Servizi > Feed-O-Matic > 719370 🔗

Giovedì 30 Aprile 2026 20:04

Migranti – Un’emergenza che a molti conviene non far finire

Non è fuori controllo: è organizzata - Il modello si regge sugli appalti - Oltre un miliardo l’anno la spesa per chi paga le tasse -

#il pungiglione
leggi la notizia su RomaDailyNews



Numeri stabili, costi miliardari, sistema permanente. L’accoglienza migranti in Italia non è fuori controllo: è organizzata. 135mila persone accolte nel 2024, lo 0,23% della popolazione italiana. Ma il modello resta emergenziale e si regge sugli appalti. Oltre un miliardo l’anno la spesa per un sistema che non cambia.

In Italia, al 31 dicembre 2024 (Fonte: ActionAid/Openpolis), le persone migranti accolte nel sistema Italia sono state 135.549, lo 0,23% della popolazione italiana. Non è un’ondata. Non è un’invasione. Eppure è ancora un’emergenza.

Ma l’accoglienza costa. Circa 20–30 euro al giorno per persona (Fonte: Ministero dell’Interno). Sintetizzando: oltre 1,2 miliardi di euro l’anno fino ad arrivare a 1,5–1,7 miliardi di euro complessivi con stime più ampie.

Nel Lazio, il costo dell’accoglienza, con stima basata su dati nazionali e distribuzione territoriale, ma non come dato ufficiale diretto, elemento conoscitivo come sempre sconosciuto, pur trattandosi di soldi spesi a carico della nostra comunità, può essere stimato tra 100 e 150 milioni di euro l’anno

Ma attenzione, non sono soldi “ai migranti”. Sono soldi al sistema: strutture, personale, servizi, gestione. Un apparato pubblico, ma organizzato unicamente tramite appalti. Ed è proprio qui che il sistema mostra la sua contraddizione principale.

L’accoglienza ha due livelli. Il primo, quello più diffuso, è fatto di Centri di Accoglienza Straordinari dai quali deriva l’acronimo CAS. Il secondo, più strutturato, è il SAI, Sistema di Accoglienza e Integrazione, gestito dai Comuni. Ed è quello più funzionale perché non serve solo ad ospitare i migranti, ma soprattutto serve a farli uscire dall’accoglienza trovando loro alloggio, lavoro, corsi di lingua italiana, assistenza legale e sanitaria, in sintesi offrendo loro percorsi per uscire dal Centro e diventare autonomi.

Ma come rilevato dall’attenta inchiesta di Openpolis, oltre il 70% dei migranti accolti viene ospitato esclusivamente nei CAS. In altre parole, il sistema nato per le emergenze è ormai divenuto il modo abituale di gestire l’accoglienza.

Per sincerarsene verificandone la veridicità, basta osservare il modello Roma. La Capitale, rappresenta il caso più evidente. Un’accoglienza migranti, secondo quanto segnalato da Openpolis nella sua ricerca relativa al solo anno disponibile rappresentato dal 2024, che indica tra le 10.000 e le 15.000 persone accolte, con un costo globale indicativo sui 130 milioni di euro l’anno.

Il meccanismo è semplice: lo Stato finanzia, le Prefetture assegnano, i gestori organizzano. Tutto regolare. Tutto previsto. Le criticità, tuttavia, su tale apparato di accoglienza sono ben note e non vengono nascoste. Sono addirittura nei documenti ufficiali pubblici: controlli complessi, servizi non uniformi, dati degli arrivi e delle accoglienze pubblicati in ritardo, necessità divenute imprescindibili di monitoraggi sempre più tempestivi ed efficaci, anche per contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, già evidenziate in pochissimi casi dalla DIA.

E la segnalazione avviene ad opera della Corte dei Conti. Ma attenzione, quella della Corte non è una denuncia ma solamente una chiara e dettagliata constatazione pubblica rivolta a politici e ad istituzioni per poter affinare con maggior oculatezza per funzionalità e risparmio il sistema accoglienza.

A questo punto, la domanda da porsi è unica. Se un sistema emergenziale diventa permanente, è ancora emergenza? Pur non essendolo più, però l’Italia continua egualmente a spendere la non indifferente cifra di oltre un miliardo di euro l’anno per gestire un fenomeno che ormai le è ben noto e conosce bene. Non perché non possa affrontarlo diversamente. Ma perché, così com’è, il sistema regge. Funziona abbastanza da non crollare. E marcia talmente lentamente da non cambiare mai per davvero. Allora l’emergenza resta lì. Non come problema. Come metodo. (Pier Francesco Corso)

più letti
Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI