Martedì 28 Aprile 2026 23:04
Migranti – I contribuenti pagano, i privati incassano
Sistema opaco ma soprattutto lucrosi affari sempre più in crescita. Una vera e propria industria benefattrice per pochi -
#il pungiglione
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L’accoglienza migranti in arrivo nel nostro paese è un’accoglienza che non si vede ma che si paga. Non è un sistema fuori controllo. È un sistema abbastanza funzionante. Solo che funziona e bene solo per gli appalti.
A Roma, come nel resto d’Italia, l’accoglienza rappresenta una vera e propria filiera economica. Lo Stato finanzia, le Prefetture bandiscono, i privati gestiscono. E i numeri lo dimostrano. Gare da milioni di euro, organizzazioni grandi ad introfularsi per poter operare, gestori sempre più strutturati.
Nel frattempo il primo livello, quello dell’emergenza, che dovrebbe rappresentare una fase iniziale veloce e marginale, finisce invece per ospitare la maggioranza delle persone. Il secondo livello di accoglienza migranti, il SAI-Sistema Accoglienza e Integrazione, resta il modello migliore… ma è divenuto ormai nei fatti puramente incidentale.
La Corte dei Conti segnala tali criticità da anni: emergenza nei controlli, nei contratti e inevitabilmente anche nella qualità dei servizi. Ma il sistema non cambia. Perché è costruito così. Un sistema emergenziale è più rapido da attivare, più flessibile da appaltare, ma più difficile da verificare. E quindi più stabile. Roma è il laboratorio perfetto: multinazionali accanto a cooperative, grandi centri accanto ad appartamenti, dati sparsi, responsabilità diffuse.
E mentre lo Stato arranca, il mercato prospera. Le società for profit raddoppiano: 14.800 nel 2024 (erano 7.000 nel 2022 – fonte ActionAid/Openpolis). Crescono anche i posti nella prima accoglienza: +80%. Più “filtro”, meno integrazione reale. E i centri diventano più grandi: il 36% oltre 50 posti. Altro che accoglienza diffusa: il modello vero è quello della concentrazione.
Ma a parte quanto in precedenza evidenziato, il vero nodo nell’ambito migratorio è nei dati. L’ultimo aggiornamento ufficiale è di fine 2024. Dati successivamente pubblicati nel 2026 tramite solo accesso civico. Ma in questa situazione emergenziale sull’organizzazione dei migranti giunti nel nostro paese chi conta davvero? Il Ministero dell’Interno. Chi la gestisce? Prefetture, Comuni, cooperative, privati. Chi controlla? Anche ONG e piattaforme indipendenti.
Risultato: dati informativi frammentati, tempi lunghi, e fotografia come sempre in ritardo rispetto alla realtà. Nel frattempo il dibattito corre più veloce dei numeri. Tra chi grida all’invasione e chi la nega del tutto.
La verità è più scomoda: numeri contenuti, sistema inefficiente, e un’emergenza che fa comodo a molti. Perché se diventa strutturale, l’emergenza non si risolve. Si gestisce. E soprattutto… si finanzia. (Pier Francesco Corso)
