Servizi > Feed-O-Matic > 719713 🔗

Domenica 3 Maggio 2026 20:05

Poteri Roma Capitale – il testo approvato alla Camera con la modifica voluta dalla Lega che apre ad analoghe competenze per altre città

(con estratti degli interventi in Aula degli esponenti dei principali partiti) Pubblichiamo il testo del

#in evidenza #uncategorized #giachetti #grippo
leggi la notizia su Carteinregola





Camera di deputati dal sito della Camera
(con estratti degli interventi in Aula degli esponenti dei principali partiti)

Pubblichiamo il testo del Disegno di legge costituzionale che conferisce poteri legislativi a Roma Capitale su 11 materie, approvato in prima lettura alla Camera il 29 aprile 2026, trasmesso al Senato peer la prosecuzione dell’iter. All’articolo 1, rispetto alla versione approvata dalla Commissione Affari Costituzionali è stato aggiunta, con un emendamento di Governo fortemente voluto dalla Lega, la possibilità di conferire con legge dello Stato “ulteriori e specifiche funzioni amministrative” che si volevano riservare alla sola Capitale d’Italia “ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane“, “sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza“.


Il testo approvato il 29 aprile dalla camera dei deputati DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale (trasmesso al Senato atto N. 888) presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (MELONI) e dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa (ALBERTI CASELLATI) di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie (CALDEROLI) (v. stampato Camera n. 2564) approvato, in sede di prima deliberazione, dalla Camera dei deputati il 29 aprile 2026 Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 30 aprile 2026. (in calce i link ai resoconti stenografici degli interventi nella discussione)

vedi
Roma Capitale,  Roma Città Metropolitana, Decentramento Municipi cronologia e materiali

(in grassetto il testo aggiunto con un emendamento della Lega)

Art. 1.

(Modifica dell’articolo 114 della Costituzione)

1. L’articolo 114 della Costituzione è sostituito dal seguente:

« Art. 114. – La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, da Roma Capitale, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane, Roma Capitale e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica.

Esercita la potestà legislativa nelle seguenti materie: trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa di Roma Capitale.

La legge dello Stato, approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, sentiti il Consiglio della Regione Lazio e l’Assemblea elettiva di Roma Capitale, disciplina l’ordinamento di Roma Capitale e prevede forme di decentramento amministrativo determinandone i princìpi. Attribuisce a Roma Capitale condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria nel rispetto dell’articolo 119.

Roma Capitale attua il decentramento amministrativo sulla base della legge dello Stato.

La legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza

Art. 2.

(Disposizioni transitorie e finali)

1. Roma Capitale esercita le funzioni legislative di cui all’articolo 114, terzo comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, a decorrere dalle prime elezioni dell’Assemblea di Roma Capitale successive alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

2. Le leggi della Regione Lazio continuano ad applicarsi fino all’esercizio della potestà legislativa nelle singole materie da parte di Roma Capitale.

3. Fino alla data di entrata in vigore della legge dello Stato prevista dall’articolo 114, quarto comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sull’ordinamento di Roma Capitale.

4. La potestà legislativa attribuita a Roma Capitale dall’articolo 114, terzo comma, della Costituzione, come sostituito dalla presente legge costituzionale, è esercitata, nelle materie di competenza concorrente ai sensi

dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel rispetto dei princìpi fondamentali determinati dalla legislazione dello Stato. Nelle altre materie di competenza residuale, la potestà legislativa di Roma Capitale è esercitata ai sensi dell’articolo 117,quarto comma, della Costituzione.

5. Nel caso di attribuzione alla Regione Lazio di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo

116, terzo comma, della Costituzione, l’intesa tra lo Stato e la Regione, sentita Roma Capitale, individua i modi e le forme di co-ordinamento tra la Regione Lazio e Roma Capitale ai fini dell’esercizio delle rispettive funzioni.

