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Lunedì 20 Aprile 2026 09:04

Sant’Eligio: il rito della dedicazione con il cardinale Reina



Conclusi i lavori di ristrutturazione della chiesa del Villaggio Prenestino. «È la presenza del Cristo risorto che rilancia la comunità perché possa abbracciare le sfide di questo tempo»

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La comunità parrocchiale di Sant’Eligio, al Villaggio Prenestino, torna a celebrare in una chiesa completamente rinnovata. Non si tratta di un mero “restyling”, ma «è la presenza del Cristo risorto che rilancia la comunità perché possa abbracciare le tante sfide di questo tempo, del quartiere e delle famiglie che lo abitano». Lo ha affermato il cardinale vicario Baldo Reina che ieri mattina, 19 aprile, III domenica di Pasqua, ha presieduto la Messa con il rito della dedicazione. Una giornata che scrive «una pagina nuova» nella vita della comunità parrocchiale, «all’insegna di una forza donata dal Signore. Una bella pagina di Chiesa che dà nuovo slancio al cammino di fede».


(foto: diocesi di Roma/Gennari)
La celebrazione, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma Emanuele Pozzilli e il presidente del municipio VI Nicola Franco, è stata ricca di simboli e di preghiere: l’aspersione con l’acqua benedetta del popolo, delle pareti della chiesa e dell’altare, posto al centro dell’area di presidenza; la deposizione delle reliquie sotto l’altare prima di ungere lo stesso e le pareti con il crisma; l’incensazione dell’altare e della chiesa. Infine, l’accensione delle candele e delle luci, simbolo di Cristo luce del mondo. I lavori di ristrutturazione sono iniziati nell’ottobre scorso e hanno visto l’impegno di tutta la comunità che ora ritrova nel suo edificio di culto il luogo in cui poter pregare e ascoltare Dio per entrare in comunione con Lui.

Su questo triplice aspetto della vita di fede si è soffermato il cardinale vicario nell’omelia, volgendo lo sguardo verso l’abside, dove è raffigurato Cristo Risorto, e al tabernacolo. «Chissà quanti fedeli entrano – ha detto -, si inginocchiano davanti a Gesù, piangono, presentano a Dio necessità, fatiche, preoccupazioni per i più giovani». Come i discepoli di Emmaus, ognuno presenta «a Dio tutto quello che porta nel cuore. Più delle volte situazioni di sofferenza». La chiesa, ha poi aggiunto, è anche il luogo «per parlare sempre meno tra noi» e ascoltare la Parola di Dio, che «non spiega concetti difficili ma la vita. Illumina ciò che sembra incomprensibile ed esorta a non scoraggiarsi». Infine, la centralità dell’Eucaristia e dello «spezzare il pane. Anche noi – ha proseguito il porporato – come i discepoli di Emmaus chiediamo continuamente al Signore di restare con noi, perché senza di Lui si fa sera. Stiamo attraversando un momento davvero buio dell’umanità – le parole di Reina -. Le guerre, le tensioni continue. Tutti i quartieri ormai sono diventati estremamente difficili, qualche volta anche pericolosi, rischiosi. “Resta con noi”, è la nostra preghiera».


(foto: diocesi di Roma/Gennari)
Ribadendo che «gli edifici di culto devono aiutare ad alzare gli occhi verso il cielo», il vicario del Papa ha esortato i catechisti a «non limitarsi a presentare una fede attraverso i contenuti» ma a portare i bambini e i ragazzi in chiesa perché «la fede è innanzitutto incontro con il Signore risorto».

Dal parroco padre Dario Frattini, un grazie a quanti hanno reso possibile il restauro e a tutta la comunità. «In questi mesi di lavori – ha dichiarato – hanno regnato la gioia e la comunione», e questo è stato per lui «motivo di grande edificazione». Facendo poi riferimento al Salmo 69, ha osservato come lo zelo per la casa di Dio «è ciò che rende comunità, che fa sentire responsabili e al servizio gli uni degli altri, trasformando la fede da qualcosa di personale a qualcosa di condiviso». Anche l’architetto Marco Riso ha sottolineato che «l’aula liturgica è il frutto del lavoro e della fede di molti: di chi l’ha desiderata, di chi l’ha progettata, di chi l’ha costruita e di chi continuerà ad abitarla con la preghiera e la vita cristiana».

20 aprile 2026

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