Mercoledì 6 Maggio 2026 00:05
Roma, banda delle rapine “high-tech” smantellata: arresti per il colpo da 900mila euro ai Parioli
Un’organizzazione strutturata, armi con silenziatore e tecnologia per sfuggire ai controlli. È questo il quadro...
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Un’organizzazione strutturata, armi con silenziatore e tecnologia per sfuggire ai controlli. È questo il quadro emerso dall’operazione della Polizia di Stato che all’alba di martedì ha portato all’arresto di cinque persone ritenute responsabili di una serie di rapine tra Roma e altre città italiane.
Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura capitolina, c’è il colpo messo a segno nel 2024 in una gioielleria di Parioli, dove furono sottratti orologi di lusso per un valore complessivo di circa 900mila euro.
Le indagini della Squadra Mobile sono partite proprio dall’analisi delle immagini di videosorveglianza. Un volto, isolato tra i fotogrammi, ha indirizzato gli investigatori verso un pregiudicato romano di lunga esperienza.
Il sospettato, un 62enne, è stato poi rintracciato e fermato già a gennaio in Versilia mentre era armato. Un elemento che ha rafforzato i sospetti su un gruppo criminale ben organizzato e operativo da tempo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione aveva una gerarchia precisa:
- al vertice un 56enne siciliano, ritenuto il coordinatore;
- un complice con funzioni operative e logistiche;
- altri membri con compiti specifici, tra cui la custodia delle armi e il supporto nelle fasi esecutive.
Tra gli arrestati anche soggetti già noti alle forze dell’ordine e collegati in passato ad ambienti della criminalità romana, inclusi contatti con figure vicine alla Banda della Magliana.
La banda operava con modalità altamente sofisticate:
- utilizzo sistematico di auto rubate, ripulite con targhe clonate;
- pianificazione dettagliata dei colpi e delle vie di fuga;
- impiego di un furgone schermato con dispositivi “jammer” per disturbare comunicazioni e localizzazioni;
- uso di armi dotate di silenziatore.
Un livello organizzativo che, secondo gli investigatori, consentiva al gruppo di agire rapidamente e con minori rischi di intercettazione.
Oltre alla rapina ai Parioli, agli indagati vengono attribuiti altri quattro assalti tra il 2023 e il 2025:
- una gioielleria in Via Veneto (circa 15mila euro);
- un ufficio postale a Monte Porzio Catone (oltre 100mila euro);
- una oreficeria a Perugia (bottino superiore ai 100mila euro);
- un colpo sventato in zona Primavalle.
L’operazione rappresenta un duro colpo a una rete criminale considerata altamente pericolosa, ma le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili.
Resta l’immagine di una banda capace di unire esperienza criminale e strumenti tecnologici avanzati, in una evoluzione delle rapine che sempre più spesso assumono caratteristiche quasi “militari”.
