Martedì 5 Maggio 2026 11:05
Emergenza Fiume Sacco. Schiuma bianca, odore acre e moria di pesci: le analisi
Preoccupano le condizioni del Fiume Sacco: registrato un peggioramento della situazione ambientale tra Anagni e Sgurgola. Fiume Sacco. Schiuma bianca, […]
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Preoccupano le condizioni del Fiume Sacco: registrato un peggioramento della situazione ambientale tra Anagni e Sgurgola.
Tra il 7 e l’8 aprile 2026, è stato segnalato un grave episodio di inquinamento caratterizzato da schiuma bianca, odore acre e moria di pesci. Le successive analisi dell’Arpa, rese note nelle scorse ore, hanno fatto emergere un quadro allarmante, soprattutto per l’esigua presenza dell’ossigeno disciolto nell’acqua. Sul caso è intervenuta la Vicepresidente del gruppo MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Ilaria Fontana, che sarà
ospite a Colleferro il prossimo 11 maggio
.Riportiamo di seguito il suo post esplicativo pubblicato su Facebook.
“I dati parlano. A seguito dell’accesso agli atti sugli eventi sul Fiume Sacco del 7 e 8 aprile, sono arrivate le analisi ARPA. E quello che emerge è preoccupante.
L’ossigeno disciolto nell’acqua risulta basso in tutti i campionamenti. Ma il dato più grave è quello dell’8 aprile, nei pressi della paratia della centrale: 3,73 mg/L e una saturazione del 37,2%.
Chi conosce i fiumi sa che questi valori rappresentano una condizione critica per la sopravvivenza dei pesci. Non a caso, proprio lì sono state rilevate acque torbide e presenza di fauna ittica morta.
Anche il 7 aprile i valori non erano rassicuranti: 5,82 mg/L e saturazione al 58,7%, segno di un ecosistema già in sofferenza, aggravato da schiume, torbidità e odori molesti.
Il secondo punto di campionamento dell’8 aprile, presso il ponte, conferma il quadro: 4,86 mg/L e 47,3% di saturazione. Valori bassi, anche se in un contesto leggermente meno compromesso.
Questi dati preliminari sono compatibili con una crisi di ossigeno causata da uno sversamento ricco di sostanza organica: liquami che aumentano il consumo biologico di ossigeno e portano allo stress, fino alla morte, della fauna ittica.
Questi dati preliminari sono compatibili con una crisi di ossigeno causata da uno sversamento ricco di sostanza organica: liquami che aumentano il consumo biologico di ossigeno e portano allo stress, fino alla morte, della fauna ittica.
Ma non basta.
Mancano ancora gli esiti analitici di laboratorio: BOD, COD, ammoniaca, azoto, fosforo, tensioattivi, microbiologia, metalli, pesticidi, idrocarburi.
Sono questi i dati che permetteranno di individuare con precisione la sostanza contaminante e, soprattutto, le responsabilità.
Siamo davanti all’ennesimo segnale di un territorio fragile, che non può più essere trattato come una discarica.
Continuerò a seguire ogni passaggio pretendendo verità”, è quanto pubblicato da Ilaria Fontana.
Mancano ancora gli esiti analitici di laboratorio: BOD, COD, ammoniaca, azoto, fosforo, tensioattivi, microbiologia, metalli, pesticidi, idrocarburi.
Sono questi i dati che permetteranno di individuare con precisione la sostanza contaminante e, soprattutto, le responsabilità.
Siamo davanti all’ennesimo segnale di un territorio fragile, che non può più essere trattato come una discarica.
Continuerò a seguire ogni passaggio pretendendo verità”, è quanto pubblicato da Ilaria Fontana.
Foto di repertorio
