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Martedì 21 Aprile 2026 13:04

La gratitudine dell’Ucraina al Papa per il suo “no” alla guerra



A farsene portavoce, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina Shevcuk, nella 218ª settimana del conflitto armato con la Russia. Uno degli attacchi più violenti nella notte tra 15 e 15 aprile

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«Desideriamo esprimere particolare gratitudine a Papa Leone XIV, che in questi giorni è in visita nel continente africano, per la sua voce profetica della Chiesa di Cristo. Il suo chiaro e coraggioso “No alla guerra!” risuona come un appello alla coscienza del mondo contemporaneo». A parlare è il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina Sviatoslav Shevchuk, nel videomessaggio rilasciato nella 218ª settimana della guerra su vasta scala della Federazione russa contro l’Ucraina, alla luce di una escalation dei bombardamenti.

Anche la tregua dichiarata dalla Russia per la Pasqua ortodossa, il 12 aprile, «è stata cinicamente infranta attraverso crimini contro l’umanità e gravi violazioni del diritto internazionale», riferisce il primate, ricordando che proprio il giorno di Pasqua, nei pressi del villaggio di Veterynarne nella regione di Kharkiv, quattro militari, prigionieri di guerra ucraini, sono stati brutalmente fucilati. Allo stesso tempo sono continuati gli attacchi sistematici contro strutture mediche, convogli di evacuazione e ambulanze. La popolazione civile, che sperava almeno in una breve tregua pasquale, è diventata bersaglio di attacchi «subdoli e spietati».

Pochi giorni dopo la celebrazione, nella notte tra 15 e 16 aprile, l’Ucraina ha subito una degli attacchi più violenti degli ultimi tempi da parte della Russia, nel quale sono morte circa 20 persone e oltre 120 sono rimaste ferite. Le perdite maggiori si sono registrate a Kiev, dove un bambino di 11 anni, Maksym, è morto nel suo letto. Hanno subito attacchi anche gli abitanti di Odessa, Dnipro, Zaporizhzhia e Kharkiv.

«Siamo grati a Papa Leone XIV per il coraggio di parlare con la Parola di Dio a coloro che si sono lasciati ingannare dall’illusione dell’onnipotenza e trascinano il mondo nel vortice di una guerra distruttiva – afferma ancora l’arcivescovo maggiore di Kiev -. È stato particolarmente importante ascoltare questa voce alla luce della Pasqua del Signore, la festa della vittoria della vita sulla morte, quando accogliamo tra noi il Cristo risorto come Principe della pace. Sostenendo il Santo Padre in questa lotta contro la guerra nel mondo contemporaneo, desideriamo che tutto il mondo ascolti: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!», conclude.

21 aprile 2026

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