6. Si applicano a Roma Capitale gli articoli 114, sesto comma, 118, 119, 120, 127 e 134 della Costituzione.

Vedi anche
Riforma Roma Capitale, primo sì della Camera alla controversa riforma costituzionale (e i cittadini non sono stati coinvolti). 1 maggio 2026

Seduta Camera n. 633 del 24 marzo 2026
Discussione, pag. 
6
27
Discussione sulle linee generali – A.C. 2564-A e abbinate, pag. 
7
Seduta n. 633 del 24 marzo 2026Discussione, pag.
6
27
Discussione sulle linee generali – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
7
BARELLI Paolo
(FI-PPE), Relatore per la commissione pag.
7
GENTILE Andrea
(FI-PPE) pag.
10
PERISSA Marco
(FDI), Relatore per la commissione pag.
7
SILVESTRI Francesco
(M5S) pag.
8
TRANCASSINI Paolo
(FDI) pag.
16
ZARATTI Filiberto
(AVS) pag.
13
Repliche – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
18
ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta
pag.
18
TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: PAOLO BARELLI (A.C. 2564-A E ABBINATE), pag.
27
BARELLI Paolo
(FI-PPE), Relatore per la commissione pag.
27

Seduta n. 651 del 29 aprile 2026
Seguito della discussione congiunta e rinvio, Resoconto stenografico dell’Assemblea pag.
31

  • Esame degli articoli – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
    31
    ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta
    pag.
    32
    PERISSA Marco
    (FDI), Relatore per la commissione pag.
    31
  • Articolo 1 – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
    32
    GRIMALDI Marco
    (AVS) pag.
    34
    MARATTIN Luigi
    (MISTO) pag.
    32
  • Articolo 2 – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
    36
    GRIPPO Valentina
    (AZ-PER-RE) pag.
    37
  • Esame degli ordini del giorno – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
    38
    ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta
    pagg.
    38
    ,
    39
    ,
    41
    ,
    42
    MARATTIN Luigi
    (MISTO) pag.
    40
  • Dichiarazioni di voto finale – A.C. 2564-A e abbinate, pag.
    67
    • COLUCCI Alessandro
      (NM(N-C-U-I)M-CP) pag.
      69
    • COLUCCI Alfonso
      (M5S) pag.
      75
    • GENTILE Andrea
      (FI-PPE) pag.
      77
    • GIACHETTI Roberto
      (IV-C-RE) pag.
      67
    • GRIPPO Valentina
      (AZ-PER-RE) pag.
      73
    • MATONE Simonetta
      (LEGA) pag.
      79
    • MORASSUT Roberto
      (PD-IDP) pag.
      81
    • PERISSA Marco
      (FDI) pag.
      83
    • ZANELLA Luana
      (AVS) pag.
      71
HANNO DETTO… (per leggere gli interventi integrali cliccare sulla pagina linkata)

(…) Quali sono i poteri amministrativi che oggi non ha il sindaco di Roma? È pieno. È commissario di tutto. Li esercita. Ma il problema è rimasto. Un corto circuito, quindi, dal quale non si è mai usciti e che ha portato infatti non ad una legge, ma ad una progressiva attribuzione – come dicevo poc’anzi – di numerose funzioni autonome, commissariali, su tantissimi aspetti amministrativi ai vari sindaci succedutisi nel tempo, funzioni che però non hanno risolto il problema di una vera e piena ristrutturazione e riforma dell’ordinamento di Roma. Da qui è nata l’esigenza di salire di scala e iniziare a prevedere un nuovo ritocco della Costituzione, che assegnasse alla capitale anche alcuni poteri legislativi in alcuni campi. (…) E qui voglio anticipare già alcune delle motivazioni che ci portano, tra breve, ad astenerci dal voto. La prima è per l’appunto che il Governo ha tentato, già dal momento in cui fu approvato un testo base in Commissione, di appropriarsi dell’intera paternità della riforma, facendone uno strumento di propaganda. E questo è profondamente sbagliato sia per un sereno proseguimento del confronto, sia per lo stile di una riforma costituzionale che ha e deve avere – e l’esito del referendum sulla giustizia lo ha ribadito – ampi caratteri condivisi per essere riconosciuta da tutti gli italiani.
(…)

