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Venerdì 1 Maggio 2026 10:05

Riforma Roma Capitale, primo sì della Camera alla controversa riforma costituzionale

(e i cittadini non sono stati coinvolti) E’ stato approvato ieri 29 aprile in prima

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E’ stato approvato ieri 29 aprile in prima lettura alla Camera il Disegno di Legge Costituzionale Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale [1] presentato dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Ministro per le Riforme Istituzionali Alberti Casellati di concerto con il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Calderoli; 159 i voti favorevoli, 33 i contrari e 55 gli astenuti. Il Partito Democratico si è astenuto, come Italia Viva, mentre Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno dato voto contrario; favorevoli i partiti di maggioranza e Azione.

Sono stati ignorati i numerosi appelli lanciati da anni da Carteinregola, l’ultimo insieme a decine di associazioni e di autorevoli esponenti della società civile [2], affinché le cittadine e i cittadini, in particolare romani, fossero informati di quanto si stava apparecchiando con una riforma costituzionale che prevede di conferire poteri legislativi al Comune di Roma su 11 materie [3], con la definitiva archiviazione di una governance estesa all’area vasta della città metropolitana e ed escludendo di fatto quei romani espulsi fuori dai confini comunali per l’alto costo delle abitazioni, che continuano però a vivere e lavorare nella Capitale.

L’astensione del PD ha colto la maggioranza governativa di sorpresa, visto che la riforma era stata portata avanti da Governo e Regione Lazio di centrodestra insieme al Sindaco di Roma Gualtieri, del PD. La premier Meloni ha diffuso comunicati nei quali esprime  “amarezza e stupore” annunciando che “il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini”. In realtà il Sindaco, da sempre favorevole alla riforma costituzionale, anche nella versione precedente presentata dal senatore PD Morassut (a nostro avviso persino peggiore rispetto a quella governativa ora approvata dalla Camera), ha sempre ritenuto prioritario procedere tempestivamente all’approvazione di una legge ordinaria che permettesse di ottenere maggiori competenze amministrative e soprattutto più fondi, senza dover attendere i tempi più lunghi di una riforma costituzionale. E su questa linea  si pone ufficialmente l’astensione del PD, che lo stesso Morassut definisce [4] “Un voto di astensione costruttiva che potrà anche trasformarsi in un voto positivo“, motivato “dall’assenza, al momento, della legge ordinaria necessaria per rendere operativi i nuovi poteri: Il ddl prevede una parallela e contestuale approvazione di una legge ordinaria, entro la quarta lettura parlamentare”, ma questa legge “al momento non è all’attenzione del Parlamento”.

Noi però  riteniamo che la situazione non sia così semplice, vista anche la ferma contrarietà alla riforma costituzionale delle altre forze politiche di centro sinistra, AVS e M5S, e sicuramente anche di una parte del PD che, soprattutto dopo l’incredibile e inaspettata  vittoria popolare del NO alla riforma  costituzionale della magistratura, si chiede se sia il caso di proporre un’altra legge per modificare la Costituzione. Una legge che la stragrande maggioranza della cittadinanza non conosce, e che sotto la retorica degli slogan “restituire alla Capitale d’Italia il ruolo che le spetta”  e “dare alla Capitale i poteri che hanno  le altre capitali europee” nasconde il passaggio all’Assemblea capitolina di poteri legislativi di livello regionale su materie fondamentali come urbanistica, trasporto pubblico locale, commercio, turismo, edilizia residenziale pubblica e altre[3].

Le nostre fondate ragioni di contrarietà le abbiamo espresse in più occasioni, compresa un’audizione alla Commissioni Affari Istituzionali [5], ma al di là del merito, continuiamo a trovare inaccettabile il metodo, la mancata informazione alle cittadine e ai cittadini e l’assenza di un qualsiasi dibattito pubblico, con la cittadinanza e con le altre istituzioni interessate, i Municipi e i Comuni dell’area metropolitana.

L’ennesimo capitolo di un  sistema che  cala dall’alto le scelte di  un asse Governo- Regione Lazio del Presidente Rocca – Comune del Sindaco Gualtieri, come già per i poteri speciali per il Giubileo della Chiesa Cattolica attribuiti al Sindaco Commissario. Un’operazione che riteniamo poco democratica sotto vari aspetti e che per questo speriamo non veda allinearsi su questo disegno di legge il Partito Democratico.

Ed è preoccupante il rientro dalla finestra, con un Ordine del giorno approvato dalla Camera, di una richiesta della Lega che sembrava essere stata definitivamente scartata, quella dell’estensione dei poteri attribuiti alla Capitale ad altre città come Milano e Napoli conferendo “ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative”.

Sembra il mondo alla rovescia, che proprio un governo della destra, da sempre  paladina di   un’Italia unita e indivisibile, sia il promotore del dissolvimento dell’unità nazionale, dall’autonomia regionale differenziata a questa riforma . 

(AMBM)

vedi
Roma Capitale,  Roma Città Metropolitana, Decentramento Municipi cronologia e materiali

(AMBM)

30 aprile 2026

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

vedi anche

Roma Today 29 aprile 2026
Poteri speciali per Roma, via libera alla Camera senza i voti del Partito democratico Il testo, in prima lettura, è stato votato favorevolmente dal centrodestra e da Azione. Avs e M5s contrari, Pd e Iv astenuti.

RomaToday
30 aprile 2026
Riforma dei poteri, Meloni contro il Pd fa imbarazzare Gualtieri. Cosa succede all’asse per Roma La premier attacca il partito di Schlein e definisce un quadro a tinte fosche per il futuro della riforma costituzionale. Dal Nazareno chiariscono: “Non c’è ancora legge ordinaria, servono risorse”

NOTE

[1]
scarica il DDl dal sito della Camera  V
ai alla pagina sul sito del Senato con iter e atti di Atto Camera n. 2564

[2] L’ultimo del 20 gennaio 2026:
L’Appello: Poteri di Roma Capitale, l’altra riforma costituzionale che avanza senza nessun coinvolgimento dei cittadini

[3]Un disegno di legge che  conferisce all’Assemblea capitolina  i poteri legislativi su alcune materie attualmente concorrenti Stato/Regione che diventerebbero  concorrenti Stato/Roma Capitale (governo del territorio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali) e su alcune delle cosiddette “materie residuali”, allo stato attuale di esclusiva competenza legislativa della Regione, che diventerebbero  di esclusiva competenza di Roma Capitale (trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; commercio; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma Capitale).  Prerogative che verrebbero esercitate all’interno del solo perimetro comunale.

4] vedi tra gli altri
L’Espresso
Roma Capitale, la riforma si arena già al primo voto: Meloni attacca il Pd per la sua “astensione costruttiva“

[5] vedi 30 ottobre 2025 sono auditi dalla Commissione la Presidente di Carteinregola Anna Maria Bianchi e il vice Presidente Giancarlo Storto, e il Sindaco Roberto Gualtieri. 
Vai alla registrazione delle audizioni del 30 ottobre 2025

5 marzo 2025 Carteinregola invia alla Commissione Le osservazioni sulle Proposte di modifica costituzionale in materia di ordinamento e poteri di Roma capitale
, vai alle osservazioni


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