Lunedì 4 Maggio 2026 13:05
Festival letterario alla Sapienza


Si chiama “Giardini d’inchiostro” l’iniziativa promossa dall'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria nell'auditorium della cappella dell’ateneo. Prima ospite: Viola Ardone
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Nasce dal desiderio di condividere bellezza e profondità di contenuti il Festival di letteratura contemporanea “Giardini d’inchiostro”, al via domani, martedì 5 maggio, nell’auditorium della cappella universitaria della Sapienza, a piazzale Aldo Moro. Promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, il progetto culturale ha in calendario 4 appuntamenti (5, 12, 19, 26 maggio) con altrettanti autori «con i quali i ragazzi si metteranno in dialogo ponendo le loro domande», spiega don Gabriele Vecchione, vicedirettore dell’Ufficio del Vicariato e cappellano dell’ateneo.
Sono di Viola Ardone (Grande meraviglia), Rosella Postorino (Le assaggiatrici), Samuele Cornalba (Bagai) e Sandro Bonvissuto (Dentro) «i romanzi che un gruppo di 20 studenti hanno affrontato, selezionando poi delle pagine che saranno lette da giovani attori dell’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico”», dice Francesco d’Alfonso, addetto dell’Ufficio per la cultura del Vicariato, che con don Vecchione cura la direzione artistica dell’iniziativa. I giovani universitari sono quindi «protagonisti di questi dialoghi con alcune voci della letteratura contemporanea», aggiunge, e sottolinea anche «la qualità dei temi trattati nei libri che interesseranno il percorso ad ingresso gratuito» e la competenza degli attori coinvolti per la lettura dei testi: Eleonora Bernazza, Fabiola Leone, Gabriele Enrico, Leonardo Della Bianca.
«Non è vero che i giovani non leggono – riflette don Vecchione -: leggono quando le proposte sono cariche di bellezza». Allora questo Festival di letteratura contemporanea intende sollecitare e condividere buone e belle letture, «perché quando leggi un libro che ti colpisce pensi: “Questo i ragazzi devono leggerloQ», sono ancora le parole del sacerdote. Infine, Vecchione spiega che il titolo “Giardini d’inchiostro” è tratto «dal libro “Più viva che mai” dello scrittore francese Christian Bobin», il quale, «per tenere vivo il ricordo della moglie Ghislaine dopo la sua morte, realizza appunto un “giardino d’inchiostro”», laddove il libro non è lapide perché la moglie “abita” le pagine invece che la tomba.
4 maggio 2026
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