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Venerdì 24 Aprile 2026 12:04

Via libera dal Consiglio Ue al maxi-prestito per l’Ucraina



Stanziati 90 miliardi di euro per urgenze di bilancio e per la difesa. Definito anche il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. L'Alta rappresentante Kallas: «A Kiev tutto il sostegno per resistere»

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È arrivato con un voto all’unanimità ieri, 23 aprile, il via libera definitivo del Consiglio Ue al maxi-prestito da  90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. La risoluzione di un’impasse durata mesi, dato che dopo l’accordo raggiunto lo scorso dicembre il veto di Ungheria e Slovacchia ha tenuto in stallo i due provvedimenti in risposta al blocco delle forniture energetiche attraverso l’oleodotto Druzhba. La conferma della riapertura delle condotte, arrivata direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha permesso di concludere le trattative con esito positivo.

«L’Unione europea mantiene i propri impegni e resta al fianco dell’Ucraina», ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa. Di «risposta compatta e credibile all’aggressione russa» ha parlato la presidente della Commissione Ursula von der Leyenmentre l’Alta rappresentante, Kaja Kallas ha sottolineato che le misure «rafforzano la pressione su Mosca» e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola ha parlato di «un segnale chiaro di unità politica».

Intervenendo per conto della presidenza di turno del Consiglio dei ministri Ue, Makis Keravnos, ministro delle Finanze di Cipro, ha assicurato che «l’erogazione partirà il prima possibile», ribadendo il carattere urgente del sostegno finanziario all’Ucraina. Nel dettaglio, lo stanziamento dei leader europei sosterrà il Paese fino al 2027, con l’obiettivo di coprire urgenze di bilancio e il rafforzamento della capacità produttiva nel settore della difesa. L’accesso ai fondi resterà legato al rispetto di condizioni precise, a partire dallo Stato di diritto e dal contrasto alla corruzione, confermano da Bruxelles.

Il via libera del Consiglio consente ora l’avvio operativo delle misure, con una prima erogazione attesa entro l’estate. «Stiamo procedendo a tutta velocità per finalizzare tutti i documenti necessari per il primo esborso nel secondo trimestre», scrive sui social il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. La ripartizione del prestito prevede circa 30 miliardi destinati al sostegno macroeconomico, attraverso gli strumenti Ue già attivi, per coprire le necessità più immediate di Kiev. A questi si aggiungono 60 miliardi indirizzati allo sviluppo dell’industria della difesa e all’approvvigionamento di equipaggiamenti. La quota per il 2026 è definita intorno a 45 miliardi di euro: 8,35 miliardi tramite assistenza macrofinanziaria, altri 8,35 miliardi attraverso il Fondo per l’Ucraina e 28,3 miliardi destinati al comparto industriale della difesa.

Nelle parole di Kallas, l’Europa fornirà all’Ucraina «tutto il necessario per resistere». E questa linea, ha ribadito, dovrà proseguire «finché Putin non capirà che questa guerra non porta da nessuna parte». Il pacchetto di sanzioni approvato tra l’altro – che attiva per la prima volta anche lo strumento anti-coercizione verso Paesi terzi che esportano nuovamente verso Mosca beni europei ad alto rischio militare, su tutti il Kirghizistan – impatta anche sul settore energetico russo e inserisce ulteriori 46 imbarcazioni nella “black list” della cosiddetta flotta fantasma, cioè quelle navi battenti bandiere di Paesi terzi attraverso cui la Russia prosegue il business degli idrocarburi aggirando le sanzioni comunitarie. Sul fronte finanziario, le misure colpiscono istituti bancari russi e alcuni intermediari in Paesi terzi, prendendo di mira i servizi di criptovalute e canali di pagamento alternativi che consentono di aggirare le sanzioni. Sul piano commerciale, nuovi divieti all’export su beni di largo uso e materiali sensibili per l’industria militare, mentre aumentano i limiti all’importazione di metalli, prodotti chimici e minerali, nonché ad alcuni operatori di beni “dual use” per via del loro potenziale impiego a scopo militare.

24 aprile 2026

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