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Giovedì 30 Aprile 2026 10:04

Legge elettorale, una questione di democrazia e di partecipazione

Sono cominciate le audizioni in Commissione Affari Costituzionali relative ala riforma elettorale del centro destra

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Sono cominciate le audizioni in Commissione Affari Costituzionali relative ala riforma elettorale del centro destra ““Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, riforma che “cambia le carte in tavola” a un anno dalle prossime elezioni.
Carteinregola ha aperto una sezione dedicata
e seguirà l’iter della proposta di legge offrendo il suo contributo, come già sul Referendum sulla riforma della magistratura e sull’ Autonomia differenziata, con interviste, dossier e pubblicazioni.

Uno dei pilastri fondamentali della democrazia, la rappresentanza politica delle cittadine e dei cittadini, è da tempo sotto attacco, e le conseguenze si possono constatare nella progressiva diminuzione dell’affluenza elettorale [1]. La grandissima partecipazione popolare al referendum sulla riforma della magistratura e la vittoria del NO alla modifica della Costituzione [2], dimostrano però che nel nostro Paese è ancora vivo e diffuso un sentimento profondamente democratico e che le persone sono pronte a mobilitarsi direttamente per difendere i valori fondativi della Repubblica. Ma dimostrano anche che si è progressivamente appannato il rapporto con la politica, sia per il progressivo ridimensionamento del ruolo del Parlamento, ridotto a passacarte dei decreti legge governativi, sia soprattutto per l’impossibilità per chi vota di scegliere la propria rappresentanza, con nomine calate dai vertici  sulla base di logiche di corrente e di fedeltà ai leader. A questo si aggiungono i premi elettorali che in nome della “governabilità” costruiscono maggioranze che spesso non corrispondono alle scelte del corpo elettorale.

La riforma elettorale proposta dal centro destra è un’ulteriore degenerazione di un sistema che cambia le regole del gioco secondo le convenienze dei partiti di maggioranza. Calcoli misurati su contingenze di breve periodo che esautorano ulteriormente l’elettorato, per raggiungere prevalenze governative con poteri sempre più privi dei necessari contrappesi. Fallito il tentativo di sottomettere il potere giudiziario con la riforma della magistratura [3], archiviato – momentaneamente? – il cosiddetto “premierato”[4], il governo Meloni continua a portare avanti “sotto traccia” l’autonomia regionale differenziata[5] – il vero attentato all’unità della Repubblica e all’uguaglianza dei diritti dei cittadini – e ora si occupa del sistema elettorale, con l’evidente obiettivo di garantirsi la sopravvivenza al potere alle prossime consultazioni e oltre.

L’iter dell’
Atto Camera: 2822
, è stato definito dal costituzionalista Massimo Villone [6]“la scorciatoia verso un premierato di fatto, che darebbe alla maggioranza l’opzione di non rischiare un secondo referendum costituzionale” e “rimodula il Rosatellum [7] sulle convenienze della destra, puntando a un esito nelle urne simile al 2022″. Sempre Villone: “Nel 2022 un sistema integralmente proporzionale avrebbe dato ai vincenti circa 175 deputati. Con la correzione maggioritaria ottennero altri 60 seggi, e altrettanti ne furono tolti ai perdenti… Analogo effetto al Senato. Una enormità, dovuta nella specie ai collegi uninominali e alla scelta delle opposizioni di andare al voto in ordine sparso. Peggio sarebbe domani se un esito analogo venisse non dalla competizione nei collegi, ma dalla sola operazione aritmetica di regalare 70 seggi a chi vince, scippandone altrettanti a chi perde. È la prospettiva dell’AC 2822″

Va ricordato che per il cambiamento del sistema elettorale è sufficiente una legge ordinaria, che la maggioranza politica può approvare da sola, anche a pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale, quando, tra l’altro, non ci sarebbero tempi sufficienti per una espressione della Consulta su eventuali profili di incostituzionalità [7]

E sono molti gli aspetti di assai dubbia legittimità costituzionale della legge sintetizzati dal costituzionalista Mauro Volpi [8], a partire da “...un premio di maggioranza, ribattezzato “di governabilità”, che può attribuire fino al 57,5% dei seggi e anche di più alla prima coalizione al di sopra del 40% dei voti (in rappresentanza di un numero esiguo di elettori); l’attribuzione di un premio nazionale anche al Senato; …le liste bloccate che tolgono agli elettori ogni possibilità di scelta degli eletti, non compensata dall’esistenza di collegi uninominali che sono aboliti…l’obbligo per ogni coalizione di indicare la persona che proporrà come Presidente del Consiglio dei ministri, quindi non di un semplice “capo” politico come avveniva con il Porcellum, ma del candidato alla guida del Governo, previsione che incide sulla forma di governo parlamentare, modificando il procedimento di formazione del Governo con la limitazione delle prerogative in materia del Presidente della Repubblica…”

