Servizi > Feed-O-Matic > 716384 🔗

Giovedì 16 Aprile 2026 10:04

Studenti e docenti della Cattolica volontari in Pronto soccorso



Il bilancio del primo anno del progetto che coinvolge 530 tra universitari e insegnanti, specializzandi e personale, con il cardinale Zuppi. Erogate 4.856 ore di volontariato, a beneficio di 17.700 persone

L'articolo
Studenti e docenti della Cattolica volontari in Pronto soccorso
proviene da
RomaSette
.

#in città #salute #antonio gasbarrini #claudio giuliodori #elena beccalli #focus #fondazione policlinico universitario agostino gemelli irccs #marcello candelli #matteo zuppi #michele cavallo #personale e studenti per il pronto soccorso #raffaella lombardo #università cattolica del sacro cuore #vetrina
leggi la notizia su RomaSette





Una presenza discreta ma significativa, capace di stare accanto alle persone nel momento di maggiore difficoltà. È quella dei volontari del progetto “PS² – Personale e studenti per il Pronto Soccorso”, promosso e curato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, a partire da un’idea della professoressa Raffaella Lombardo, docente di Filosofia dell’ateneo. Avviato il 4 aprile del 2025 nell’ambito del progetto Campus Solidale, il servizio di volontariato – che coinvolge 530 volontari tra studenti, docenti della sede romana, specializzandi e personale tecnico e amministrativo – ha festeggiato il 14 aprile, nell’aula Vito del Policlinico, il primo anno di attività con un momento di riflessione e confronto cui ha preso parte il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.

«La malattia è come una città che non conosci – ha detto il porporato -: è tutto nuovo, ti spaventa e, però, a fare la differenza, quella che cambia tutto, è una persona che all’aeroporto ti aspetta con un cartello in mano»; continuando con la metafora, Zuppi ha dunque sottolineato come l’esserci, «in questa città-malattia e nel suo aeroporto, che è idealmente il Pronto Soccorso, offre sicurezza là dove tutto è spaventoso, ingigantito ancora di più dalla paura». In questo senso ha elogiato e incoraggiato i tanti volontari presenti perché «voi siete quel cartello che orienta e offre sicurezza in una “città” che resta sconosciuta ma dove mi sento meno solo se sono accompagnato e protetto».

Ancora, Zuppi ha messo in luce quanto «il volontariato fa bene a tutte le età, non solo da giovani», legando questa dimensione a quella «del servizio», perché «non si fanno le cose solo per lo stipendio o per misurare una prestazione». Infine, il cardinale ha considerato come il volontariato sia «un dono» laddove si regala «non solo il proprio tempo agli altri ma anche l’attenzione per l’altro, per la sua persona». In conclusione, il presidente dei vescovi ha lasciato ai tanti volontari presenti il monito «Fate del bene a quanti più potete, e vi seguirà tanto più spesso d’incontrar de’ visi che vi mettano allegria», tratto da “I Promessi sposi” di Alessandro Manzoni, per suggerire l’idea che la bontà e la generosità si riflettono sulle relazioni umane in generale.

E tanto è stato fatto in questo primo anno: sono 4.856 le ore di volontariato erogate per un valore economico stimato in poco meno di 95mila euro; soprattutto, sono oltre 17.700 le persone aiutate, con una media di 9 per turno, considerato che i turni previsti sono 6 da 3 ore ciascuno, dalle 8 alle 24, per tutti i giorni della settimana. Guardando ai risultati raggiunti, il magnifico rettore Elena Beccalli ha parlato di «progetto emblematico» capace di «tradurre in modo concreto 3 elementi fondamentali per il nostro ateneo: solidarietà, lavoro corale e sinergia tra trasmissione ed esperienza del sapere». In particolare, Beccalli ha evidenziato l’importanza di «gesti e forme di vicinanza che vanno oltre la cura perché salvaguardano la dignità della persona e questo non può essere quantificato in un rating», ha detto; ancora, ha messo in evidenza il valore della gratuità del servizio di tanti giovani «che scelgono il dono di sé in un tempo in cui domina l’individualismo, una delle più grandi piaghe della nostra epoca», e quanto sia importante per l’Università Cattolica riconoscersi «luogo di trasmissione non solo del sapere ma dell’esperienza stessa di questo sapere non solo tecnico ma fatto di umanità e di relazioni».

In questo senso si è espresso anche il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica, che ha osservato come «questo progetto è diventato fonte di ispirazione e di speranza per molti», confermando come «lo specifico di questa università è formare persone che abbiano il coraggio di spendere la vita per gli altri». Pure il preside della facoltà di Medicina e chirurgia Alessandro Sgambato ha ribadito che «vogliamo essere un luogo di crescita come persone e una comunità educante ispirata ai valori di solidarietà e umanità», così come hanno fatto Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – che ha parlato di «un perfetto esempio di service learning» – e Marcello Candelli, coordinatore medico presso il PS, che ha invece messo l’accento sul «lavoro quotidiano di costruzione di relazioni». Infine, in rappresentanza degli studenti volontari, è intervenuto Michele Cavallo, notando come di fronte a «sofferenza e solitudine delle persone» sia importante anche solo «stemperare la paura, far elaborare la rabbia o capire come funziona e cosa è davvero un Pronto Soccorso» mentre l’ideatrice del progetto, Raffaella Lombardo, ha sottolineato che «i sogni si realizzano insieme», elogiando «il grande lavoro di squadra».

16 aprile 2026

L'articolo
Studenti e docenti della Cattolica volontari in Pronto soccorso
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI