Martedì 28 Aprile 2026 11:04
Spesa militare mondiale da record nel 2025, con 2.887 miliardi di dollari


I dati del Sipri, rilanciati in Italia dalla Rete italiana Pace e Disarmo. Rispetto al 2024, l'aumento in termini reali è del 2,9%. Il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo è l'Europa, con un +14%. L'Italia, con il +20%, è tra i principali contributori
L'articolo
Spesa militare mondiale da record nel 2025, con 2.887 miliardi di dollari
proviene da RomaSette
.
#apertura #dal mondo #in italia #campagna globale sulle spese miltiari #rete italiana pace e disarmo #sipri #spesa militare mondiale
leggi la notizia su RomaSette


Con 2.887 miliardi di dollari, la spesa militare mondiale ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico, segnando un aumento del 2,9% in termini reali rispetto al 2024. Sono i dati contenuti nel rapporto Sipri (Stockholm international peace research institute), resi pubblici nei giorni scorsi e rilanciati in Italia dalla Rete italiana Pace e Disarmo.
Singolare il dato degli Stati Uniti – che da soli rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale con 954 miliardi di dollari -, che nel 2025 hanno registrato una riduzione del 7,5%. Il segno meno, però, è destinato a sparire, dato che il presidente Donald Trump ha già annunciato l’intenzione di portare il bilancio del Pentagono da poco meno di mille a 1.500 miliardi di dollari. Russia e Cina invece rafforzano in maniera cospicua la tendenza globale al riarmo. Basti pensare che Mosca ha portato il proprio bilancio militare a 190 miliardi di dollari (+5,9%), con un’economia nazionale sempre più orientata alla produzione bellica dopo tre anni di guerra di invasione su vasta scala in Ucraina, mentre Pechino ha raggiunto il totale di 336 miliardi di dollari (+7,4%), per il 31° anno consecutivo di crescita ininterrotta. La Cina rappresenta ormai il 12% della spesa militare mondiale ed è stabilmente al secondo posto nella classifica globale. Insieme Usa, Russia e Cina sono responsabili di quasi il 60% dell’intera spesa militare del pianeta.
Ma il continente che più contribuisce alla corsa al riarmo nel 2025 è l’Europa, con un aumento complessivo del 14% della spesa militare. I fondi per eserciti e
armamenti in Europa
centrale e occidentale crescono del 16%, trainati da aumenti massicci in molti Paesi. Tra questi la Germania – quarta nella lista con ben 114 miliardi di spesa – a +24%; la Polonia, che segna il +23%; la Spagna con il +50%, il maggiore incremento percentuale tra i primi 15 Paesi della classifica.Anche l’Italia non fa eccezione, con un aumento del 20%, è tra i principali contributori della spirale militarista europea, rientrando stabilmente nel gruppo dei primi 15 Paesi della classifica derivante dai dati Sipri. Una parte consistente di questo balzo però deriva da un’operazione contabile più che di un reale aumento delle spese per armamenti e forze armate: il ministero della Difesa infatti ha incluso nel conteggio comunicato sia alla Nato che al Sipri voci aggiuntive generiche e non verificabili, che hanno consentito di raggiungere formalmente la soglia del 2% del Pil senza un corrispondente aumento reale della spesa militare, che secondo le stime dell’
Osservatorio Mil€x
, resterebbe intorno all’1,5%. «Si tratta comunque di scelte politiche precise, che sottraggono risorse enormi a sanità, scuola, transizione ecologica e politiche sociali», osservano dalla Rete italiana Pace e Disarmo
.A raccontare il costo umano e finanziario dei conflitti in corso, i dati relativi a Ucraina – che nel 2025 ha speso 84,1 miliardi di dollari per la difesa armata – +20% rispetto al 2024 -, divenendo il settimo Paese al mondo nella classifica
Sipri
, e Israele, che allo stesso scopo ha destinato 8,3 miliardi di dollari, in lieve calo rispetto all’anno precedente (-4,9%) ma comunque su livelli elevatissimi rispetto ai parametri di spesa pro capite. I due Paesi al centro di alcuni dei principali conflitti armati oggi attivi sommano oltre 132 miliardi di dollari di spese militari in un solo anno. La somma della spesa dei 32 Paesi Nato ha raggiunto invece l’enorme cifra di 1.581 miliardi di dollari, corrispondente a quasi il 55% del totale mondiale, con i membri europei che contribuiscono per 559 miliardi (il 35% del livello complessivo dell’Alleanza).Il paradosso, evidenziano da Pace e Disarmo, è che «questa spirale di riarmo non sta producendo un mondo più sicuro. Nel 2026, mentre questi nuovi dati di spesa militare vengono pubblicati, assistiamo alla continuazione e all’allargamento di numerosi conflitti armati (dall’Ucraina al Medio Oriente, dall’Africa subsahariana ad altre aree di crisi) con numero di guerre e conflitti armati violenti attivi oggi ai massimi dalla fine della seconda guerra mondiale. Conflitti che a loro volta alimenteranno ulteriori aumenti di spesa militare negli anni a venire, in un ciclo vizioso che non ha nulla a che fare con la costruzione della pace».
Di qui la richiesta, come parte della Campagna globale sulle spese militari, di operare riduzioni sostanziali delle spese militari. «Diventa sempre più necessario un urgente disarmo globale: la riduzione degli arsenali nucleari e dei fondi loro destinati, l’arresto del commercio di armi e la cessazione delle forniture di armamenti alle nazioni coinvolte in conflitti, in situazioni di instabilità regionale, o a quelle che violano sistematicamente i diritti umani e il diritto internazionale». Ma non basta: «Dobbiamo lavorare per lo sviluppo di nuovi quadri di sicurezza internazionale fondati sulla sicurezza comune, il disarmo e la giustizia globale, con un impegno rinnovato per la diplomazia, il multilateralismo e la riforma delle Nazioni Unite, inclusa la convocazione di una Quarta Sessione speciale sul Disarmo all’Onu, come concordato all’unanimità nel Patto per il Futuro».
Secondo la Rete italiana Pace e disarmo, «la scelta tra spese militari e spese sociali non è immutabile né lontana dalla nostra vita quotidiana: si definisce nelle leggi di bilancio, quando la pressione della società civile obbliga i governi a destinare le risorse alla cooperazione e alla sicurezza umana, non a una militarizzazione che alimenta nuove insicurezze. Chiediamo al Parlamento e al governo italiano di aprire un dibattito pubblico trasparente su queste scelte, invertendo una rotta che ci allontana dalla pace», concludono.
28 aprile 2026
L'articolo
Spesa militare mondiale da record nel 2025, con 2.887 miliardi di dollari
proviene da RomaSette
.