La seconda è che il testo di questo DDL, che andiamo adesso a votare, non è stato redatto dal Governo in solitaria passione, ma è stato scritto con il Campidoglio, con il sindaco di Roma – altrimenti non sarebbe passato nemmeno in Commissione per quanto ci riguarda – in un lavoro interistituzionale di reciproca collaborazione e confronto. È un testo che prevede l’attribuzione a Roma di facoltà legislative in 11 materie e che, nella relazione, prevede la parallela e contestuale approvazione, prima della quarta lettura delle due Aule, di una legge ordinaria che definisca poteri e risorse attraverso le quali quelle nuove funzioni possono davvero essere esercitate e non risultare una mera e semmai controproducente cornice. Questo lavoro di redazione della legge ordinaria parallela è in uno stato avanzato. Va dato atto che la conditio sine qua non posta dal Campidoglio è stata accolta dal Governo e che sul piano tecnico e giuridico il lavoro è maturo. Purtuttavia, la legge non è ancora all’attenzione del Parlamento e questa è la terza motivazione che ci induce oggi ad un voto di astensione costruttiva che potrà trasformarsi – vedremo – in un voto favorevole quando i due procedimenti si appaieranno come rondini in volo (…) C’è anche tutto questo nella prospettiva di una capitale d’Italia e della più grande capitale europea in termini di estensione territoriale, di accumulo di capitale naturale, di beni culturali e storico-archeologici e di soft power, che assume un profilo istituzionale e costituzionale più forte e che organizzerà il suo decentramento, rinnovato, secondo le scelte sovrane dell’assemblea capitolina al termine di questo percorso legislativo. Percorso che oggi ci vede in una posizione di astensione costruttiva, nell’attesa che tutte le condizioni poste dal Campidoglio, che riteniamo irrinunciabili, vengano soddisfatte pienamente ”
Roberto
M
ORASSUT
(PD) pag.
81

(…)La Lega ha sostenuto l’iter in Commissione in nome proprio del principio dell’autonomia dei territori e ha chiesto, però, che i poteri speciali siano estesi agli altri capoluoghi metropolitani. Questo è un emendamento del Governo che ha suscitato tante polemiche, ma nel quale noi crediamo fermamente. Perché ci crediamo? Perché non fa altro che valorizzare il ruolo istituzionale dei comuni capoluogo delle città metropolitane, prevedendo che la legge dello Stato possa attribuire ad essi ulteriori e specifiche funzioni amministrative. L’emendamento, di fatto, attribuisce concreta attuazione all’articolo 118 della Costituzione proprio in ragione delle esigenze speciali che sono connesse alla complessità demografica, economica e funzionale di questi territori e di ciascun territorio (…)
SIMONETTA MATONE
 (LEGA)

“Non si è riusciti a fare le autonomie differenziate com’era nei desideri del Ministro Calderoli e della maggioranza, ci si prova in una forma un po’ meno articolata, usando i poteri di Roma, ma sono tanti i punti che non condividiamo. Il punto principale è che normalmente la regione, lo Stato fa le leggi e il comune le pianifica e le attua. In questo caso, il comune fa tutte e due: si fa le leggi e se le attua da solo. Io qui vedo dei pericoli importanti, vedo dei pericoli molto seri, ad esempio nel campo dell’urbanistica. Voi pensate: ma come, abbiamo tanto contestato la questione Milano, che è stata contestata trasversalmente, sia dal centrodestra che dal centrosinistra, abbiamo visto quello che ha potuto rappresentare avere pochi controlli, soprattutto nel campo urbanistico, dove girano tante pressioni, tanti miliardi, e poi diamo a una città un potere costituzionale di fare delle varianti urbanistiche, di legiferare da sola e di applicarsi da sola le leggi che si fa da solo il comune.