Ancora Villone: “La crisi delle democrazie cosiddette liberali dimostra che la manipolazione mirata del sistema elettorale e il controllo degli organi di garanzia sono tipici passi verso l’autocrazia“.

Noi ci auguriamo che le forze politiche che hanno a cuore la democrazia si mobilitino per restituire alle elettrici e agli elettori il diritto di scegliere la propria rappresentanza e per valorizzare la grande mobilitazione democratica che si è mostrata in occasione del referendum. Oggi più che mai è il momento di un dibattito su valori e programmi per il futuro del nostro Paese.

(AMBM)

vedi
Legge elettorale 2026- cronologia e materiali

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

30 aprile 2026

NOTE

[1] VEDI
Pagella politica 20 febbraio 2023 Tutto sul crollo dell’affluenza elettorale in quattro grafici

[2] vedi
Riforma della magistratura
Cronologia e materiali

[3] vedi
Premierato- il testo in discussione al Senato 4 giugno 2024

[4] Vedi  
Autonomia regionale differenziata- Cronologia e materiali

[6] Massimo Villone PARLAMENTO IN PERICOLO PER LA LEGGE ELETTORALE
da Il Fatto Quotidiano 7 aprile 2026

[7] L’attuale sistema elettorale Il Rosatellum (Legge 165/2017) è oggetto di dibattito sulla sua costituzionalità, pur essendo attualmente la legge elettorale vigente in Italia. Prevede che un terzo del Parlamento sia eletto con sistema maggioritario e due terzi con sistema proporzionale, con sbarramento al 3 per cento su base nazionale. Le liste possono coalizzarsi tra loro: quella che ottiene tra l’1 e il 3 per cento, nella parte proporzionale non elegge parlamentari, ma i suoi voti si sommano comunque alle altre liste della coalizione che hanno superato il 3 per cento. Sotto l’1 per cento, invece, i voti sono persi. L’obiettivo è disincentivare le cosiddette liste civetta. Un’importante caratteristica è che, sebbene preveda una quota maggioritaria, viene fornita una sola scheda per la Camera e una sola per il Senato e non è possibile operare voto disgiunto tra parte maggioritaria e parte proporzionale: in altri termini, è nullo il voto per un candidato uninominale e una lista se tra loro non sono collegati.
LEGGE 3 novembre 2017, n. 165 “Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali (17G00175)
(GU Serie Generale n 264 del 11-11-2017. V
edi anche openpolis Come funziona la legge elettorale nota come rosatellum 2 maggio 2023

[8] Fa presente il costituzionalista Enrico Grosso* che “il Codice di Venezia** … ritiene non conforme a un’aspettativa di democrazia una modifica elettorale che intervenga entro un anno precedente alle elezioni, giacché in tal caso si ingenererebbe il sospetto di una volontà di manipolazione legata alle convenienze congiunturali. Da questo punto di vista, il codice auspica che non siano oggetto di modifica tre tipi di regole: le modalità dell’elezione, la composizione delle commissioni elettorali e la ripartizione delle circoscrizioni”. (*) Le ragioni per contrastare un’ennesima riforma (incostituzionale) della legge elettorale
Enrico Grosso
Intervento al Webinar 
Una nuova legge elettorale?
 promosso da Costituzione e democrazia su
Giustizia insieme

** Vedi COMMISSIONE EUROPEA PER LA DEMOCRAZIA ATTRAVERSO IL DIRITTO
(COMMISSIONE DI VENEZIA) CODICE DI BUONA CONDOTTA IN MATERIA ELETTORALE*
LINEE GUIDA E RAPPORTO ESPLICATIVO adottato dalla Commissione di Venezia
nel corso della 52ª sessione (Venezia, 18-19 ottobre 2002)
scarica il Codice

[9] Le anomalie del Melonellum di
Mauro Volpi
Intervento al Webinar 
Una nuova legge elettorale?
 promosso da Costituzione e democrazia 21 aprile 2026 su
Giustizia insieme


 



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