Servizi > Feed-O-Matic > 716946 🔗

Domenica 19 Aprile 2026 13:04

“SULTANCECE” di Antonella Pagano

Nasce il 21 marzo 2026 – Giornata Internazionale della Poesia: SULTANCECE, l’ultimo libro di Antonella

L'articolo
“SULTANCECE” di Antonella Pagano
proviene da
Roma Capitale Magazine
.
Scopri tutte le notizie su Roma su Roma Capitale Magazine.

#arte e cultura #libri e letteratura
leggi la notizia su Roma Capitale Magazine



Nasce il 21 marzo 2026 – Giornata Internazionale della Poesia: SULTANCECE, l’ultimo libro di Antonella Pagano, sociologa, drammaturga e poeta pugliese, lucana, romana, italiana, terrestre. La prima presentazione di SULTANCECE avrà luogo a Civitavecchia sabato 18 e domenica 19 aprile al Festival Letterario “LIBRI AL LARGO”- iniziativa FUIS Federintermedia, Teatro della Fondazione CARICIV, Piazza Verdi-Borgo Odescalchi, e, subito dopo, in Roma, Venerdì 24 aprile, alle 17,30 nel Teatro della FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Lungotevere dei Mellini 33/a.


Ne parlerà Lara Di Carlo, Casa Editrice PandiLettere, lo commenterà il Prof. Natale Antonio Rossi della Presidenza FUIS, l’esimio poeta e profondo conoscitore delle Letterature. Ancora una volta, Antonella Pagano rende omaggio alla speciale architettura culturale che ha ideato e chiamato La Poesia dei Territori fisici e dell’anima che da sempre alacremente coltivo.

Se a Morcone, capitale del Sannio, nell’antico mulino Florio, aveva celebrato il rito della mugnaia, nel territorio del Montefeltro si fa menestrella e s’accompagna a un nobile protagonista: il Cece Sultano, splendidamente antropomorfizzato dall’illustratrice Fabiana Castellani. La speciale varietà di Cece, dalla lunga storia, è ulteriore gioiello-simbolo significante del Mediterraneo e delle terre che vi s’affacciano.

Di Pace e di guerre, di popoli montani e di valli più fertili, di santi e feste di Palazzo, il libro è bello anche per il QR Code che consente alla Pagano di dare corpo all’amatissimo “Teatro a domicilio”, porre attenzione gentile ai non vedenti e alle spinose solitudini contemporanee.

E, come ricorda Pina Catino del Club UNESCO di Bisceglie: “La degradazione o la sparizione di un bene del patrimonio culturale e naturale è un impoverimento nefasto del patrimonio di tutti i popoli del mondo” continuando con: “Antonella ha nutrito questo volume con tutto quanto è in linea con la missione dell’UNESCO verso il valore universale dei beni culturali e naturali, testimonianze fondamentali dell’identità e della storia dei popoli, degni e sempre più urgentemente meritevoli di essere preservati per le generazioni future, non dimenticando di onorare, anzi usando peculiare attenzione alla sacralità  dei Popoli del Mediterraneo”.

Dalla costa di Civitavecchia -Città metropolitana di Roma Capitale- e dai campi del Podere Loriana -che respira aria mediterranea- mostrerà dal vivo i Ceci sultano la coltivatrice diretta e produttrice Loriana Ciotti. La Poesia dei Territori, dunque, è cosa viva, è cosa palpitante, è parole e sillabe dal buon sapore di verità. È così che l’equazione della Pagano:”Che la bella parola sappia farsi bell’azione” è ancora una volta onorata pienamente. SULTANCECEè un componimento poetico-narrativo d’ampio respiro, una sorta di prosimetro moderno, una ballata celebrativa che fonde l’orgoglio nazionale con il localismo colto del Montefeltro, una delle tante pietre preziose italiane che la scrittrice descrive con amore sviscerato e precisione geografica.

L’incipit è il canto, l’ode che eleva con voce melodiosa e inimitabile e con  parola scritta, letta e cantata che è cifra tanto amata dal pubblico; è l’ode alla Nazione più bella del mondo che principia con l’emozionante: Italia, Italia tante Italie! Bisogna aspettarsi sempre una presentazione sui generis dall’originalissima scrittrice; Antonella Pagano con SULTANCECE non ha composto un altro dei suoi preziosi camei teatrali, ha ideato anche un inedito accattivante modo di leggere e imparare la Storia. È un lavoro forte, anche nel saper porgere la storia delle interazioni tra uomo e ambiente, cosa che fa passando per il personalissimo modus – somma di maestrìa e magìa – tali da proiettare il lettore e l’ascoltatore in una dimensione atemporale all’interno della quale il passato si fa presente perfettamente armonico anche al senso, ovvero al significato profondo; di più? Sì, lo porge anche attraverso le sue oramai celebri ricette che questa volta stigmatizzeranno la preziosità della Dieta Mediterranea in quanto stile di vita e soprattutto di abilità, magistralità nella preparazione di veri e propri manicaretti, cibo che nutre, cibo che cura, cibo che carezza cuore e anima, questa è la ragione per la quale l’UNESCO l’ha riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità. 


L'articolo
“SULTANCECE” di Antonella Pagano
proviene da
Roma Capitale Magazine
.
Scopri tutte le notizie su Roma su Roma Capitale Magazine.

più letti
Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI