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Domenica 3 Maggio 2026 23:05

Scandali, scivoloni e cadute, la politica inciampa sul privato

La storia politica italiana è costellata da scivoloni dove l’ideologia c’entra ben poco -

#il pungiglione
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Tra moralismi pubblici e passioni private, la politica italiana incespica spesso su dettagli molto poco istituzionali. C’è chi cade per un voto, chi per una frase fuori posto, e chi per un dettaglio assai meno parlamentare. La storia politica italiana è costellata da scivoloni dove l’ideologia c’entra ben poco.

Non parliamo di crisi economiche o leggi sbagliate, ma di notti lunghe, di compagnie allegre e privacy corta. Non è questione di schieramenti né di ideologie: quando entra in scena il privato, soprattutto in “rosa” , la politica vacilla. Negli anni abbiamo visto ministri dimettersi non per leggi sbagliate, ma per notti troppo allegre.

Il caso più celebre resta quello di un noto ed anche particolarmente simpatico ed accattivante ex presidente del Consiglio, per molti anni al governo del nostro paese, tra cene eleganti e spiegazioni ancora e significativamente più creative. Un’intera narrativa politica piegata a difendere ciò che non stava in piedi da solo.

Eppure non è stato il solo ad inciampare sul privato. Destra, sinistra e centro: tutti uniti non nei programmi, ma nelle debolezze umane. Un bipartisan del soft peccaminoso, potremmo dire.

Ma il problema di questi estroversi accadimenti non sta tanto nell’errore in sé, quanto nell’ostinazione nel negarlo con una ostinatezza che raggiunge inevitabilmente sempre il massimo ridicolo. Conferenze stampa surreali, versioni improbabili, e quel tono sempre di persona tanto offesa di chi è stato “frainteso”.

La gente, divenuta spettatrice attenta, nel frattempo, osserva e annota: non tanto lo scandalo, ma la pessima ed anomala gestione dello stesso. Perché l’Italia perdona quasi tutto, tranne la mancanza di stile nel cadere. Così carriere costruite in decenni si sgretolano in una manciata di titoli. Non per un’idea sbagliata, ma per una notte di troppo, non per un decreto mal scritto o errato, ma per un messaggio di troppo. E resta il dubbio quando questi avvenimenti poco apprezzabili si verificano: ne valeva per davvero la pena? Buttare via potere, credibilità e influenza per qualcosa che nemmeno un elettore distratto fatica a liquidare come “un affare privato”?

La risposta, forse, sta nella natura umana: fragile, contraddittoria e spesso prevedibile. Anche sotto i palazzi del potere, dopotutto, batte un cuore… e a volte decide male. Morale della favola: in politica serve visione, ma anche una certa disciplina personale.  Perché tra il governare un Paese e governarsi, spesso è la seconda impresa quella a fallire per prima. (Pier Francesco Corso)

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