Lunedì 4 Maggio 2026 11:05
Castelli romani, “cieco” per lo Stato ma guida e chiede il porto d’armi: scoperta truffa da oltre 100mila euro
Un dettaglio sfuggito, quasi banale, ha fatto crollare un sistema costruito per anni. Nei Castelli...
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Un dettaglio sfuggito, quasi banale, ha fatto crollare un sistema costruito per anni. Nei Castelli Romani un uomo di 60 anni, ufficialmente “cieco assoluto”, è stato smascherato mentre conduceva una vita del tutto incompatibile con la grave disabilità dichiarata. Alla fine delle indagini, per lui è scattata la denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato e un sequestro di oltre 104mila euro.
A far emergere il caso non è stata una segnalazione anonima o un controllo di routine, ma una contraddizione difficile da ignorare. L’uomo aveva presentato richiesta per ottenere il pass disabili per la propria auto. Nulla di anomalo, se non fosse che pochi giorni dopo ha contattato la Polizia Locale per segnalare irregolarità nel traffico, raccontando episodi vissuti in prima persona… mentre era alla guida.
Un particolare incompatibile con la sua condizione ufficiale: per chi è non vedente, infatti, il contrassegno è destinato ai veicoli utilizzati da accompagnatori, non alla guida diretta.
Da lì sono scattati gli accertamenti coordinati dalla Guardia di Finanza con il supporto della Polizia Locale e sotto il coordinamento della Procura di Velletri.
I pedinamenti hanno restituito un quadro inequivocabile:
- l’uomo camminava senza bastone né assistenza;
- attraversava la strada in autonomia, valutando il traffico;
- guidava regolarmente la propria auto nel centro cittadino.
Non solo. Le verifiche documentali hanno fatto emergere altri elementi ancora più gravi:
- nel 2020 aveva rinnovato la patente di guida senza limitazioni;
- nel 2024 aveva presentato richiesta per il porto d’armi a uso sportivo.
Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe percepito dal 2018 a oggi pensione di invalidità e indennità di accompagnamento senza averne diritto. Il totale supera i 104mila euro, somma ora sequestrata su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri.
Il provvedimento mira alla confisca delle somme ritenute illecitamente ottenute, mentre per il sessantenne si profila un procedimento penale per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il caso riaccende i riflettori su un fenomeno che periodicamente emerge in tutta Italia: quello dei falsi invalidi. Episodi che, oltre al danno economico per le casse pubbliche, minano la credibilità di un sistema di welfare pensato per tutelare chi vive reali condizioni di fragilità.
Non è un caso che negli ultimi anni le forze dell’ordine abbiano intensificato i controlli su prestazioni assistenziali e pensioni di invalidità, spesso attraverso incroci di dati e attività sul territorio.
Paradossalmente, in questa vicenda è stato proprio il comportamento dell’uomo a tradirlo. Quella telefonata alla municipale, fatta con troppa sicurezza, si è trasformata nel primo indizio di un’inchiesta che ha portato alla luce anni di irregolarità.
Una storia che, ancora una volta, racconta come le falle del sistema possano essere sfruttate, ma anche come controlli mirati – e a volte un semplice dettaglio – possano ribaltare completamente la situazione.
