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Venerdì 17 Aprile 2026 13:04

Lariano. Paura alle Poste: rapina a mano armata al bancomat

I Carabinieri della Stazione di Lariano hanno dato esecuzione a un provvedimento di misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione […]

#cronaca
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I Carabinieri della Stazione di Lariano hanno dato esecuzione a un provvedimento di misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo di 37 anni, gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata e porto abusivo di armi, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’attività investigativa, partita dalla denuncia della vittima, un uomo di 63 anni, ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a carico dell’indagato, in ordine a una rapina perpetrata lo scorso 8 febbraio 2026 all’esterno dell’ufficio postale di Lariano. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di ricostruire minuziosamente l’evento criminoso: l’indagato, col volto travisato da uno scaldacollo, ha avvicinato l’uomo che aveva appena prelevato la somma di 600 euro allo sportello bancomat; brandendo un coltello a serramanico e minacciandolo con la frase “dammi i soldi altrimenti…”, l’ha costretto a consegnare il denaro prima di darsi alla fuga.

L’attenzione dei Carabinieri si è concentrata poi sull’individuazione del presunto autore, visionando tutti i sistemi di videosorveglianza cittadini ed eseguendo mirati servizi di osservazione e pedinamento sono stati raccolti dettagli determinanti sull’abbigliamento del malvivente e sull’autovettura utilizzata.

L’ultima tessera del puzzle è stata raccolta nel corso di una mirata perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato ad Artena, dove i militari hanno rinvenuto e sequestrato l’esatto abbigliamento indossato durante il colpo, il coltello a serramanico e lo scaldacollo utilizzato per il travisamento del volto.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva

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