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Martedì 28 Aprile 2026 09:04

Benedetta da Leone la prima pietra del “Centro Cuore” dell’Università Cattolica



In un nuovo edificio tutte le attività del dipartimento di Scienze cardiovascolari del Gemelli. «Una sfida impegnativa, che vi auguro di affrontare con entusiasmo, collaborazione e preghiera»

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Ricevendo in udienza ieri, 27 aprile, una rappresentanza di Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Toniolo, Fondazione Policlinico Gemelli Irccs e Fondazione Roma, Papa Leone XIV ha benedetto la prima pietra del “Centro Cuore”, che sarà realizzato entro 3 anni e sarà intitolato a Papa Francesco. Un progetto innovativo per la cura delle malattie cardiovascolari, il cui cantiere è partito lo scorso settembre. A presentarlo al pontefice, la rettrice Elena Beccalli, il presidente della Fondazione Gemelli Daniele Franco e il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica.

«È una sfida impegnativa, che vi auguro di affrontare con entusiasmo, collaborazione e preghiera», l’augurio di Leone, che si è soffermato sul significato della parola “cuore”, appartenente al nome stesso dell’ateneo, rimarcando che «quanto più il Gemelli cresce, tanto più dev’essere curata la formazione umana e cristiana di chi vi opera». Ricordando quindi la “Dilexit nos” di Bergoglio, ha sottolineato che il suo messaggio centrale «è teologico e spirituale, incentrato sul mistero d’amore del Cuore di Cristo, fonte principale di ispirazione e di sostegno per la nostra vita e il nostro lavoro. Come una fiamma perenne, questo amore ha suscitato nella Chiesa innumerevoli testimoni di carità, anche di carità educativa e sociale», tra cui padre Gemelli, la beata Armida Barelli e gli altri fondatori della Cattolica.

Il nuovo centro vuole trasformare la cura delle malattie cardiovascolari non solo grazie a tecnologie di ultima generazione e strutture all’avanguardia ma soprattutto attraverso «un modello organizzativo completamente nuovo, centrato sul paziente – spiegano dalla Cattolica -. L’obiettivo è superare il sistema tradizionale, che spesso frammenta i percorsi di cura, per offrire invece un’esperienza integrata, personalizzata ed efficace». Il progetto tecnico, ideato dallo Studio Binini, è stato commissionato da Fondazione Gemelli e Fondazione Roma – che ha contribuito alla realizzazione del progetto – in collaborazione con l’Istituto Toniolo, all’interno del campus di Roma.

La benedizione della prima pietra da parte di Leone «rafforza il valore di questo progetto emblematico che, nel solco della missione dell’Università Cattolica, richiama nel suo nome il legame profondo con il Sacro Cuore di Gesù, è orientato a coniugare innovazione e centralità del paziente – dichiara la rettrice Beccalli -. Si tratta di una traduzione dell’idea di cura che contraddistingue l’ecosistema Gemelli: la sintesi tra clinica, ricerca e didattica con una visione della medicina al servizio della persona nella sua interezza e improntata alla solidarietà». Nelle parole di Beccalli, «offrirà al Paese un innovativo modello clinico-assistenziale basato su percorsi per le cure cardiovascolari, superando l’attuale frammentazione per prestazioni specialistiche».

Parla di «investimento strategico che unisce innovazione tecnologica, organizzativa e ambientale per migliorare la qualità delle cure cardiovascolari e ampliarne l’accesso» Daniele Franco, presidente della Fondazione Gemelli, definendolo un «passo decisivo verso un modello di sanità più efficiente, integrato e sostenibile, pienamente inserito nel Servizio sanitario nazionale». Il progetto, aggiunge, nasce «per rispondere ai bisogni complessi dei pazienti, valorizzando un approccio multidisciplinare già sperimentato con risultati concreti. Il Centro rafforzerà la risposta alla domanda di salute della popolazione e arricchirà l’offerta di strutture sanitarie di eccellenza della Regione Lazio in cui il Gemelli è pienamente integrato».

A ricordare l’impegno «storico» di Fondazione Roma al servizio della salute e del progresso sociale, il presidente Franco Parassi, secondo cui «la benedizione della prima pietra da parte di Papa Leone XIV conferisce a questo progetto un valore ancora più profondo: non solo un investimento nel futuro della medicina cardiovascolare, ma anche una testimonianza di responsabilità verso la collettività, nel solco dei valori di solidarietà, prossimità e bene comune che guidano da sempre la nostra azione».

In concreto, il Centro Cuore – Papa Francesco riunirà in un nuovo edificio tutte le attività del dipartimento di Scienze cardiovascolari del Policlinico Gemelli – diretto da Massimo Massetti, ordinario di Cardiochirurgia della Cattolica -, organizzate secondo il modello di cura che prende in carico i problemi di salute complessivi del paziente e non la singola richiesta di prestazione. «Un modello unico in Italia e in Europa, sperimentato dal dipartimento negli ultimi anni con risultati in fatto di diminuzione della mortalità e di contenimento della spesa, in continuità assistenziale con le strutture sanitarie del Gemelli e del territorio», rivendicano dal Gemelli.

Il polo sanitario dedicato al cuore verrà costruito da WeBuild nel campus romano della Cattolica, sulla collina prospiciente al Pronto soccorso del Gemelli. Con una superficie complessiva di 27mila m², sarà dotato di 100 posti letto per degenza ordinaria, 28 posti di terapia intensiva, 16 postazioni di day hospital, 9 sale operatorie, attrezzate con tecnologie avanzate per l’imaging cardiovascolare e la telemedicina. Attenzione massima sarà riservata anche al tema della sostenibilità ambientale: il complesso sarà dotato di un impianto fotovoltaico da 180 kW, un sistema di climatizzazione a basso impatto ambientale e ampie vetrate per lasciare spazio alla luce naturale e migliorare il comfort degli ambienti di cura.

28 aprile 2026

 

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