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Mercoledì 29 Aprile 2026 12:04

Migranti: «Il sistema di accoglienza italiano riproduce un’emergenza interna costante»



La denuncia di ActionAid nel rapporto "La Frontiera, ovunque. Centri d'Italia 2026". Nessuna "invasione": a fine 2024, accolte 134.549 persone, pari allo 0,23% della popolazione residente

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Ricostruisce quanto accade nei Cas-Centri di accoglienza straordinaria, centri governativi e Sai-Centri degli enti locali il report “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, di ActionAid in collaborazione con Openpolis. «Il sistema di accoglienza italiano – denunciano – riproduce un’emergenza interna costante, voluta dalle scelte pubbliche, in assenza di arrivi da “invasione”». Lo dimostrano i numeri: gli accolti a fine 2024, 134.549 persone, sono lo 0,23% della popolazione residente. «Grandi centri e sovraffollamento, crescita dei gestori profit, servizi per l’integrazione ridotti, aumento elevato della prima accoglienza, diminuzione dei controlli delle prefetture e mancata protezione dei minori soli. Queste le conseguenze di uno stato “eccezionale” trasformato in regola, che penalizza i più vulnerabili».

Nell’analisi di Fabrizio Coresi, esperto migrazioni di ActionAid, «i decreti del governo Meloni in quattro anni hanno trasformato l’accoglienza delle persone straniere in un mero dispositivo di filtro e contenimento. L’applicazione del Patto europeo su Asilo e migrazione è già iniziata – afferma -, e i dati lo mostrano. Tra il 2021 e il 2024 la capienza della prima accoglienza sale da 3.460 a 6.357 posti (+83,7%), e gli hotspot passano da 3 a 11 strutture. L’opacità è parte dell’approccio del governo, che rende meno visibili le conseguenze delle scelte amministrative sulla vita delle persone».

Per quanto riguarda i numeri, nel 2024 i Cas ospitano 96.738 persone, pari al 71,9% del totale. Il Sai si ferma al 24,7% e la prima accoglienza al 3,4%. Il sovraffollamento impatta quasi esclusivamente sui Cas adulti. Su 6.024 strutture prefettizie attive nel 2024, 973 risultano oltre la capienza stabilita, 520 sono oltre il 120% e 13 hanno presenze pari al doppio della capienza. Parallelamente crescono i gestori for profit: : il numero dei posti passa da 7.089 a 14.813 tra 2022 e 2024 (+109%). Insieme all’assenza di competenze e alla penetrazione nel mercato di soggetti con scopo di lucro, il rafforzamento dei centri medi e grandi (il 36,0% della capacità di accoglienza è concentrata in centri sopra i 50 posti) e il maggior peso dei grandi gestori (i primi dieci controllano il 19,1% dei posti totali) mostrano che si tende a premiare la riduzione di costi dovuta a grandi volumi e scarsi servizi. Croce rossa italiana, con le sue articolazioni territoriali, gestisce 5.743 posti e Medihospes 5.233. Quest’ultimo soggetto cresce del 40,1% tra 2022 e 2024 e gestisce il 44,45% dell’accoglienza nella città metropolitana di Roma (il 54,61% per il solo Comune).

Secondo i dati ottenuti da ActionAid dal ministero dell’Interno, nel 2024 si sono svolti 1.564 controlli (con sanzioni per i gestori pari a circa 677mila euro). Ci sono poli iper-monitorati come Napoli (100% delle strutture), Potenza (93,2%) e Caserta (il 95,6%) e grandi zone cieche come le prefetture di Roma, Frosinone e Ravenna. Nel 2024 quattro centri su cinque non vengono controllati. ActionAid ha per la prima volta monitorato gli effetti del Decreto-legge 133/2023 che introduce la possibilità eccezionale – in casi di comprovata emergenza – di introdurre minori sopra i 16 anni nei Centri per adulti. Su 29 prefetture che registrano il fenomeno a fine novembre 2025 sono almeno 823 i ragazzi registrati dal 2023. Una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi adatti alla minore età. Ma in realtà ci sono sempre posti liberi nei circuiti dedicati ai minori dello stesso comune, provincia o regione. Ad allarmare ancora di più è l’uscita dal sistema dell’accoglienza dei minori: abbandoni, allontanamenti e revoche (almeno 407) sono il segno tangibile del fallimento della tutela dei più fragili.

29 aprile 2026

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