Lunedì 27 Aprile 2026 09:04
Ostia verso un’estate in crisi: chiuso oltre il 25% degli stabilimenti, romani in fuga
Roma – Un’estate a rischio per il litorale romano. A Ostia oltre il 25% degli...
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Roma – Un’estate a rischio per il litorale romano. A Ostia oltre il 25% degli stabilimenti balneari risulta chiuso o in bilico, tra sequestri, concessioni non rinnovate e contenziosi ancora aperti. Una situazione che sta già spingendo molti romani a scegliere altre mete per il mare.
Il clima di incertezza sulle concessioni pesa sull’avvio della stagione: circa quindici strutture inutilizzabili e una ventina ancora in attesa di autorizzazioni. A pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’estate, cittadini e turisti non sanno se e come potranno accedere ai servizi balneari.
A farne le spese è anche l’occupazione. Il settore turistico locale rischia un contraccolpo significativo, con centinaia di lavoratori in attesa di risposte. «Sono due anni che la situazione è ferma», denuncia Assoturismo, sottolineando come la mancanza di certezze stia spingendo i bagnanti verso località alternative.
Tra le destinazioni più scelte ci sono Fregene e Fiumicino, ma anche il litorale pontino, da Sabaudia a Gaeta, e le zone a nord di Roma come Santa Marinella e Tarquinia, dove si registra già il tutto esaurito per l’estate.
Sul lungomare di Ostia, intanto, si moltiplicano i segnali di degrado: stabilimenti abbandonati, strutture inagibili e spazi occupati da senza fissa dimora. Una situazione che compromette non solo l’offerta turistica ma anche il ruolo sociale dei lidi, tradizionali luoghi di aggregazione.
«Si è smantellato un modello senza averne uno alternativo», denunciano da Confesercenti, parlando di una terza stagione consecutiva segnata da incertezza e declino.
Dal Campidoglio si difende la linea della legalità: problemi accumulati in decenni che richiedono interventi strutturali. L’obiettivo è arrivare a un sistema più stabile attraverso nuovi bandi, investimenti e il Piano di utilizzo degli arenili.
Nel frattempo, sono attese a breve sei nuove concessioni, che potrebbero rappresentare un primo segnale di ripartenza. Ma per molti operatori, senza interventi rapidi, il rischio è quello di un’estate davvero svuotata per il mare di Roma.
