Giovedì 16 Aprile 2026 10:04
Mozione PLD per il contrasto al fenomeno delle vandalizzazioni e dei graffiti abusivi nel territorio del Municipio XI
La mozione è un vero e proprio manifesto politico del movimento antidegrado romano ed è stata presentata da Gianluca Fioravanti, segretario romano del Partito Liberal Democratico
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Mozione PLD per il contrasto al fenomeno delle vandalizzazioni e dei graffiti abusivi nel territorio del Municipio XI
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Chi ci segue da tempo sa che per noi il graffitismo è un problema serio, non sufficientemente discusso che a dispetto dell’apparente irrilevanza, colpisce la qualità della vita, influenzando la percezione di bruttezza e la sopportazione di comportamenti violenti o illegali. Secondo la teoria delle finestre rotte, il degrado richiama altro degrado. Una parete imbrattata, se non pulita rapidamente, ne invita altre, normalizzando il disordine e riducendo il biasimo sociale e il controllo del territorio.
Lo andiamo ripetendo da anni che “Roma è rimasta una delle pochissime capitali europee dove non esiste in pratica uno spazio che non sia ricoperto da graffiti e tag di vario genere” (cit. Roma fa schifo”) ed è anche l’unica capitale europea a non avere un “piano colore” per la salvaguardia cromatica delle facciate o di protezione antigraffiti per la pulizia sistematica delle superfici pubbliche.


Sappiamo già a cosa state pensando: “I PROBLEMI SONO ALTRI”, che fastidio ti danno, fanno “colore”, abbelliscono i muri grigi – e qui si apre tutto un capitolo sul mancato apprezzamento della continuità cromatica storica, legata alla tradizione romana, dal bianco opaco (albus) e brillante (candidus), l’ocra, l’arancione e il rosa dei laterizi ai”non-colori” come grigio, beige e toni neutri.
Abbiamo dimenticato il valore della continuità cromatica, ottenuta con colori analoghi creando ambienti armonici, avvolgenti e un senso di continuità naturale, valorizzando l’architettura dei quartieri. Favorendo laddove possibile, interventi di arte urbana compatibili con il tessuto edilizio esistente, senza forzature istituzionali (dall’alto) o di murales imposti da gruppi politicizzati (dal basso). E qui casca l’asino…


La street art per essere tale e ottenere legittimazione pubblica, dev’essere frutto di un percorso partecipato. Non di azioni imposte dall’alto, o dal basso!
La nostra percezione è che la tolleranza verso i graffiti sia frutto di una PRECISA VOLONTA’ DI NON RIMOZIONE, piuttosto che di semplice sciatteria o incuria, una tesi sostenuta da basi solide: gli innumerevoli colloqui avuti con amministratori comunali e municipali. Ne abbiamo ricavato l’impressione di una “tolleranza strategica” per non alienarsi frange di elettorato radicale che utilizzano i muri come piattaforma di propaganda: collettivi e centri sociali anarco-antagonisti, estrema destra e tifo organizzato, associazioni di street art che ottengono affidamenti diretti, senza gara pubblica, per la realizzazione di murales su commissione.
ROMA CAPITALE PIU’ IMBRATTATA D’EUROPA NEL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI. Drammaticamente, gli appelli che abbiamo lanciato sono rimasti inascoltati. Sono quindici anni che predichiamo nel deserto.


Nessuno politico sembra averne contezza, eppure sta qua uno dei problemi di Roma. Il sindaco Gualtieri chiama Valerio Tuveri, influencer e addetto alle pulizie dei muraglioni dalle scritte eppure non cita mai la parola “graffiti” per non inimicarsi i fan dei graffitari! Solo un politico ne parlò anni fa, Carlo Calenda, nel silenzio generale…
MA FERMI TUTTI, ABBIAMO UNA NOTIZIA IMPORTANTE DA DARVI: GIANLUCA FIORAVANTI, SEGRETARIO PARTITO LIBERALDEMOCRATICO DI ROMA, HA PRESENTATO NEL MUNICIPIO XI UNA
MOZIONE ANTI-GRAFFITI
CHE E’ UN VERO E PROPRIO MANIFESTO POLITICO!
NON UN SEMPLICE ATTO DI INDIRIZZO MA UNA DICHIARAZIONE PUBBLICA CHE ESPONE I PRINCIPI FONDAMENTALI, GLI OBIETTIVI E LA “VISIONE” DEL MOVIMENTO ANTIDEGRADO ROMANO
RINGRAZIAMO DI CUORE IL CONSIGLIERE MUNICIPALE FIORAVANTI, PER LA SENSIBILITA’ MOSTRATA NEL CREDERE NELL'”UTILITA'” DI RISOLVERE IL PROBLEMA GRAFFITI!
DISTINGUENDO UNA VOLTA PER TUTTE L’ARTE URBANA DAL VANDALISMO (TAG, SLOGAN POLITICI E SCRITTE DI TIFOSERIE)
Mentre la street art è un’espressione artistica mirata a riqualificare spazi, il vandalismo è un atto di imbrattamento, marcatura territoriale o danneggiamento. Anche se molti da quell’orecchio non vogliono proprio sentire e continuano a confondere in malafede la street art con il graffitismo, le scritte anarco-fasciste e le frasi violente sui muri con l’arte urbana, simboli fascisti e marxisti come forme di arte di strada (o peggio, di “riappropriazione dal basso”, libertà di espressione, dissenso politico – in realtà per imporre con violenza la propria ideologia)
LA MOZIONE CONTRO GLI ATTI VANDALICI PRESENTATA DAL CONS. GIANLUCA FIORAVANTI E’ SOLO UN PRIMO PASSO SIMBOLICO PER RIPORTARE AL CENTRO DEL DIBATTITO IL VANDALISMO GRAFICO.
Non ci illudiamo che sarà risolutivo di problemi complessi ma riteniamo sia un segnale concreto e significativo. Per tornare a parlare di questi argomenti – la città coperta di scritte, graffiti e tags – in un’ottica integrata per risolvere il problema dei graffiti con una strategia che unisce prevenzione attiva del comune – che non può affidarsi solo al volontariato! – con la rimozione rapida e professionale (intervenire subito dopo la comparsa) di squadre ad hoc e regolamentazione dei murales artistico-commemorativi attraverso un percorso formalizzato di scelta-approvazione e legittimazione istituzionale.
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