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Lunedì 4 Maggio 2026 17:05

Verso le amministrative di Colleferro, Avv. Gianluca Gabrielli (FI): “Fondamentale ridurre le tasse ed avere un nuovo ospedale”

L’avvocato Gianluca Gabrielli corre per un seggio in Consiglio Comunale nella lista di Forza Italia, a sostegno di Mario Cacciotti Sindaco. In questa intervista, il...

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L’avvocato Gianluca Gabrielli corre per un seggio in Consiglio Comunale nella lista di Forza Italia, a sostegno di Mario Cacciotti Sindaco. In questa intervista, il professionista racconta il suo legame con la città, la sua visione ambientale e le proposte concrete per sostenere famiglie e commercio nel delicato appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio.

Avvocato Gabrielli, partiamo dalla sua storia. Lei ha esercitato a Roma prima di scegliere Colleferro come base professionale. Cosa l’ha spinta a questa decisione?

«Sì, ho studiato e girato molto, iniziando la professione nella Capitale. Poi ho deciso di spostarmi a Colleferro, inizialmente attraverso una collaborazione con l’avvocato Albanese, poi con Isidoro Sperati. Da circa sette anni ho aperto il mio studio qui, dedicandomi principalmente al diritto penale e al diritto di famiglia. Ho sempre avuto una forte sensibilità sociale e politica, e Colleferro è diventata la mia casa, il luogo dove ho deciso di mettere radici».

La questione ambientale è uno dei temi forti della sua candidatura. Perché la ritiene così prioritaria per la Valle del Sacco?

«Ho particolarmente a cuore la questione della Selva e, in generale, i temi ambientali che troppo spesso vengono trascurati a Colleferro e in tutto il comprensorio. Sembra che ultimamente ci si sia dimenticati di curare l’aspetto ecologico e sociale del territorio. La mia forza motrice sono i figli: sono la parte più importante della nostra vita e spero sinceramente di lasciare loro un ambiente migliore di quello che ho trovato. La mia è stata una scelta “di pancia”, dettata da un coinvolgimento emotivo profondo per questa terra».

Un nuovo modello sanitario: l’ispirazione Pesaro

La proposta nasce da un’analisi lucida delle attuali criticità del presidio Leopoldo Parodi Delfino. “Oggi l’ospedale esistente appare congestionato in reparti come Medicina e altri servizi, mentre risulta carente in settori vitali come Ostetricia, Ginecologia e sale operatorie dotate di nuove tecnologie,” sottolinea il candidato. La nuova struttura non andrebbe a sostituire, ma a integrare e potenziare l’offerta sanitaria, alleggerendo i carichi di lavoro insostenibili e offrendo ai cittadini cure d’eccellenza in spazi progettati secondo i più moderni standard europei.

“Il mio desiderio è vedere realizzato, attraverso un lavoro sinergico di tutte le forze politiche, un nuovo ospedale che prenda a modello la moderna struttura di Pesaro,” spiega Gabrielli. Non si tratta solo di una necessità sanitaria, ma di una prova di maturità politica: “Sarebbe la dimostrazione che è possibile unire politica, sociologia, diritto ed economia attraverso un progetto di rigenerazione urbana che aumenti i livelli di welfare.”

L’impatto di un’opera simile supererebbe i confini della sanità. Gabrielli punta i riflettori sull’indotto economico: “La costruzione dell’ospedale darebbe un impulso sostanziale all’economia di Colleferro Scalo e dell’intera cittadina.” Un piano che, secondo l’avvocato, richiede però una precondizione fondamentale: “È un sogno che necessita di un’amministrazione forte, orientata al futuro e capace di una leale collaborazione per il bene comune.”

In un periodo di crisi energetica e inflazione, quali sono i passi che un’amministrazione comunale deve compiere per aiutare i cittadini?

«È fondamentale che la politica locale intervenga per ridurre il carico fiscale. La priorità deve essere una “sforbiciata” decisa alle imposte di competenza comunale: parlo della TARI, ma anche delle tariffe per i servizi scolastici, come il trasporto e le mense. Sono impegni finanziari che gravano direttamente sulle famiglie ed è lì che il Comune può e deve fare la differenza».

Sicurezza e politiche sociali: lei propone un approccio diverso dal solito. In che direzione bisogna muoversi?

«La sicurezza non si risolve solo con luci soffuse che non disturbano la notte o chiedendo continuamente ronde alle forze dell’ordine. È una problematica sociale. Non è tollerabile che i ragazzi, la sera, si sentano legittimati a fare qualunque cosa nei parcheggi della città. E poi c’è il tema dell’emergenza abitativa: ci sono persone che dormono sotto i ponti. Dobbiamo sollecitare con forza l’ATER per la costruzione di nuovi alloggi popolari. Si potrebbe recuperare spazio chiedendo cessioni di terreni ad enti come Secosvim; basterebbero piccoli interventi, palazzine da 10 o 15 alloggi, per dare un aiuto enorme a chi è in difficoltà».

Passiamo all’economia locale. Lei ha citato il modello della “Città Giardino” di Olivetti e la sfida dell’e-commerce. Come si conciliano questi due aspetti?

«Sogno che Colleferro torni ad essere una “città giardino” dove si vive bene, dove ci sono centri di aggregazione, ma dove il commercio sa evolversi. Le nostre partite IVA oggi sono schiacciate dalla concorrenza, spesso subiscono lo strapotere di realtà come Amazon che arrivano e sfruttano il territorio senza un vero dialogo con i piccoli commercianti. Il Comune dovrebbe sostenere un sistema integrato, un e-commerce locale che permetta al commerciante di vestiti di Colleferro di vendere in India o in America. La Regione ha incubatori d’impresa per le startup, ma manca il sostegno nella fase di mantenimento. Dobbiamo aiutare il nostro commercio a diventare globale restando locale».

Un altro settore cruciale per Colleferro è quello della sanità e quindi dell’ospedale: “

Infine, un intervento verde concreto: ha parlato di riforestazione e purificazione dei terreni. Di cosa si tratta? «Vorrei vedere la riforestazione di quei lembi di terra vicino alle ferrovie che sono scampati alla speculazione edilizia. E poi un intervento specifico sugli argini del fiume Sacco: piantumare bambù e canneti per migliorare la filtrazione e la purificazione naturale dei terreni. Sono piccoli interventi fattibili che cambierebbero il volto della nostra città».

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