Mercoledì 29 Aprile 2026 09:04
Misericordia e sinodalità: le chiavi di lettura del magistero di Francesco


Alla Gregoriana il convegno su "L'eredità spirituale" del primo Papa gesuita della storia. Il concetto della tenerezza come «forza rivoluzionaria» e il ricordo della visita all'ateneo, il 5 novembre 2024
L'articolo
Misericordia e sinodalità: le chiavi di lettura del magistero di Francesco
proviene da RomaSette
.
#cultura e società #papa #alpo penttinen #emilce cuda #giovanni la bella #l'eredità spirituale di papa francesco #mark lewis #miguel yanez #pontificia università gregoriana #vetrina
leggi la notizia su RomaSette


È stato il primo Papa gesuita della storia e la spiritualità di sant’Ignazio di Loyola ha segnato profondamente tutto il suo pontificato. Da questo assunto, ieri pomeriggio, 28 aprile, a un anno dalla morte di Bergoglio, la facoltà di Teologia (Dipartimento di Teologia morale e Teologia spirituale) della Pontificia Università Gregoriana e il Centro di spiritualità ignaziana hanno organizzato un convegno su “L’eredità spirituale di Papa Francesco” per approfondire i temi fondamentali del suo magistero. Ad aprire i lavori, a cui ha preso parte come uditore nell’Aula magna dell’Ateneo a due passi da piazza Venezia anche il cardinale vicario Baldo Reina, il rettore padre Mark A. Lewis, che nel suo saluto ha ricordato la visita di Francesco alla Gregoriana «il 5 novembre del 2024, quando ha condiviso qui con noi le sue speranze».
Ha posto l’accento sul tema della tenerezza, «filo rosso del pontificato di Francesco», che offre «spunti per una teologia morale e una spiritualità della misericordia incarnata», padre Miguel Yanez, direttore del dipartimento di Teologia morale e argentino di Mendoza, il cui rapporto con Bergoglio risale a quando quest’ultimo era superiore provinciale dei Gesuiti nel Paese sudamericano. «La tenerezza compare fin dal primo Angelus di Francesco del 17 marzo 2013 e già qui si leggono diversi elementi del suo magistero – ha detto -. Il Papa usa un tipo di comunicazione profonda, che entra in empatia con l’altro, abbattendo pregiudizi e usando uno stile narrativo che suscita un’emozione nell’interlocutore, come per la meditazione secondo gli Esercizi ignaziani». Ancora, Yanez ha notato che anche nell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” «per 11 volte il Papa torna sulla tenerezza come forza rivoluzionaria» laddove «implica il lasciarsi amare da Dio con la sua tenerezza e il suo cuore misericordioso» per cui, secondo l’esperto, si può affermare che «la teologia della misericordia di Dio è l’asse del pontificato di Bergoglio», fin dal motto dello stemma pontificio “Miserando atque eligendo”.
Ad offrire spunti per «una teologia morale cordiale, tenera, misericordiosa e compassionevole», sono ancora le parole di Yanez, sono pure la Bolla “Misericordiae vultus” del 2015, con cui Francesco stabilì l’indizione del Giubileo straordinario della misericordia, e la lettera apostolica “Misericordia et misera” del 2016, da cui si evince che per Bergoglio «la misericordia costituisce la stessa essenza della Chiesa», ha detto ancora il gesuita. Ha riflettuto invece sulla «categoria del “cambiamento d’epoca”», intuizione di Bergoglio con cui il Papa intendeva indicare «una trasformazione radicale che era in atto già dal Concilio Vaticano II», Alpo Penttinen, teologo dell’Università di Helsinki. La convinzione dell’esperto è che «l’approccio spirituale di Francesco a questo cambiamento» abbia riguardato la questione di «come essere una Chiesa globale, attenta soprattutto al Sud globale»; ecco dunque «il tema della sinodalità come processo non istituzionale ma come un esercizio spirituale», sono ancora le parole di Penttinen, e la volontà di «pensare la secolarizzazione fino alle sue radici» per comprendere come «la religiosità può aiutare ad aprirci alla pluralità della realtà». Per Francesco, ha spiegato il docente finlandese, «secolarizzazione significa entrare nel tempo, nel qui e ora», per cui la sua eredità spirituale consisterebbe nell’«opzione fondamentale di andare sempre avanti nella speranza, verso il futuro», ricordando che «sono in particolare le nuove generazioni che mostrano la via».
Nella seconda parte dei lavori, dopo un ascolto musicale contemplativo ignaziano a opera del maestro Roberto Musso, gli interventi di Emilce Cuda, della Pontificia Commissione per l’America Latina, e di Giovanni La Bella, storico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, specializzato in Storia contemporanea. La prima ha riflettuto su «l’influenza ignaziana e gesuitica» nella «modalità di predicare il Vangelo» di Papa Francesco, spiegando che per Bergoglio si trattava di «toccare la carne del popolo, lì dove risiede la Verità», a dire che «il teologo si deve incarnare nella cultura di un popolo e abitarla e sperimentarla e da lì cominciare ad ascoltare cosa mi dice Dio oggi, nella realtà odierna». La teologia di Papa Francesco, allora, secondo l’esperta argentina guarda al «primo articolo del Regolamento della Curia romana» che afferma che «la predicazione non si fa con la riflessione ma dando testimonianza, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo».
Da parte sua, La Bella ha sottolineato che «il pontificato di Francesco ha indicato un’altra strada, interrogandosi sulle grandi contraddizioni del mondo» e sostenendo che «solo il perdono rimargina le ferite della storia». In particolare, nel «documento programmatico che è “Evangelii gaudium”», Francesco «affronta le sfide del mondo attuale, suggerendo un inedito percorso: quello di una Chiesa che si mette in movimento», laddove «essere “in uscita” non è un metodo quanto essere concretamente vicini al dolore del mondo», perché, di fatto, Francesco «ha chiesto di spendersi nel contribuire ad arrivare a tutti», ha concluso l’esperto.
29 aprile 2026
L'articolo
Misericordia e sinodalità: le chiavi di lettura del magistero di Francesco
proviene da RomaSette
.