi, se non fosse che noi in Sardegna non abbiamo alternative. Infatti per noi il trasporto marittimo non è una scelta, ma è l’unica via.

Le imprese sarde – sottolinea Salaris – stanno già pagando un prezzo altissimo. L’ETS incide fino al 40% sul costo della traversata e le compagnie hanno trasferito integralmente questi costi sui trasportatori. Parliamo di un aggravio reale, quotidiano, che incide su tutta la filiera e sui prezzi finali. Con il DL Energia le risorse generate anche grazie ai costi sostenuti dalla Sardegna rischiano di finanziare sistemi di trasporto di cui noi non beneficiamo. È una distorsione evidente, che contrasta con il principio di insularità sancito in Costituzione. Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi ambientali, ma di garantire equità.

Serve, afferma Salaris, un correttivo chiaro. Una quota di queste risorse deve essere destinata specificamente alle realtà insulari, per compensare i maggiori costi del trasporto merci e sostenere la competitività delle imprese. Abbiamo già posto il tema, ricorda Salaris, con una mozione in Consiglio regionale e continueremo a farlo nei tavoli istituzionali. Ma oggi serve un segnale politico preciso. Il rischio è che, ancora una volta, la Sardegna contribuisca a finanziare politiche nazionali senza ricevere benefici adeguati.

Lo denunciamo da mesi, precisa Salaris, insieme alle imprese e agli autotrasportatori, ma ad oggi non è arrivata alcuna risposta, e se non arriveranno segnali concreti vorrà dire che porteremo questa battaglia a Roma, all’attenzione dell’intero Paese. Il Ministro Salvini ci ascolti, intervenga e corregga subito questa impostazione. Sarebbe un segnale importante verso un territorio che non chiede privilegi, ma condizioni eque e pari dignità, conclude Salaris.

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