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Venerdì 17 Aprile 2026 11:04

Medio Oriente: «Ogni aumento di 5 dollari del prezzo del petrolio ha un costo umano»



Per Save the Children ogni rincaro potrebbe cancellare l'equivalente di un mese di aiuti per quasi 40mila bambini. «Ci viene chiesto di fare di più con meno risorse, pagando di più tutto»

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Nonostante l’accordo di cessate il fuoco condizionato tra Usa e Iran, i prezzi del petrolio restano altamente volatili. In questa situazione, «ogni aumento di 5 dollari del prezzo globale del petrolio, innescato dal conflitto in Medio Oriente, potrebbe cancellare l’equivalente di un mese di aiuti umanitari salvavita per quasi 40.000 bambini», secondo una nuova proiezione di Save the Children. Un’indagine realizzata sulla base del potenziale impatto inflazionistico dell’aumento dei prezzi del petrolio su diverse categorie di beni, applicandolo ai costi delle forniture e della logistica necessarie per consegnare gli aiuti a livello globale. Tali stime indicative sono basate sulle condizioni attuali di mercato e soggette a variazioni con l’evolversi della situazione.

La proiezione rileva che ogni 5 dollari di aumento del prezzo del petrolio rispetto alle stime pre-conflitto comporterebbe un incremento dei costi mensili di circa 340mila dollari per spedizioni, carburante, cibo e forniture mediche, facendo lievitare il costo complessivo degli interventi umanitari. Una somma equivalente, appunto, al costo di un mese di assistenza per quasi 40mila  bambini. Secondo la stima dell’organizzazione, se il conflitto dovesse protrarsi e spingere il prezzo del petrolio fino a 130 dollari al barile, ciò provocherebbe un aumento del 12% del costo complessivo degli interventi umanitari, con una spesa aggiuntiva di oltre 33 milioni di dollari nel 2026.

A spiegarlo è Willem Zuidema, direttore globale della Catena di approvvigionamento di Save the Children. «Ogni aumento di 5 dollari del prezzo del petrolio ha un costo umano – rileva -. Questo conflitto sta avendo conseguenze gravissime per i bambini che vivono in alcuni dei luoghi più pericolosi del mondo, la cui sopravvivenza dipende dagli aiuti umanitari. Anche con un cessate il fuoco condizionato, la volatilità dei prezzi del petrolio resta elevata e i costi di spedizione continueranno probabilmente a essere alti, dati i rischi e la fragilità del contesto. Siamo sotto pressione su entrambi i fronti – aggiunge -: mentre i governi riducono i budget per gli aiuti, i conflitti fanno aumentare il costo di ogni spedizione, di ogni bustina di cibo terapeutico, di ogni kit medico. Non ci sono margini di manovra: ci viene chiesto di fare di più con meno risorse, pagando di più tutto. Ogni dollaro in più speso a causa dell’aumento del prezzo del petrolio è un dollaro in meno per i bambini che hanno bisogno di noi».

17 aprile 2026

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