Io vedo un azzardo importante, cioè, se vogliamo far diventare Roma Dubai, benissimo, stiamo andando alla grande, ma non è questa la nostra intenzione, anche perché tramite legge ordinaria noi possiamo lavorare, e tantissimo, sul piano della rigenerazione urbana, che è quello di cui veramente necessita la nostra città. Lo stesso si può fare sul piano dell’ambiente e dei rifiuti. Anche qui, abbiamo una legge che regola il conflitto di interessi o che regola il lobbismo, quindi il rapporto tra decisore pubblico e portatore di interessi?Vogliamo aumentare, quindi, con questa legge costituzionale, ancora di più le pressioni che un comune con la sua struttura può ricevere rispetto a quelli che sono interessi che, come ho detto prima, sono miliardari? Quindi vedete bene che questa accelerazione di riforma costituzionale non fa bene a Roma, non fa bene alla capitale, perché si pensa che dare più poteri voglia dire migliorare le cose. (…) Molti strumenti non sono mai stati attuati; c’è un tema gigantesco di decentramento amministrativo, che io vorrei vedere applicato, perché è un tema molto serio di gestione dei poteri amministrativi all’interno dei municipi e della città. Poi c’è un altro tema: con questa legge costituzionale noi avremmo una città, quindi il comune di Roma, che può legiferare fino al raccordo anulare, e nella città metropolitana, invece, si delibera. Come? Non considerando che, ormai, tanti anni di città metropolitana hanno fatto sì che tanti servizi tra Roma e provincia ormai siano connessi, c’è una connessione gigantesca. E quindi che facciamo? Prevediamo due modelli completamente diversi dove fino al raccordo si legifera e dopo no?” (…)
SILVESTRI Francesco
(M5S) pag.
8


(…) Ci sono cose troppo poco chiare in questa proposta di legge. Intanto, non tiene conto di un piccolo elemento che vorrei sottoporre alla sua attenzione, ma certamente lei ne sarà già ampiamente informata. C’è un problema. Lei, signora Ministra, sa che negli ultimi anni 800.000 cittadini romani hanno lasciato la città per trasferirsi nella cosiddetta corona di Roma. Cittadini che sono stati fondamentalmente espulsi dalla città per gli alti costi degli immobili, per gli alti costi degli affitti e che ovviamente si sono riversati verso la cosiddetta corona di Roma, perché in queste cittadine periferiche i costi immobiliari sono ancora oggi il 57 per cento in meno rispetto alla città. Ma queste 800.000 persone si sentono ancora cittadini di Roma. Lavorano a Roma, vengono a Roma a fare le spese, vengono a Roma per andare al cinema, per andare a vedere la partita; vengono a Roma per passeggiare. Si sentono ancora pienamente cittadini. E così, prima sono espulsi dalla città, che non ha saputo garantire loro il diritto di stare nel luogo dove sono nati e dove sono cresciuti, e poi vengono definitivamente cacciati da questa città che assume poteri legislativi limitatamente alla zona all’interno del raccordo anulare. Io credo sia una scelta sbagliata anche perché credo sia ormai nella coscienza generale il fatto che ci sono le grandi questioni, le grandi opere che ovviamente caratterizzano le grandi aree metropolitane e che devono essere governate con efficienza. Ma tutte le grandi opere e le grandi questioni, che non riguardano la città di Roma, sono fuori dal raccordo anulare. Non interessa a Roma Capitale il modo in cui si gestiscono i principali nodi esterni all’area comunale, come gli aeroporti, il porto di Civitavecchia, la bretella Fiano-Valmontone – che ormai si trasforma in un potente asse della logistica -, il fatto che il polo di Amazon sia a Passo Corese e che il centro alimentare sia a Guidonia? Tanto per citarne alcuni, ma ce ne sarebbero molti altri. È del tutto evidente che queste questioni attengono alla gestione della grande area metropolitana di Roma. Invece voi che fate? Fate una proposta di legge che riguarda unicamente il comune di Roma, creando, peraltro, dal punto di vista istituzionale, un obbrobrio, perché avremo l’area metropolitana di Roma, il cui sindaco metropolitano è il sindaco della città di Roma; dentro la città di Roma ci sarà la nuova legislazione, messa in campo dall’assemblea capitolina, e nel resto dell’area metropolitana di Roma ci sarà invece la legislazione che continuerà a produrre il consiglio regionale, con il sindaco metropolitano che è il sindaco di Roma. Ma può funzionare una cosa come questa? Ditemi voi se può funzionare una cosa come questa. Ma neanche gli apprendisti stregoni… lasciatemelo dire.” Così come i cittadini romani eleggeranno l’assemblea capitolina, che avrà poteri legislativi sulle materie dell’articolo 117 e, contemporaneamente, eleggeranno anche i consiglieri regionali, che avranno competenza sulle stesse materie nel resto del Lazio. Ma vi sembra normale che il voto di un cittadino di Roma valga doppio?(…) Questa riforma non funziona. Non è nell’interesse di Roma, perché nell’interesse di Roma c’è una legge ordinaria immediata che trasferisce competenze e risorse. Non è nell’interesse generale, perché crea un obbrobrio. Voi non ci dite che fine faranno i comuni della corona di Roma. Voi non ci dite che fine faranno i municipi di Roma. Voi non ci dite che fine farà la regione Lazio. Vogliamo fare una discussione che riguarda il riassetto delle istituzioni della nostra regione? (…)
Filiberto
ZARATTI
(AVS) pag.
13


