Martedì 5 Maggio 2026 09:05
Nuovi italiani: l’indagine si allarga alle diocesi del Lazio


Conclusa la seconda fase del lavoro partito nel 2024 dalla Chiesa di Roma. I risultati nella ricerca condotto da Archivio Disarmo che sarà presentata l'8 maggio al Santissimo Redentore
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1.083 giovani residenti nel territorio del Lazio, di età compresa tra i 12 e i 19 anni: 730 rispondenti italiani e 353 nuovi italiani, che hanno risposto a un questionario anonimo. Sono i protagonisti della ricerca “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”, condotta dall’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo – Iriad e promossa dalla Conferenza episcopale laziale, che sarà presentata venerdì 8 maggio alle 19 nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, alle 19.
A illustrare il lavoro saranno Fabrizio Battistelli e Federica Farruggia, di Archivio Disarmo. Previsti anche gli interventi di Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio; Barbara Funari, assessore alle Politiche Sociali e alla Salute del Comune di Roma; del vescovo Stefano Sparapani, presidente della Commissione regionale per le migrazioni della Conferenza episcopale laziale. A tirare le conclusioni, il cardinale Reina.
La ricerca rappresenta la seconda fase di un lavoro partito già nel 2024, promosso dalla diocesi di Roma, nel quale ci si era concentrati sui giovani con background migratorio residenti nel territorio diocesano, con l’obiettivo di analizzare le loro opinioni, le esperienze di vita e i percorsi biografici, così da contribuire a interventi efficaci per favorire il processo di inclusione nella società ospitante. Questa prima fase aveva assunto «un carattere esplorativo e di tipo qualitativo, conoscitivo – sottolinea don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma -, mentre adesso si è privilegiato un approccio quantitativo e la ricerca si è allargata a tutto il territorio regionale».
Non più solo il Comune di Roma, quindi, ma tutto il Lazio, che è la seconda area italiana per presenza di cittadini stranieri dopo la Lombardia. «L’ampliamento territoriale – si legge nella ricerca – ha consentito di includere contesti socio-demografici più eterogenei e di superare una lettura esclusivamente metropolitana dei processi di integrazione: da un lato, una grande area urbana come Roma, caratterizzata da un’elevata complessità sociale, istituzionale e culturale; dall’altro, i Comuni di medie dimensioni corrispondenti ai quattro capoluoghi di provincia della regione – Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti – contraddistinti da assetti socio-economici, opportunità di integrazione e configurazioni dei servizi differenti».
5 maggio 2026
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