Lunedì 27 Aprile 2026 09:04
Montecelio, riecco i ‘rintocchi’ sulla Torre di San Giovanni Evangelista e un pezzo di memoria collettiva torna a respirare
Ha il ritmo di una piazza che si ferma un attimo ad ascoltare.”Questo orologio ci ricorda che il tempo scorre, ma in qualche modo si è anche fermato nei valori della vita e della nostra Italia”, ha detto il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo, presente ieri mattina, domenica 26 aprile, con tanto di fascia […]
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Ha il ritmo di una piazza che si ferma un attimo ad ascoltare.”Questo orologio ci ricorda che il tempo scorre, ma in qualche modo si è anche fermato nei valori della vita e della nostra Italia”, ha detto il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo, presente ieri mattina, domenica 26 aprile, con tanto di fascia simbolo del suo mandato istituzionale. Una frase che dice tutto.
Perché sì, non sono solo lancette che ripartono sulla Torre della chiesa San Giovanni Evangelista, che a Montecelio domina l’omonima piazza. È un pezzo di memoria collettiva che torna a respirare. E dietro ci sono nomi, facce, volontà: le ACLI, il Comune di Guidonia Montecelio, il dirigente Aldo Cerroni, il sindaco e avvocato Mauro Lombardo, la consigliera Anna Mari. Persone che hanno detto: “questa cosa conta”, perché fa parte delle piccole grandi cose che tengono insieme una comunità. E il simbolo è proprio un orologio; “se fermo segna solo le ore perse. Segna l’abitudine che ci fa smettere di guardare. Rimetterlo in moto è stato come dire noi ci siamo ancora”. Proprio questo intendeva Lombardo con quel messaggio, il tempo che riparte e tiene saldi i valori. È una lezione semplice, di quelle che non finiscono sui manifesti ma restano nei paesi. “Quante volte davvero passiamo davanti a qualcosa senza vederlo più, finché un rintocco non ci costringe a rialzare lo sguardo.
Anna Mari, consigliera comunale presente anche lei ieri mattina a Montecelio per la festa, ha scritto sui suoi social. “Il tempo passa… le buone azioni restano. Oggi (ieri ndg) non è stata solo un’inaugurazione, ma un vero tuffo nel passato. Vedere l’orologio di Montecelio tornare a scandire i minuti mi ha riportata a quando, da piccola, correvo in piazza con mia nonna Anna. Erano i tempi dei giochi semplici, delle chiacchiere ai Frati e di quei rintocchi che, con precisione, ci dicevano che era ora di tornare a casa. Dopo tanto tempo, quel “sogno nel cassetto” di noi montecellesi è finalmente realtà. Il tempo ricomincia a scorrere nel borgo più bello del comune, ricordandoci che, nonostante tutto, ciò che facciamo di buono rimane nel tempo. Un grazie immenso a chi ha reso possibile questo miracolo: Marco Stazi, Fabio Pirro, la Fincres e tutti coloro che hanno contribuito con il cuore. Grazie per averci restituito un pezzo della nostra storia”, ha concluso Mari.
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