(…) “Un altro aspetto, Presidente, che non viene sottolineato abbastanza è che noi con questa riforma, oltre a dare più poteri a Roma – il collega Silvestri si preoccupava dell’urbanistica, forse non sa quanto è lenta l’urbanistica al comune di Roma, quante istanze di condono dal 1987 sono ferme proprio per questa farraginosità della normativa -, in questo modo, a Roma diamo anche la possibilità di essere più veloce, con meno burocrazia, su temi importanti come il trasporto locale, la valorizzazione dei beni culturali, il commercio, l’artigianato, cioè una vera e propria rivoluzione per la nostra città.

Insomma, diciamo che è una riforma voluta da tutti, una riforma che mi auguro ci vedrà tutti dalla stessa parte, anche se cominciamo a registrare le prime non dico defezioni, però ho letto nei lavori della Commissione che il collega Morassut si lamentava che mancano le risorse: sino ad oggi, le risorse per Roma avvenute come colpi di tosse. Beh, se dobbiamo guardare all’ultimo periodo e dobbiamo stare sul tema della tosse, parliamo di un’asma cronica, perché questo Governo ha dato a Roma i 2,2 miliardi della Metro C, l’estinzione del debito commissariale, una serie di DPCM che hanno incrementato i soldi per il Giubileo: insomma, tra fondi diretti e garanzie pluriennali, stiamo parlando di circa 14 miliardi. Non sono, onorevole Morassut, dei colpi di tosse, in realtà sono dei colpi di amnesia degni del celebre smemorato di Collegno, visto che il collega Morassut si occupa normalmente di Roma.” (…)
TRANCASSINI Paolo
(FDI) pag.
16

(…) pensiamo soltanto a quello che è stato fatto in questa consiliatura; adesso lasciamo perdere che il sindaco è il sindaco Gualtieri, che è un bravissimo sindaco, ma se il sindaco non avesse… onorevole Trancassini, lei si pentirà di aver fatto quel gesto. Il sindaco Gualtieri è un grandissimo sindaco, ma soprattutto è un sindaco che ha avuto l’opportunità di avere finanziamenti straordinari che, in parte, erano legati al PNRR e in parte erano legati al Giubileo e, soprattutto, di avere poteri straordinari come commissario straordinario per poter gestire e bypassare tutti gli intoppi che inevitabilmente ci siamo trovati di fronte. Ora però dicevo prima, signor Presidente e signora Ministra, che abbiamo un tema. Lo dico perché ho lavorato nell’amministrazione comunale, anche in passato, con sindaci che universalmente sono stati riconosciuti almeno come dei buoni sindaci – mi riferisco a Francesco Rutelli e a Walter Veltroni – e non c’è dubbio che c’è sempre, da parte dei sindaci, la tendenza ad acquisire, giustamente, più poteri, più competenze per Roma Capitale; però si fa sempre più fatica poi a devolvere competenze ai livelli inferiori e mi riferisco ai municipi.Ora, se parliamo di Roma come un territorio che, in termini di estensione e di densità, è come parecchie città italiane messe insieme, abbiamo alcuni municipi che sono, in termini di densità e di estensione, più grandi di parecchi comuni della nostra Italia. È del tutto evidente che, così com’è inadeguata la struttura organizzativa e anche i poteri – e arriveremo anche ai finanziamenti – per quanto riguarda Roma, è del tutto evidente che, se si fa questo passo importante, è necessario che i municipi siano messi in condizione di avere una governance, una struttura, dei finanziamenti, del personale e un’organizzazione che consenta, avvenuta la devoluzione nei loro confronti di competenze, di gestire in modo adeguato il loro territorio. Questo perché altrimenti rischiamo che Roma prenda competenze, prenda poteri, prenda finanziamenti, mentre i municipi rimangono sostanzialmente, non voglio dire inutili, ma qualcosa del genere (…)
Roberto
GIACHETTI
(IV-C-RE) pag.
67

