Mercoledì 22 Aprile 2026 09:04
Frosinone, svolta sui raid nelle chiese: identificata una 59enne per statue decapitate e furti
A due giorni dalla svolta investigativa, emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che ha portato all’individuazione della...
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A due giorni dalla svolta investigativa, emergono nuovi dettagli sull’inchiesta che ha portato all’individuazione della presunta responsabile dei raid vandalici e dei furti che, nelle ultime settimane, hanno colpito chiese e luoghi di culto tra Frosinone e Alatri.
Si tratta di una donna di 59 anni, residente nel capoluogo ciociaro, ora indiziata di una serie di episodi che avevano generato forte allarme sociale e indignazione tra i fedeli.
L’operazione, scattata nei giorni scorsi su disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone, ha visto impegnati i Carabinieri delle Compagnie di Frosinone e Alatri, con il supporto della Digos della Questura.
Durante la perquisizione domiciliare, gli investigatori hanno sequestrato diversi capi di abbigliamento – tra cui felpe, pantaloni, scarpe e una borsa – risultati compatibili con quelli indossati dalla persona ripresa dalle telecamere nei luoghi degli episodi vandalici.
Non solo: all’interno dell’abitazione è stato rinvenuto anche altro materiale, attualmente al vaglio degli inquirenti, che potrebbe contribuire a chiarire ulteriormente il quadro.
La svolta è arrivata al termine di un’attività investigativa serrata, condotta in stretta sinergia tra Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato. Determinante si è rivelata l’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sul territorio.
I filmati hanno permesso di ricostruire con precisione gli spostamenti della 59enne, fornendo agli inquirenti elementi ritenuti gravi indizi di colpevolezza.
Un lavoro minuzioso che ha consentito di collegare tra loro episodi inizialmente considerati isolati.
Allo stato attuale, alla donna vengono contestati almeno quattro episodi avvenuti nel giro di pochi giorni:
- 10 aprile 2026 – Alatri: furto all’interno della chiesa di Santo Stefano, con la sottrazione di un crocifisso in ottone, un rosario e la corona della statua della Madonna
- 10 aprile 2026 – Frosinone: danneggiamento della statua di Padre Pio nella chiesa di San Benedetto e furto dei dispositivi di amplificazione nella chiesa della Madonna della Neve
- 14 aprile 2026 – Frosinone: danneggiamento della statua della Madonna di Lourdes, collocata in una nicchia votiva pubblica in via Madonna delle Rose
Episodi che avevano suscitato forte sconcerto, anche per il valore simbolico dei beni colpiti e per la modalità dei danneggiamenti, in alcuni casi con statue decapitate o gravemente compromesse.
Gli episodi si inseriscono in una sequenza più ampia di atti vandalici e furti che, a partire da gennaio 2026, hanno interessato diversi comuni della Ciociaria.
Per questo motivo, gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per verificare eventuali collegamenti tra la 59enne e almeno altri quattro episodi analoghi.
La posizione della donna resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla normativa vigente, è da considerarsi indiziata e quindi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
La vicenda ha avuto un forte impatto sulla comunità locale, colpita non solo sul piano materiale ma anche su quello simbolico e religioso. Le chiese interessate rappresentano infatti punti di riferimento per la vita sociale del territorio.
A due giorni dalla svolta, resta alta l’attenzione sugli sviluppi dell’inchiesta, mentre il Frusinate prova a lasciarsi alle spalle una serie di episodi che hanno segnato profondamente il territorio.
