Venerdì 24 Aprile 2026 09:04
Valditara e Zuppi a confronto sulla sfida educativa


Aperto dal ministro dell'Istruzione e merito e dal presidente Cei il III Meeting nazionale degli insegnanti di religione cattolica, sul tema "Il cuore parla al cuore. L'irc laboratorio di cultura e dialogo". La conclusione il 25 aprile con il Papa in Aula Paolo VI
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Da dentro a dentro e cioè da cuore a cuore. Sembra essere questa la “traiettoria” da seguire per trasmettere non unicamente dei contenuti quanto il valore e il senso profondo dell’esserci come «veri educatori», ossia persone capaci di entrare in relazione e non solo professionisti che salgono in cattedra. Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara e il presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi hanno messo in luce rispettivamente «l’importanza dell’empatia, base della rivoluzione che deve partire dalla scuola», e della dimensione «della vita interiore» ieri sera, 23 aprile, aprendo i lavori del III Meeting nazionale degli insegnanti di religione cattolica e confrontandosi sul tema dell’evento “Il cuore parla al cuore. L’irc laboratorio di cultura e dialogo”. La tre giorni di studio e approfondimento – organizzata dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e dal Servizio nazionale per l’Insegnamento della religione cattolica della Cei – si svolge in questi giorni al Th Hotel Carpegna Palace, a circonvallazione Aurelia, e si concluderà sabato mattina, con l’udienza con Papa Leone XIV in Aula Paolo VI.
«Il capitale delle relazioni umane che avete voi tra le mani è straordinario», ha osservato Zuppi rivolgendosi ai tanti docenti presenti e ringraziandoli sinceramente «per il vostro ruolo fondamentale» e «per quello che fate», specialmente «aiutando i più giovani a trovare delle risposte alle domande di senso»; per questo, ha aggiunto, «abbiamo bisogno della vostra lettura della quotidianità e della vostra profondità di pensiero». L’invito del porporato, che è stato docente di religione cattolica, è in particolare a guidare gli studenti a «imparare ad imparare», offrendo loro occasioni di riflessione «a partire da quello che accade, da ciò che li ha colpiti e interrogati, che sia dalla cronaca o dalle notizie in genere».
Uno dei temi da mettere a fuoco è sicuramente quello «della guerra, che apre un campo enorme», ha riflettuto Zuppi, sottolineando poi che «la pace è una delle lezioni più importanti» laddove «un cuore disarmato è un cuore attento all’altro», a dire che l’educazione alla pace inizia dal quotidiano. Uno strumento da utilizzare in tal senso, anche in merito al dialogo interreligioso, è «l’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, contenuto per niente scontato e troppo poco conosciuto» a fronte di «molti semi di intolleranza», ha detto ancora il cardinale. Il rispetto reciproco «per intessere relazioni improntate alla convivenza pacifica» è pure per il ministro Valditara imprescindibile, considerato che «la pace è un valore costituzionale» e «la scuola stessa educa a tutelare la persona e a porla al centro, valorizzando i talenti di ognuno».
Ancora, per Valditara occorre lavorare per realizzare «un patto educativo globale che riguarda anche il ruolo dell’Europa nei confronti dei Paesi dell’Africa», e a questo proposito ha riferito di «una collaborazione avviata con la Santa Sede» oltre che di un recente incontro con il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero per la Cultura e l’educazione. Un altro tema su cui il ministro e il presidente della Cei si sono espressi dimostrando sintonia è quello relativo all’intelligenza artificiale. Per Zuppi si tratta di «uno strumento straordinario» ma anche di «una sfida che mi preoccupa e che può portare a un utilizzo pericoloso, così come per il digitale e il virtuale e la confusione che comportano», laddove «la connessione eccessiva dei più giovani nasconde tante fragilità». Da parte sua, Valditara ha parlato di «una grande opportunità» ma ha insieme considerato il rischio che si corre di «fare dei passi indietro delegando all’AI il pensiero», auspicando il ritorno «all’uso non solo della carta e della penna ma anche e soprattutto del nostro cervello».
24 aprile 2026
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