(…) oggi, Presidente, il punto è chiaro: siamo davanti a una scelta che non è di parte, è del Paese e il voto di Azione sarà favorevole, perché, sul merito, ritiene che il Paese abbia bisogno di questo passaggio. Lo diciamo con le parole con cui il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha accompagnato questo passaggio, sono parole sue: una riforma di Roma si fa solo se ognuno accetta che non serve all’amministrazione di turno, ma alla città, a chiunque andrà a governarla e al Paese intero, si fa solo rinunciando a convenienze e polarizzazioni. Se diventa la battaglia di una parte, non si arriva lontano. Ecco, noi accogliamo l’appello del sindaco di Roma e lo accogliamo da forza che sta all’opposizione, sia a Roma, sia al Governo nazionale. Appare paradossale, oggi, vedere che le forze che governano Roma si asterranno; aver sentito, invece, la Lega e le forze che oggi voteranno a favore dire: perché, da una parte, Milano, dall’altra parte, merci di scambio che si mettevano sul tavolo. E, allora, noi stiamo al merito. Trasformare la riforma della capitale d’Italia in un negoziato per ottenere altro non fa parte del nostro stile e, anzi, sul tema di Milano, che è un tema che ci sta particolarmente a cuore, vorrei rispondere con il rispetto che meritano una forza politica di Governo e soprattutto i cittadini di Milano. Milano è una grande città, una città straordinaria, un motore economico del Paese e, per Milano, noi abbiamo fatto proposte, continuiamo a farle, continuano a farle in consiglio comunale a Milano, continuiamo a farle in quest’Aula, merita una sua riflessione, una sua proposta, un suo percorso, ma non a scapito della riforma costituzionale della capitale, non come moneta di scambio, non in coda a una riforma che riguarda la capitale d’Italia e che ha caratteristiche istituzionali che nessun’altra città italiana ha né può avere” (…).
Valentina
GRIPPO
(Azione-PER-RE) pag.
73

“(…) Siamo, dunque, di fronte a una riforma che si muove lungo tre direttrici fondamentali. La prima è il riconoscimento sostanziale del ruolo di Roma come capitale della Repubblica: non basta scriverlo in Costituzione, ma bisogna renderlo effettivo nel nostro ordinamento. La seconda è il rafforzamento dell’autonomia, perché una città chiamata a svolgere funzioni tanto complesse non può essere privata degli strumenti necessari per esercitarle con efficacia, sempre nel rispetto dei valori costituzionali, in un quadro di leale collaborazione con lo Stato e la regione. Il terzo asset riguarda la semplificazione istituzionale amministrativa, perché una realtà complessa come Roma non può continuare ad essere appesantita da sovrapposizioni di competenze, conflitti di attribuzione e incertezze decisionali che, troppo spesso, si traducono in altrettante inefficienze funzionali. Riconoscimento, autonomia e semplificazione: questi sono i pilastri che regolano l’ossatura del provvedimento.(…)”
Andrea
GENTILE
(Forza -Italia PPE) pag.
77

3 maggio 2026

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com


più letti
Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI