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Lunedì 4 Maggio 2026 11:05

Trigoria, la svolta che arriva dopo anni di attese e carte bollate: via libera alle urbanizzazioni dimenticate

A Trigoria qualcosa finalmente si muove davvero. Non solo un progetto sulla carta, ma un...

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A Trigoria qualcosa finalmente si muove davvero. Non solo un progetto sulla carta, ma un passaggio amministrativo che potrebbe cambiare in modo concreto la vita quotidiana di centinaia di residenti. La giunta di Roma Capitale ha approvato il progetto di fattibilità per il piano di zona B54 Trigoria IV, in via Trandafilo, nel territorio del Municipio IX, sbloccando un intervento rimasto fermo per oltre un decennio.

Il caso di Trigoria non è isolato, ma emblematico. Intere aree nate all’interno dei piani di zona – strumenti pensati per garantire edilizia accessibile – si sono sviluppate senza che venissero completate le opere di urbanizzazione primaria. Tradotto: case costruite e vendute, ma senza fogne funzionanti, senza rete idrica adeguata, con strade incomplete e illuminazione insufficiente.

Una situazione che ha costretto per anni i residenti a convivere con soluzioni provvisorie, disservizi cronici e, in alcuni casi, veri e propri rischi igienico-sanitari. Non si tratta solo di disagio urbano, ma di diritti basilari mai pienamente garantiti.

Il piano approvato in Campidoglio prevede un intervento complessivo da circa 7 milioni di euro, interamente finanziato con fondi pubblici già stanziati nell’accordo quadro del 2024.

Gli interventi saranno articolati e strutturali:

  • realizzazione della rete fognaria e del sistema di drenaggio delle acque;
  • completamento della rete idrica potabile, oggi parziale o assente in alcune aree;
  • nuova viabilità principale con una rotatoria su via di Trigoria, nodo critico per traffico e sicurezza;
  • potenziamento dell’illuminazione pubblica, fondamentale anche sul piano della sicurezza urbana.
Non si tratta quindi di semplici manutenzioni, ma di un vero “impianto urbano” che finora non è mai stato completato.

Dietro questo progetto si nasconde però una vicenda molto più complessa, fatta di responsabilità mancate e contenziosi legali. Il piano di zona B54 è infatti finito al centro di una lunga battaglia giudiziaria, conclusa solo nel 2025 con una decisione del TAR del Lazio.

I giudici hanno stabilito un principio chiave: il Comune può pretendere il pagamento degli oneri urbanistici anche a distanza di anni, soprattutto quando le imprese non hanno realizzato le opere previste.

Il caso specifico riguarda la società Fin.tiba Costruzioni, che nel 2013 aveva ottenuto i permessi per edificare. Gli immobili sono stati costruiti e venduti, ma:

  • gli oneri concessori non sono stati versati;
  • le opere di urbanizzazione non sono mai state realizzate.
L’azienda ha tentato di evitare il pagamento sostenendo la prescrizione decennale, ma il tribunale ha respinto questa linea difensiva. Una sentenza destinata a fare scuola anche per altri piani di zona romani in condizioni simili.

Uno degli aspetti meno evidenziati, ma cruciali, è che l’intervento sarà finanziato interamente da risorse pubbliche. In pratica, è il Comune a intervenire per colmare un vuoto lasciato dai privati.

Parallelamente, però, l’amministrazione ha avviato azioni di recupero crediti nei confronti delle imprese inadempienti. L’obiettivo è recuperare almeno parte delle somme dovute e reinvestirle nelle opere.

Resta però un nodo politico e amministrativo: per anni il sistema dei piani di zona ha consentito che si costruisse senza completare i servizi, generando quartieri “a metà”.

Con l’approvazione del progetto scatta anche la dichiarazione di pubblica utilità. Questo passaggio consente di:

  • velocizzare le procedure burocratiche;
  • procedere con eventuali espropri;
  • ridurre i tempi per l’apertura dei cantieri.
Se il cronoprogramma verrà rispettato, i lavori potrebbero entrare nella fase operativa nei prossimi mesi, con un orizzonte di completamento fissato al 2026.

L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia rivendica l’operazione come una delle promesse mantenute sul fronte delle periferie. Ma al di là delle dichiarazioni, il caso Trigoria rappresenta un banco di prova più ampio.

Roma sta cercando di recuperare decenni di ritardi urbanistici, soprattutto nelle aree esterne al centro. Tuttavia, il tema resta strutturale: decine di piani di zona presentano criticità simili, tra opere mai completate, contenziosi e carenze croniche.

L’approvazione del progetto è un passo importante, ma non ancora risolutivo. La vera sfida sarà:

  • rispettare i tempi di realizzazione;
  • evitare nuovi blocchi amministrativi;
  • garantire trasparenza nell’uso dei fondi;
  • recuperare le risorse dai privati responsabili.
Per i residenti di Trigoria, però, il segnale è chiaro: dopo anni di attesa, qualcosa si sta finalmente muovendo. E questa volta, almeno sulla carta, non si tratta di promesse.

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